Le innovazioni di Basf Nunhems tra angurie, meloni e carciofi

Strategie varietali e qualità al centro dell’offerta per ampliare i consumi e rispondere alle nuove esigenze di mercato

A Macfrut Basf Nunhems si è presentata con una proposta chiara: guidare il cambiamento varietale attraverso soluzioni concrete e orientate al mercato. Nel dialogo con Matteo Bano, area sales manager, emerge il ruolo sempre più strategico dell’azienda nello sviluppo di nuove genetiche per colture chiave come angurie, meloni e carciofi, con l’obiettivo di coniugare qualità, segmentazione dell’offerta e nuove opportunità di consumo.

Meloni: qualità come leva competitiva

Entrando nel merito delle diverse colture, Bano parte dal melone per spiegare come l’innovazione varietale sia strettamente legata alla qualità del prodotto. “Abbiamo numerosi esempi: l’innovazione è passata principalmente attraverso la qualità del prodotto. Siamo l’azienda dell’Honeymoon, un melone liscio di altissima qualità, e siamo riconosciuti soprattutto nella tipologia del retato italiano, anche in questo caso per le caratteristiche fondamentali della qualità organolettica”.

Angurie: il formato midi amplia i consumi

Proseguendo il racconto, l’attenzione si sposta sull’anguria, dove alla leadership consolidata si affianca una nuova strategia di sviluppo dei formati. “Tutti ci conoscono principalmente per l’anguria nera senza semi: siamo leader di mercato in questo segmento. Stiamo però arrivando con importanti novità, sempre nel solco dell’anguria seedless ma in un formato midi — un vero midi, tra i 2 e i 3 chili — con una qualità organolettica ineccepibile e con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il consumo, intercettando anche quella fascia di consumatori che necessita di un formato più conveniente dal punto di vista del calibro”.

Carciofi: dal seme nuove prospettive varietali

Infine, il racconto si concentra sul carciofo, ambito in cui l’innovazione introdotta riguarda non solo il prodotto, ma anche il sistema produttivo.

“Siamo anche l’azienda che ha introdotto sul mercato il carciofo da seme: questa è stata la prima grande innovazione, ovvero un carciofo coltivato da piantine ottenute da seme. Stiamo lavorando per arrivare a coprire tutte le diverse tipologie che caratterizzano il mercato italiano.

Il primo passo è stato sulla tipologia più legata alla tradizione di consumo in Italia, cioè il violetto, con le varietà Capriccio e Opal per il precoce. Stiamo però introducendo importanti novità: la prima, già apprezzata dai nostri partner produttori durante la raccolta di questo inverno-primavera, è Cilentus, il primo romanesco da seme a ciclo precoce.

Stiamo inoltre arrivando con altre novità nel segmento del violetto, tra cui Tosca, caratterizzata da un colore più intenso e da un gambo più lungo, ideale per la raccolta a mazzetti”.

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