Il saldo nel commercio delle mele oltreconfine conferma la tendenza positiva per l’Italia, che nel 2025 ha veicolato verso l’estero oltre 1 milione di tonnellate di prodotto, in aumento di oltre il 17% sul 2024, anno record, in cui il nostro Paese si era affermato come primo esportatore mondiale di mele davanti a Usa e Cina. La produzione italiana del 2025 è leggermente aumentata, oltreché da considerarsi soddisfacente in termini di qualità. All’estero, alcune problematiche climatiche quali gelate tardive hanno ridotto la produzione complessiva. Si tratta di un elemento che ha favorito l’export tricolore, con un incremento esponenziale verso l’Egitto, ad esempio, dove le mele italiane stanno diventando più apprezzate e competitive, in particolare grazie ai prezzi delle varietà Gala e Golden.

Areali produttivi: Trentino-Alto Adige in testa
La produzione italiana di mele resta concentrata in poche aree. Il Trentino-Alto Adige da solo copre circa i due terzi del totale nazionale, con Bolzano al 44% e Trento al 20%. Seguono Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, ciascuno tra il 6 e l’11% a seconda delle annate, e la Campania, dove si concentra la produzione della mela Annurca. Nella stagione 2025/26 la produzione nazionale è stimata in 2,25 milioni di tonnellate, in calo del 3% sul 2024: crescita in Trentino (+5%), lieve flessione in Alto Adige (-3%) e cali più marcati in Piemonte (-15%) e Veneto (-11%), quest’ultimo penalizzato anche da episodi di grandine.

Fuji, Golden e Granny Smith: quotazioni sui livelli del 2024
La campagna Fuji è partita ai primi di ottobre con prodotto di buona qualità: i due marchi club di riferimento hanno aperto a 1,80 euro al chilo (calibro 80/85-85/90 mm, monostrato), scendendo a ridosso di 1,70 €/kg tra novembre e dicembre. Una lieve ripresa invernale ha riportato i valori a 1,80 €/kg fino a primavera inoltrata, quando l’arrivo della frutta estiva ha frenato la domanda e riportato i prezzi sui livelli autunnali, a stagione dei grandi numeri ormai conclusa. Le quotazioni delle due referenze sono risultate sovrapponibili e in linea con l’annata precedente, leggermente migliori per Marlene.
Tra le Golden, nelle ultime due campagne Melinda Dop ha preso le distanze da Marlene Igp, che ha segnato valori inferiori di circa il 10%: 1,60-1,70 €/kg contro 1,70-1,80 €/kg (calibro 80/85 mm, monostrato). Le oscillazioni non sono mancate, ma i due consorzi hanno gestito approvvigionamenti e giacenze contenendo gli scostamenti.
Positiva anche la Granny Smith: partita da 1,70 €/kg (80/85 mm, monostrato), è scesa leggermente ma si è mantenuta stabile tra 1,60 e 1,65 €/kg, alcuni centesimi sopra le annate precedenti, con qualità buona per l’intera stagione.
Apple Exports Are Growing: Stable Prices for Fuji, Golden, and Granny Smith Varieties
In the 2025 crop year, prices remained stable and in line with previous seasons for the main varieties
The balance of cross-border apple trade confirms the positive trend for Italy, which in 2025 shipped over 1 million tons of fruit abroad. This represents an increase of more than 17% compared to 2024 – the record year when Italy established itself as the world’s leading apple exporter ahead of the USA and China. Italian production in 2025 increased slightly and is considered satisfactory in terms of quality. In other producing countries, adverse weather conditions – such as late frosts – reduced overall production. This factor favored Italian exports, driving a sharp increase in shipments to Egypt, where Italian apples are becoming increasingly popular and competitive, particularly due to the competitive pricing of the Gala and Golden varieties.
Italian apple production remains concentrated in just a few areas. South Tyrol and Trentino together represent about two-thirds of national production, with Bolzano leading at 44% and Trento at 20%. Veneto, Piedmont, and Emilia-Romagna follow with shares ranging from 6% to 11% annually, while Campania stands out as the hub for Annurca apple production. In the 2025/26 season, Italian production is estimated at 2.25 million tons, with a decrease of 3% compared to 2024: growth in Trentino (+5%), a slight decline in Alto Adige (-3%), and more significant declines in Piedmont (-15%) and Veneto (-11%), the latter also penalized by hailstorms.
The Fuji campaign kicked off in early October with good-quality apples, with the two leading club brands opening at €1.80 per kilo (size 80/85-85/90 mm, single layer), falling to around €1.70 per kilo between November and December. A slight recovery in winter brought prices back to €1.80 per kilo until late spring, when the arrival of summer fruit dampened demand and pulled prices back to autumn levels, with the high-volume season by then over. Prices for the two varieties were comparable and in line with the previous year, with Marlene performing slightly better.
For Golden varieties, over the past two campaigns, Melinda PDO outpaced Marlene PGI, with the latter’s prices running about 10% lower: €1.60-1.70/kilo versus €1.70-1.80/kilo (size 80/85 mm, single layer). Despite some fluctuations, the two consortia successfully balanced supplies and inventories to keep price variations to a minimum.
Granny Smith also performed well, with prices starting at €1.70/kg (80/85 mm, single layer) and dropping slightly before stabilizing between €1.60 and €1.65/kg. This was a few cents higher than in previous years, supported by good fruit quality throughout the season.





