Nuove varietà, maggiore resilienza e un posizionamento sempre più orientato all’alta gamma: sono questi i principali elementi strategici presentati da Nsg a Macfrut 2026, dove l’azienda italiana di breeding ha confermato il proprio ruolo internazionale nello sviluppo genetico di fragole e berry.
Le cultivar in evidenza
Tra le innovazioni presentate, spicca la nuova cultivar Nsg 48- Elyson, pensata per il segmento super premium. La varietà si distingue per colore rosso brillante uniforme, elevata produttività e una marcata persistenza di dolcezza e aroma. I primi riscontri, sia in campo sia nelle valutazioni commerciali condotte nei principali Mof italiani, risultano positivi.
Spazio anche alla valorizzazione del prodotto: la fragola Rossetta (varietà Nsg 465) è stata protagonista di un momento di networking al Berry Bar, con degustazioni dedicate che hanno messo in luce le caratteristiche distintive della cultivar.
Innovazione varietale al centro della strategia
Per il secondo anno consecutivo, Nsg ha partecipato alla Berry Area, spazio altamente specializzato che ha favorito il dialogo con operatori internazionali della filiera. “L’occasione -spiega Nicola Tufaro, breeder della società- ci ha permesso non solo di presentare il programma di miglioramento genetico dell’azienda, ma anche di approfondire, attraverso incontri, dibattiti ed eventi tematici, le principali sfide e dinamiche evolutive del comparto a livello globale, con la visione orientata all’innovazione e alla sostenibilità che ci contraddistingue” .
Le varietà sviluppate dall’azienda risultano ormai diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo, confermato come area chiave per la produzione nei mesi invernali e primaverili. La ricerca si concentra su cultivar capaci di adattarsi a condizioni climatiche variabili e con maggiore tolleranza alle principali fitopatie.
Produzioni più stabili e sostenibili
L’obiettivo del breeding è duplice: migliorare le performance agronomiche e ridurre l’impatto ambientale. “Le nuove varietà di fragola targate Nsg garantiscono una maggiore stabilità e continuità produttiva, riducendo al contempo il ricorso agli input chimici e migliorando la sostenibilità delle coltivazioni. Queste caratteristiche permettono di colmare il gap tra domanda e offerta di fragola registrato nei primi mesi dell’anno nel bacino del Mediterraneo. Uno squilibrio che incide sulla continuità degli approvvigionamenti e sulla competitività dell’intero settore”.
Accanto alla resilienza, restano centrali qualità organolettica e shelf-life, fattori sempre più determinanti nelle dinamiche commerciali.












