Il clima arriva sugli scaffali e mette in difficoltà frutta e verdura

In alcuni punti di vendita cominciano a comparire cartelli che segnalano la mancanza di prodotto; l’Italia perde in media 13,4 miliardi di euro l’anno per gli effetti del clima

Le temperature estreme mettono a rischio i raccolti (foto generata con l'intelligenza artificiale)
Le temperature estreme mettono a rischio i raccolti (foto generata con l'Ai)

Il cambiamento climatico non si misura più soltanto nei campi, nei raccolti compromessi o nei costi crescenti per irrigare. Comincia a farsi vedere anche nei punti di vendita, dove la disponibilità di alcune produzioni ortofrutticole si riduce e la domanda finisce per superare l’offerta. Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, in un negozio Esselunga nel Bolognese sarebbe comparso un cartello rivolto ai clienti per segnalare la scarsità di ortofrutta. Lo stesso articolo riferisce di difficoltà di reperimento anche in alcuni punti di vendita Coop, in particolare per insalata e pomodori.

Quarta gamma, pomodori in sofferenza

L’allarme arriva dopo un’estate segnata da caldo estremo, siccità e, in diverse aree, anche grandinate. La situazione è particolarmente evidente per le produzioni di quarta gamma: secondo il Gruppo prodotti ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food, la disponibilità di alcune materie prime è diminuita fino al 30-40%, mentre nei raccolti maggiormente danneggiati le perdite di resa, legate alla maggiore selezione e agli scarti di produzione, arrivano al 10-20%.

Il problema, però, non riguarda soltanto l’insalata confezionata. Lattughe, verdure a foglia, pomodori e altre colture orticole stanno risentendo dell’andamento climatico, con conseguenze lungo tutta la filiera. Alessandro Marinoni, consigliere di Confagricoltura Brescia e imprenditore del comparto, segnala una forte mancanza di verdura, con quantitativi disponibili sui mercati sensibilmente ridotti e prezzi aumentati in modo marcato. Le difficoltà nel reperire il prodotto inizierebbero a essere visibili anche nella grande distribuzione.

Il conto economico 

Dietro la minore disponibilità dei prodotti c’è un fenomeno che ha ormai un peso economico rilevante. L’Italia è il primo Paese dell’Unione europea per perdite economiche assolute legate al clima, con una media di 13,4 miliardi di euro nel triennio 2022-2024, secondo i dati Teha.

Per l’agricoltura il danno non si limita alla perdita del raccolto: quando il caldo, la siccità o gli eventi estremi compromettono una produzione, diminuisce anche la quantità di prodotto che può arrivare sul mercato. Aumentano inoltre i costi per irrigare e diventa più difficile garantire continuità alle colture.

È in questo contesto che Coldiretti ha rilanciato la richiesta di aumentare la capacità di raccolta dell’acqua piovana attraverso una rete di invasi di accumulo, insieme al potenziamento delle infrastrutture irrigue e alla riduzione delle perdite della rete. L’Italia, secondo Coldiretti, trattiene oggi appena l’11% dell’acqua piovana che cade sul territorio.

Estate rovente, le colture colpite

Una fotografia delle difficoltà è arrivata con la mappa della sete elaborata da Coldiretti durante questa estate, che evidenziava le principali sofferenze agricole provocate dal caldo e dalla carenza d’acqua. Per l’ortofrutta, in Piemonte erano già segnalate difficoltà per le produzioni ortofrutticole e il nocciolo, con perdite complessive stimate tra il 30 e il 40% e il rischio di un ulteriore peggioramento in assenza di piogge.

In Lombardia il caldo colpiva anche il pomodoro, mentre in Emilia-Romagna le cipolle perdevano circa il 20% delle rese e nelle aree collinari erano in sofferenza albicocche e susine.

Nel Centro-Sud le difficoltà riguardavano, tra le altre, le produzioni orticole della Toscana, dove Coldiretti stimava una perdita del 20% nelle aree meridionali e costiere. In Puglia, nel Foggiano, per il pomodoro si stimava un calo del 10% per ettaro, mentre nel Tarantino e nel Brindisino le angurie arrivavano a perdere fino al 60%. In Basilicata, infine, erano segnalate criticità per pomodori e melanzane nell’area di Policoro e danni stimati intorno al 20% nei frutteti della zona di Tursi.

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