Natura Iblea: la gdo compri il bio dalla produzione #vocidellortofrutta

“L’esempio vincente è il gruppo Arena. In Italia il biologico non cresce perché troppi intermediari fanno rialzare i costi: la carota bio in Danimarca è più conveniente che in Italia” racconta Roberto Giadone, amministratore unico dell’azienda siciliana che fornisce le maggiori insegne europee

Roberto Giadone, amministratore unico Natura Iblea, azienda di ortofrutta siciliana
Roberto Giadone, amministratore unico Natura Iblea

I dati sul bio dicono che se l’export funziona benissimo, il mercato interno è stagnante. Colpa anche dei prezzi e l’inflazione è una seria aggravante. Una soluzione c’è: “La gdo deve comprare direttamente dalla produzione senza intermediari, come sta facendo con noi il gruppo Arena”. Roberto Giadone è amministratore unico di Natura Iblea, tra il Ragusano e il Siracusano: 220 ettari di terreno in serre e pieno campo, una produzione totalmente biologica, 7300 tonnellate tra carote, zucchine, pomodori, con l’80% che va alla mdd di insegne europee. Coltivazione e produzione in un raggio di 10 km, impianti di industria 4.0 e autonomia energetica grazie al fotovoltaico.

Azienda specializzata sul bio, produttori più che distributori.

Carota a pieno campo prodotta da Natura Iblea
Carota a pieno campo Natura Iblea

Abbiamo cominciato nel Duemila e la crescita è stata costante nel tempo: il fatturato è oggi di circa 10 milioni e 1,5 milioni di ricavi con panierebio.com, servizio ai consumatori a domicilio con oltre 17 mila consegne annue. Facciamo solo bio per una scelta ideale e di futuro. Non vogliamo lasciare i campi deserti come succede nella zona di Vittoria o Pachino, dove quando tolgono le serre praticamente non cresce un filo d’erba per i successivi trent’anni, tra uso di bromuro e pesticidi. Vogliamo esserci e lasciare.

Una quarantina di prodotti, qual è il core business?

Siamo specializzati nella produzione di carota (siamo anche iscritti al consorzio della Carota di Ispica Igp), zucchina, la gamma del pomodoro, soprattutto ciliegino, fagiolino, mini angurie, in particolare seedless. Esportiamo l’80% della produzione.

Serre e pieno campo, dove si trovano le coltivazioni, impianti e centri di produzione?

Le coltivazioni, circa 220 ettari, sono nel territorio tra Rosolini, Ispica e Modica, tra Siracusa e Ragusa. Abbiamo due impianti a Ispica: quello centrale è di 4200 metri mq, coperto da fotovoltaico, e 2000 mq di aree; poi uno più piccolo di 1500 mq.

L’azienda è indipendente per il fabbisogno energetico grazie all’impianto fotovoltaico.

Fagiolini prodotti da Natura Iblea
Fagiolini Natura Iblea

Abbiamo 200 kw sul tetto: copre abbondantemente il fabbisogno e vendiamo anche alla rete. Ora stiamo implementando altri 80 kw su un’altra parte dello stabilimento dove ci sono depositi.

Oggi senza fotovoltaico sei fuori mercato: è l’unica strada. Ci sono periodi in cui andiamo in deficit e dobbiamo ricorrere all’acquisto di energia da fonti rinnovabili: la notte e in alcuni periodi, tra marzo e maggio, in cui c’è una massa di lavorazione maggiore,

Che collaborazione avete con le aziende sementiere?

Ci muoviamo insieme ai supermercati: è spesso la gdo che ci dà l’input sul tipo di prodotto desiderato e poi con le aziende di breeding andiamo a selezionarlo.Per esempio Coop svizzera, oltre che la qualità intesa come forma e colore e salubrità, ci chiede un grado brix minimo sul ciliegino. Produciamo anche per Edeka e Lidl in Germania, Coop in Danimarca e Norvegia. Lavoriamo molto con Vilmorin, Syngenta per la carota e il pomodoro, e stiamo sviluppando una varietà di ciliegino con Axia Sementi.

Gli ultimi dati sul bio dice che tira l’export invece il mercato interno fa fatica. Cosa occorre fare per rilanciarlo?

La gdo sul bio non ci crede: deve andare direttamente alla produzione e sviluppare un progetto, cosa che non fa. Con il bio si affida a centrali. Noi vendiamo la carota a marchio Edeka. Tra marzo e giugno facciamo un camion al giorno di carote bio, 20 mila confezioni per camion. Vengono in azienda, si discute il packaging, non solo quello più accattivante, si fa il programma, si fissano i prezzi a novembre e facciamo la produzione. Prezzo della carota che diamo a loro è 1,05 a confezione; di vendita loro è 1,60 al kg. Edeka vende il 40% di carota bio perché lo scarto con il convenzionale è conveniente. In Italia l’insegna compra da intermediari che a loro volta acquistano magari da qualche produttore in Sicilia. E succede che il prezzo della carota sale a 1,65 per il mezzo chilo. Intermediazione e packaging fanno rialzare i costi in Italia.

C’è qualche mosca bianca tra le insegne?

Zucchine prodotte da Natura Iblea
Zucchine Natura Iblea

Noi facciamo 5,2 milioni di confezioni di carote, ma da marzo a giugno è più economica la carota bio in Danimarca che in Italia. L’unica insegna in Italia che ci sta seguendo è il gruppo Arena-Decò. Comprava il bio in Sicilia, confezionava magari a Cesena e Verona attraverso mediatori e rimandava sull’Isola. Così il bio rendeva pochissimo. Una parte illuminata ci ha contattato e gli abbiamo presentato un progetto. Oggi gli diamo ormai quasi 200 referenze e solo con Decò fatturiamo quasi 600 mila euro per un piccolo supermercato siciliano: non so quale punto di vendita vende il bio a questi livelli. Per loro abbiamo anche sviluppato un packaging compostabile in cellulosa di betulla, bello, italiano.

Sostenete di avere prezzi inferiori nel mercato del bio, il segreto?

Risparmio energetico con energia autoprodotta, una stazione di compostaggio che produce bene con tutti i sottoprodotti della lavorazione, una filiera corta, tutto nell’arco di 10 chilometri dal capannone. Poi macchinari 4.0 e linee tra le più performanti a livello europeo: possiamo produrre 100 kg di carota al minuto, finiti e impacchettati. Abbiamo anche un ufficio che si occupa di innovazione e sviluppo per nuovi pack, nuovi metodi di trasporto e di produzione, interfacciandosi con la gdo.

Sostenibile anche dal punto di vita sociale: Natura Iblea per 4 anni di seguito è stata insignita del premio Welfare Index Pmi per il rispetto e la tutela dei lavoratori.

Nulla di trascendentale. Cerchiamo di ascoltare i dipendenti e risolvere i problemi per lavorare in ambiente sereno e armonico,  come il ricongiungimento familiare. Sono andato anche alle tre di notte all’ufficio della Questura di Ragusa a fare la fila all’ufficio stranieri.

 

 

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