Fondazione Edmund Mach, in primo piano la ricerca su piccoli frutti

I filoni di ricerca spaziano dalle sperimentazioni sulle nuove varietà di fragole unifere alle prove di produzione di lamponi e mirtilli di qualità

Le attività di sperimentazione e ricerca su piccoli frutti e ciliegio, in primis sul problema della Drosophila Suzukii, al centro della quinta giornata tecnica promossa ieri dal Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di S. Michele all’Adige (Tr).

Un’occasione per fare il punto sui risultati dell’attività sperimentale condotta su alcune varietà di fragola, sule attività di ricerca applicata al breeding di lampone e mirtillo, sulle sperimentazioni per il contenimento dell’oidio della fragola che sempre più puntano su prodotti di origine naturale.

Anche la lotta contro la Drosophila suzukii, il moscerino che attacca i piccoli frutti, sta facendo passi in avanti e le prove di controllo con metodi biologici sembrano dare buoni risultati. In particolare, i rilasci negli appezzamenti sperimentali di parassitoidi locali stanno fornendo un importante contributo accanto al metodo delle reti anti-insetto.

 

Lamponi e mirtilli di qualità

I più recenti programmi di miglioramento genetico di mirtillo e lampone della Fondazione Edmund Mach prevedono l’applicazione della ricerca in maniera multidisciplinare ed integrata. Importanti differenze del profilo qualitativo a raccolta ed in post-raccolta possono impattare notevolmente la scelta varietale, la segmentazione del prodotto e la logistica da parte dei diversi operatori di settore.

 

Le fragole unifere in sostituzione della varietà Elsanta

La storica varietà di fragola Elsanta, per anni ampiamente coltivata in Trentino, negli ultimi anni ha manifestato problemi di produttività legati alla pezzatura, alla qualità e in particolare alla consistenza dei frutti nei periodi estivi più caldi. Per questo motivo molte aziende si sono orientate verso la coltivazione di fragole rifiorenti che garantiscono una produzione più costante nella stagione ma presentano maggiori difficoltà nella gestione. Per questo si è valutato l’utilizzo di nuove varietà unifere, ossia che fruttificano una sola volta all’anno nel corso del 2017. Con l’attività di ricerca svolta è stato possibile individuare le epoche di raccolta delle varietà, le caratteristiche produttive e qualitative delle diverse varietà e l’influenza del tipo di pianta.

 

Il contenimento dell’oidio su fragola

L’oidio è la principale patologia fungina della fragola sotto tunnel e può infettare tutte le parti aeree della pianta. Le varietà di fragola rifiorenti, visto il lungo ciclo produttivo e la loro suscettibilità, presentano i maggiori problemi di contenimento di questa patologia. Le restrizioni nell’utilizzo delle sostanze attive di sintesi rendono necessario lo sviluppo di nuove tecnologie e la valutazione dell’efficacia di prodotti di origine naturale, microbiologica o a basso impatto. I ricercatori hanno valutato l’efficacia di prodotti di origine naturale e di un concime a base di microelementi con una possibile azione nei confronti di organismi patogeni. Le prove sperimentali con un prodotto a base di olio essenziale di arancio su cultivar di fragola unifera hanno dimostrato una buona efficacia sia in serra che in condizioni di campo. Per il contenimento dell’oidio su fragola rifiorente sarà necessario svolgere ulteriori prove utilizzando diverse tecniche agronomiche e di difesa integrata.

 

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