Il radicchio di Treviso sbarca in Giappone

Con volumi in crescita del 60% a causa delle condizioni climatiche favorevoli, Opo Veneto, l’Organizzazione produttori ortofrutticoli del Veneto spinge sulle strategie per aumentare i consumi interni e sui mercati esteri e da questa campagna inaugura due nuovi canali di export in Svezia e Giappone.

La campagna. «Le condizioni climatiche particolarmente favorevoli di questa stagione – spiega Cesare Bellò, consigliere delegato di Opo Veneto, nonché vicepresidente del consorzio di radicchio di Treviso Igp (che nella foto vediamo insieme a Claudio Mazzini e Giuseppe Iasella di Coop) – hanno portato ad un eccesso produttivo che ha causato significativi cali dei prezzi a livello generalizzato ma che noi di Opo Veneto siamo riusciti a contenere entro la soglia del 30% in meno».

Per intenderci, se nel mercato di Lusia, secondo quanto diffuso da un comunicato odierno, il mese del radicchio è stato disastroso con quotazioni al di sotto dei prezzi di costo da i 30 e i 50 centesimi al chilo per il radicchio tondo e inferiori ai 2 euro al chilo per quello di campo ed il tipo rosa, i prezzi che Opo Veneto ha registrato per la varietà radicchio di Treviso e radicchio di castelfranco si attestano intorno al triplo di queste quotazioni.

Le strategie. «Anche se siamo riusciti a contenere i ribassi – continua bellò – la campagna non è stata delle migliori dal momento che l’eccesso produttivo del nostro comparto si è dovuto scontrare sul mercato con gli eccessi produttivi degli altri prodotti orticoli anche essi derivati dal buon clima registrato in questa campagna che hanno determinato una forte concorrenza sul mercato. Per questo abbiamo avviato delle strategie per implementare i consumi sia sul territorio italiano ma anche nei canali esteri inaugurando, da questa ca0pagna due nuovi mercati: la Svezia e il Giappone».

Per quanto riguarda la strategia nazionale, Opo veneto, grazie alla collaborazione con Coop Italia, è riuscita quest’anno a completare la sua presenza geografica in italia raggiungendo regioni fino ad ora mai battute dal radicchio tevigiano.

Il mercato domestico. «Da questa campagna – precisa Bellò – stiamo distribuendo i nostri radicchi anche in Campania, Sardegna e Sicilia e stiamo studiando anche un modo per raggiungere i consumatori calabresi che ci conoscono poco. Intanto entro i prossimi 10 giorni Coop proporrà sugli scaffali una nuova referenza Fior fiore con il radicchio di Treviso tardivo».

Il lancio di questa nuova referenza della linea Fior fiore di prima gamma – che era stata annunciato poco prima di natale da Giuseppe Iasella di Coop Italia nel corso della serata di assegnazione del Radicchio d’Oro – sembra essere pronto a partire con il debutto sugli scaffali previsto entro le prossime due settimane.

L’export. Sulla commercializzazione a marchio Solarelli e a marchio proprio, invece, si basa la strategia di Opo Veneto sui mercati esteri.

«Oltre ai mercati consolidati, da questa campagna – conclude Bellò – abbiamo iniziato a mandare i primi quantitativi verso il Giappone per rifornire alcuni ristoranti italiani. Mentre in Svezia stiamo facendo un lavoro di penetrazione appoggiandoci a dei grossisti locali che oltre che inserirci nel canale Horeca, ci hanno aperto un varco anche nei negozi di alcune piccole catene locali. Naturalmente qui occorre fare un lavoro di promozione del prodotto. Per spiegare ai consumatori come si usano i radicchi abbiamo studiato una confezione di radicchi misti con dentro un ricettario per dare un’idea di come possono essere cucinati».

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