“Il tema delle proteine non è più una tendenza emergente, ma un elemento strutturale delle scelte alimentari”. È questa la convinzione dell’Insalata dell’Orto che ha sviluppato un’offerta mirata a intercettare il trend proteico con la gamma MisSalad High Protein 100% vegetale, riproposta a Macfrut.
La linea

“La linea completa dei nostri prodotti high protein -racconta Sara Menin, direttore marketing e comunicazione L’Insalata dell’Orto- è composta da quattro referenze pronte da cuocere, che si inseriscono nel reparto ortofrutta, con l’aggiunta di proteine 100% vegetali. Un’assoluta novità di categoria: nessun’altra referenza del mondo high protein è presente in ortofrutta.
Abbiamo un minestrone classico con l’aggiunta di proteina al gusto di rosmarino; la zucca a cubetti, con proteina al gusto della tradizione; lo spaghetto di verdura, con proteina gusto pomodoro e la peperonata al sapore mediterraneo, in co-brand con Valfrutta.
Il crumble proteico è di pisello, aromatizzato con prodotti completamente naturali: una label cortissima”.
L’azienda ha poi ribadito le strategie sull’export: “Circa il 65% del nostro fatturato va all’estero, con la Germania in primis, ma anche tutto il mondo dell’Europa dell’Est. Stiamo consolidando una presenza importante del nostro marchio e, soprattutto, la nostra partnership a marchio del distributore in questi Paesi”.
L’indagine conferma il trend
La domanda di prodotti proteici è consolidata tra i consumatori italiani, ma nel reparto ortofrutta l’offerta non riesce ancora a rispondere in modo chiaro e strutturato. È quanto emerge dalla ricerca Percepito del consumatore sui prodotti proteici nel reparto ortofrutta, realizzata da Agroter per L’Insalata dell’Orto e presentata a Macfrut. A frenare la crescita nel comparto non è solo il prezzo, ma anche una percezione diffusa di artificialità, fattore critico per una categoria fortemente legata ai valori di naturalità e semplicità.
L’indagine, condotta con metodologia Cawi su 513 responsabili acquisti tra Lombardia e Lazio, conferma che l’interesse verso le proteine è ormai parte integrante delle abitudini alimentari: nel Lazio coinvolge il 63% dei consumatori, mentre in Lombardia il 54%. Il consumo è già regolare, con acquisti settimanali dichiarati dal 65% dei rispondenti nel Lazio e dal 57% in Lombardia.
Questo orientamento si riflette anche nel reparto ortofrutta, dove il 55% degli intervistati considera interessante la presenza di prodotti ad alto contenuto proteico. Il dato segnala un’apertura concreta verso l’innovazione, purché coerente con i driver distintivi del comparto. Parallelamente emerge un cambiamento nei comportamenti: i prodotti proteici vengono scelti per supportare l’attività fisica, favorire un’alimentazione equilibrata e garantire praticità nei pasti, evidenziando una crescente ricerca di soluzioni complete.
Le barriere all’acquisto
A fronte di una domanda evoluta, il reparto ortofrutta mostra ancora limiti in termini di chiarezza espositiva e costruzione dell’offerta. Fino al 34% dei consumatori dichiara di non aver mai notato referenze che comunichino un contenuto proteico, mentre la percezione resta ancorata a categorie tradizionali come frutta secca e legumi.
Le principali barriere all’acquisto restano il prezzo (52%) e la percezione di artificialità (32%), due fattori che evidenziano la necessità di sviluppare proposte capaci di mantenere coerenza con i valori identitari dell’ortofrutta.
“L’high protein negli ultimi due anni è un mercato in continua crescita: circa il 64% delle famiglie italiane acquista già prodotti ad alto contenuto proteico. La richiesta probabilmente aumenterà nei prossimi anni e l’inserimento anche di proteine vegetali, visto il trend del plant-based, potrebbe essere un grande valore aggiunto”.






