Pears with love, Apo Conerpo rilancia il consumo della pera

Un progetto di comunicazione co-finanziato dall’Ue per tre anni di durata e destinato a Italia, Germania e Francia. Al centro la sostenibilità della filiera

Presentazione del programma Pears with love a Milano
Presentazione di Pears with love a Milano

Rilanciare il consumo di pere e trasmettere al consumatore l‘impegno della filiera profuso in decenni per un prodotto made in Italy, sostenibile, sicuro e buono. Va in questa direzione Pears with love, il progetto comunitario, cofinanziato dall’Ue (circa il 70-80% dei 3 milioni complessivi), promosso da Apo Conerpo e presentato a Milano.

Meno chimica, risparmio idrico e fonti rinnovabili

Presentazione dell'evento alla stampa
Presentazione del progetto alla stampa

Il programma rientra nel regolamento comunitario per la promozione sul mercato interno o sui mercati Extra Ue (regolamento UE n. 1144/2014). Fare leva sulla sostenibilità per sostenere i consumi è la strategia che mette al centro il consumatore di tre Paesi produttori, Italia, Germania e Francia.

“Il taglio del progetto, che ha la durata di tre anni, è soprattutto rivolto al consumatore, far capire la filiera e cosa fa l’Ue- ha spiegato Augusto Renella, export coordinator e marketing R&D manager Naturitalia-. Noi cerchiamo le zone più vocate, nuove varietà per avere minore impatto ambientale; usiamo meno fitofarmaci, per esempio con l’agricoltura integrata, e ridotto uso idrico con risparmi tra il 30 e il 60% rispetto a tecnologie preesistenti. Puntiamo poi sulle energie rinnovabili, con l’installazione di pannelli fotovoltaici che garantiscono risparmi del 30% di energia elettrica”. Quindi l’aiuto alla decarbonizzazione: “Per ogni tonnellata di pere prodotta risparmiamo all’ambiente 57 kg di CO2”.

Il calendario è in fase di definizione e prevede le classiche attività: dal pacchetto digital, sito Internet, pagina Facebook, social media, campagna on e off-line, eventi consumer; quindi partecipazione a fiere (come quella a Fruit Logistica dove è stato presentato il progetto), in store promotion e attività trade. Si punta anche a coinvolgere maggiormente i giovani (il 50% degli acquirenti della pera in Italia ha più di 65 anni).

Il progetto rappresenta poi un punto di naturale approdo delle attività green svolte negli anni da Apo Conerpo in tema di misurazione ambientale, come il Climate ChangE-R dell’Emilia Romagna, il progetto Life Magis made green in Italy e la collaborazione con Legambiente.

Il problema fitopatie e la necessità dell’innovazione varietale. La prima volta in Cina 

“Una tempesta perfetta”. Così ha definito la situazione Gabriele Ferri, direzione commerciale Opera, filiale commerciale di Apo Conerpo. Il cambiamento climatico ha aumentato le fitopatie e reso più aggressivi funghi e insetti, diminuendo le rese, senza dimenticare l’alluvione. Con l’aggravante che l’Ue impone entro il 2030 di dimezzare i fitofarmaci. “L’Emilia-Romagna ha la leadership in Italia con il 65% della produzione e l’Italia è al vertice in Europa, ma è sempre più incalzata da Belgio e Olanda (rispettivamente 340mila e 351mila tonnellate nel 2022 rispetto alle 444mila del nostro Paese). Abbiamo assoluta esigenza di migliorare le rese produttive intaccate dalle fitopatie, con le innovazioni tecnologiche e varietali: ci aspettiamo risposte importanti da quest’ultime, che possono farci risolvere tante problematiche”.

“Eravamo riusciti ad azzerare l’uso degli insetticidi grazie alla ricerca e a nuove tecniche. Ma oggi gli insetti alieni sono un problema, in primis la cimice asiatica- ha sottolineato Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo-. È  in atto un confronto con la Commissione sull’uso di agrofarmaci in base al Green Deal e Farm to Fork, ma l’impegno di Apo Conepro è da decenni in questa direzione. Il prodotto made in Italy è poi più sicuro. Quello extra Ue ha altri standard qualitativi e i dati Efsa lo dimostrano: l’irregolarità della merce di importazione è quasi dieci volte superiore”.

La pera è tra i primi quattro prodotti ortofrutticoli esportati dall’Italia. Buone notizie arrivano dal recentissimo accordo bilaterale Italia-Cina che permetterà per la prima volta di esportare pere a Pechino. Siglato presso il Masaf, il Protocollo bilaterale d’intesa è stato portata a termine grazie anche all’impegno del Servizio Fitosanitario Nazionale. “Un risultato atteso da tempo, ritardato per il Covid -ha ricordato Ferri-. Quest’anno sarà un’annata non piena, le quantità non saranno eccellenti. Come inizio porteremo una decina di container per cominciare a farle assaggiare, un primo passo. Portare pere italiane in un mercato che non le conosce è una bella sfida”.

 

 

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