#vocidellortofrutta, C. Lingua (Rk Growers): “Mancano gli stranieri, bene apertura ai giovani, ma pochi resistono in campagna”

L’amministratore delegato del Gruppo commerciale di Saluzzo fa il punto sulla questione calda della carenza di braccianti. “La raccolta dei mirtilli comincerà a inizio giugno, sarà la prima verifica in campo”

Carlo Lingua, Ad di Rk Growers
Carlo Lingua. amministratore delegato  di RK Growers

“Quest’anno non abbiamo a disposizione tutti gli stranieri delle stagioni passate: dovremmo fare affidamento su un numero più ridotto di manodopera. Le piattaforme delle varie associazioni agricole hanno registrato un incremento di domanda di soggetti provenienti anche da altri settori. Ma lavorare in campagna richiede sacrificio. Lo scorso anno abbiamo fatto parecchie assunzioni, ma molti non hanno portato a termine il contratto. La raccolta dei mirtilli comincerà a inizio giugno e sarà la prima verifica in campo”.

Carlo Lingua è amministratore delegato della RK Growers, azienda che raggruppa importanti produttori italiani ed esteri: sede a Saluzzo e uffici a Genova, Mosca e a Hong Kong. Tramite la controllata AVI, RK Growers ha l’esclusiva delle uve senza semi ARRA, prodotte in Europa e vendute in tutto il mondo. Nel 2018 RK Growers ha costituito, con produttori esteri e la piemontese Ortofruit Italia, la società Berryway: produttori di piccoli frutti e fragole tutto l’anno.

Che impatto ha avuto il Covid-19 sui vari ambiti di sviluppo?

Uva Arra senza semi
Uva ARRA seedless

All’inizio sui mercati c’è stato il problema del prodotto italiano, dovuto al maggiore numero di contagi che ha colpito il nostro Paese. Il consumatore, spaventato dalla nuova situazione, ha preferito acquistare la frutta da pelare invece di quella che si può consumare con la buccia. Con il passare dei giorni ha poi capito che il prodotto ortofrutticolo non veicolava il virus e il consumo è ritornato alla normalità.

Oggi ci siamo riposizionati abbastanza bene. In Europa abbiamo avuto il problema dei trasporti via camion, a causa di eccessivi controlli che hanno rallentato i flussi del prodotto italiano verso i mercati del Nord. Intervenute le autorità competenti, queste problematiche si sono risolte velocemente. Oggi non notiamo crisi di consumi. C’è meno prodotto per la mancanza di manodopera, per le maggiori precauzioni che si devono adottare per condurre il personale nei campi di raccolta e per l’aumento dei costi di trasporto.

Le fragole stanno avendo un rialzo.

Le fragole oggi sono aumentate di prezzo perché sta diminuendo la produzione in Italia ed è diminuita anche l’offerta spagnola. I motivi di questa riduzione sono gli stessi.

Uva ARRA seedless: che aspettative ci sono? Alcuni produttori hanno manifestato la preoccupazione per l’export, soprattutto in Paesi come la Spagna.

Il nostro mercato di riferimento non è la Spagna che compra a fine stagione quando finisce il suo prodotto, ma i mercati del Nord Europa che hanno registrato un grande aumento nel consumo delle uve senza semi. Non noto una particolare crisi di consumi sull’uva, se i produttori sapranno fare un prodotto valido, di qualità e con un ottimo sapore. In questi anni e in particolare nel 2020 la produzione delle uve ARRA è aumentata molto.

Mela Ambrosia, kiwi Dorì, Nergi, il berry kiwi:  quali performance per i vostri prodotti?

Dorì, il kiwi giallo di Rk Growers
Dorì, il kiwi giallo

La mela Ambrosia si conferma ogni giorno di successo. Il Nergi affronterà la sua campagna a settembre ma viste le buone performance del 2019 restiamo molto ottimisti; il Dorì è stato venduto prima della crisi del Covid-19, ma piace al consumatore in tutto il mondo.

Come sta andando Berryway, il network che riunisce produttori italiani ed esteri focalizzato sulla produzione di mirtilli, lamponi e more?

Molto bene, stiamo crescendo. Come filosofia commerciale puntiamo sulle nuove varietà pregiate attraverso una linea Premium che i supermercati vedono sempre più apprezzata dai consumatori. Ci aspettiamo un mercato interessante per quest’estate. Abbiamo bisogno di molto prodotto e dobbiamo piantare di più. Ma c’è preoccupazione per la manodopera.

Più di 20 mila italiani si sono registrati sulle banche dati delle principali organizzazioni agricole ma servirebbero 200 mila braccianti. A Saluzzo mancherebbero più di 3 mila lavoratori sui 10 mila richiesti, ma i posti offerti dalle aziende agricole sarebbero appena 70. Perché le imprese preferiscono gli stranieri a chi faceva il cameriere?

Piccoli frutti, un mercato in crescita
Berries, un mercato in crescita

La prima verifica sarà all’inizio di giugno con la raccolta dei mirtilli, lamponi, ciliegie e con gli altri lavori agricoli destinati alle varie colture. Sarà quello il momento in cui riusciremo a capire di quanta manodopera avremo bisogno e della reazione da parte degli iscritti alle varie piattaforme. Lavorare in campagna richiede sacrificio, perseveranza e spirito di adattamento. Le persone volenterose potranno farcela, senza ombra di dubbio.

Oggi è tornato di moda il confezionato per questioni di sicurezza: ha ancora appeal il compostabile? Voi avete lanciato Zeropack.

Tutto fermo a causa del Covid-19. Lavoriamo in questa direzione su prodotti totalmente biodegradabili in natura anche se adesso la preoccupazione è su altri fronti. Aspettiamo tempi migliori ma il progetto continuerà ad andare avanti.

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