Commercio mondiale di ortofrutta, crescita ferma allo 0,1% annuo

Il Trend Report 2027 di Fruit Logistica analizza le trasformazioni degli scambi internazionali, che interessano soprattutto mele, uva e arance, mentre mirtilli e avocado continuano a registrare una crescita significativa

La copertina del report scaricabile dal sito di Messe Berlin
La cover del report scaricabile dal sito di Messe Berlin

La crescita del commercio mondiale di frutta e verdura è praticamente ferma. Tra il 2021 e il 2025, il valore degli scambi internazionali è aumentato in media di appena lo 0,1% all’anno, al netto dell’inflazione. È quanto emerge dal nuovo Fruit Logistica Trend Report 2027, intitolato How to weather the storm?, che analizza le trasformazioni in atto nel settore ortofrutticolo internazionale.

Il contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e fragilità delle filiere

Conflitti geopolitici, eventi climatici estremi e aumento dei costi stanno modificando le condizioni operative per produttori, esportatori, retailer e operatori logistici. Il rapporto raccoglie analisi e valutazioni di esperti internazionali e individua nella capacità di adattamento uno dei principali fattori di competitività. Non è più sufficiente, infatti, puntare esclusivamente sull’efficienza delle filiere: occorre saper reagire anche a improvvisi cambiamenti dei mercati, raccolti compromessi e interruzioni delle rotte commerciali.

“Il settore internazionale della frutta e della verdura ha già superato molte crisi -afferma Mike Knowles, managing director di Fruitnet Europe-. Ma oggi le sfide arrivano più velocemente, più frequentemente e spesso contemporaneamente. Le aziende devono quindi ripensare il proprio approccio: non è più sufficiente ottimizzare le catene di approvvigionamento per ottenere la massima efficienza. Ciò che conta è rimanere in grado di agire anche quando i mercati crollano, i raccolti falliscono o le rotte di trasporto smettono improvvisamente di funzionare”.

Mercati internazionali da diversificare

Dazi, restrizioni commerciali e conflitti internazionali stanno mettendo in discussione le tradizionali relazioni commerciali. Una delle criticità evidenziate dal rapporto riguarda la differenza tra i tempi della politica e quelli dell’agricoltura: nuove tariffe possono essere introdotte nel giro di poche settimane, mentre per avviare una nuova produzione frutticola sono necessari anni.

Per ridurre l’esposizione ai rischi geopolitici, le aziende sono quindi chiamate a diversificare i mercati di sbocco, anticipare le possibili criticità e limitare la dipendenza da singoli partner commerciali.

Anche gli andamenti delle diverse categorie mostrano dinamiche differenti. Secondo il Trend Report, gli scambi internazionali di mele, uva e arance sono in calo, mentre mirtilli e avocado, tra gli altri prodotti, continuano a registrare una crescita significativa.

Cambiamento climatico e nuove aree produttive

Mappa del clima, come potrebbe cambiare la distribuzione geografica delle condizioni climatiche favorevoli alla frutticoltura europea entro il 2050
Come potrebbe cambiare la distribuzione geografica delle condizioni climatiche favorevoli alla frutticoltura europea entro il 2050

Siccità, ondate di calore e variazioni delle precipitazioni stanno modificando le condizioni di coltivazione e la redditività delle produzioni ortofrutticole. Secondo un’analisi di RaboResearch, entro il 2050 le condizioni climatiche per la frutticoltura europea potrebbero cambiare sensibilmente.

Alcune aree del Mediterraneo saranno maggiormente esposte al caldo e alla scarsità idrica, mentre le regioni più fresche potrebbero acquisire importanza per determinate varietà frutticole.

Questo scenario aumenta la necessità di investire in varietà più resilienti ai cambiamenti climatici, sistemi di irrigazione efficienti e strategie produttive di lungo periodo. Anche grossisti e retailer dovranno adeguarsi, gestendo con maggiore flessibilità le oscillazioni dei volumi disponibili e le differenze nelle caratteristiche dei prodotti.

La logistica come fattore competitivo

Le criticità riguardano anche i flussi internazionali delle merci. I bassi livelli idrici, come quelli registrati nel Canale di Panama e nel fiume Reno, insieme ai conflitti geopolitici e all’aumento dei costi di trasporto, mettono a rischio l’affidabilità delle catene logistiche. Per i prodotti deperibili, anche ritardi contenuti possono provocare perdite significative di qualità.

In questo contesto, secondo il rapporto, non saranno più determinanti soltanto la velocità o il costo del trasporto. Diventeranno fondamentali la disponibilità di rotte alternative, l’individuazione preventiva dei rischi e una maggiore collaborazione tra tutti gli operatori della filiera.

Il messaggio conclusivo del Trend Report è che non tutte le crisi possono essere evitate, ma le aziende che investono tempestivamente in innovazione, partnership solide e modelli di business flessibili possono rafforzare la propria competitività anche in condizioni di incertezza.

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