Ortofrutta, export in valore a +7,6% nei primi tre mesi del 2026

Volumi in lieve flessione (-0,9%), traino di kiwi e frutta secca mentre agrumi e tensioni internazionali frenano il comparto

Secondo le rilevazioni di Fruitimprese, su dati Istat, l’export italiano di ortofrutta fresca archivia il primo trimestre 2026 con un incremento del 7,6% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante una lieve flessione dei volumi (-0,9%).

A sostenere il risultato sono soprattutto le performance della frutta fresca e della frutta secca, mentre pesa il calo degli agrumi. Sul fronte delle importazioni, i quantitativi restano sostanzialmente stabili (+0,5%), con un aumento del valore del 5,9%. Il saldo commerciale supera i 360 milioni di euro, in crescita del 15,3% su base annua.

Kiwi protagonisti, agrumi in difficoltà

Dati import/export ortofrutta fresca primo trimestre 2026
Dati import/export primo trimestre 2026

Nonostante gli effetti della crisi nello Stretto di Hormuz e le ripercussioni sui mercati asiatici, le esportazioni di frutta fresca registrano un aumento del 2,9% in volume e dell’11% in valore, trainate da una campagna particolarmente positiva dei kiwi.

Anche la frutta secca mostra un andamento molto favorevole, con una crescita del 13,6% nei volumi e del 40,9% nei valori.

Scenario opposto per gli agrumi. Le esportazioni segnano una contrazione del 12,5% in volume e del 4% in valore, conseguenza delle perdite produttive causate dal ciclone Harry durante la raccolta.

Tra i principali prodotti esportati si confermano le mele, in crescita dell’1,23% nei volumi e del 4,76% nei valori. Spiccano soprattutto i kiwi, che superano le 114 mila tonnellate esportate, con un incremento del 17,42% in volume e del 24,37% in valore.

Continua inoltre la fase critica delle pere, le cui spedizioni all’estero crollano di oltre il 30%.

Importazioni in ripresa per avocado e ananas

Tra i prodotti più dinamici dell’import, si segnalano ananas e soprattutto avocado, che conferma il proprio ruolo di riferimento tra i consumatori italiani grazie a una crescita del 14,21% nei volumi e del 16,38% nei valori.

Nuove destinazioni commerciali e incognite normative

Prodotti ortofrutticoli più esportati/importati
Prodotti più esportati/importati

Secondo il presidente di Fruitimprese, Marco Salvi, i dati dei primi tre mesi dell’anno restituiscono l’immagine di un settore ancora in espansione, ma esposto a fattori di forte instabilità internazionale.

Per affrontare il nuovo scenario, molte imprese stanno valutando mercati alternativi per la prossima campagna commerciale. Tra le opzioni considerate figurano il Brasile per le mele, grazie al Mercosur, e gli Stati Uniti per i kiwi.

Salvi evidenzia inoltre il risultato ottenuto dalla recente missione istituzionale in Sudafrica guidata dal ministro Francesco Lollobrigida, che ha aperto all’export italiano di uva da tavola verso il Paese africano.

Le preoccupazioni degli operatori riguardano anche il quadro regolatorio europeo. Dal 12 agosto dovrebbero entrare in vigore i primi obblighi previsti dal regolamento Ppwr, che introduce nuovi requisiti per gli imballaggi commercializzati nell’Unione europea, compresa la certificazione relativa all’assenza di Pfas e di alcuni metalli pesanti.

Consumi stabili e attenzione alla filiera

Sul mercato interno, i consumi del primo trimestre risultano sostanzialmente allineati a quelli dello scorso anno, interrompendo però il trend di crescita registrato nel 2025. Una dinamica che, secondo l’associazione, risente dell’aumento dei costi energetici e logistici.

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