Mac Fruit Attraction, una strategia per l’Africa

Finalmente il Sud Europa si muove. Gli scorsi giorni è stata annunciata la alleanza strategica tra la fiera italiana Macfrut e quella spagnola Fruit Attraction per la organizzazione di Mac Fruit Attraction, evento fieristico che sarà organizzato dal 4 al 7 Maggio prossimi nella capitale egiziana Il Cairo. La manifestazione, ovviamente incentrata sul settore ortofrutticolo, sarà organizzata – grazie a un accordo con IFP Group – durante il Food Africa, che nella scorsa edizione ha totalizzato 241 espositori provenienti da 18 diversi paesi.

Il mercato egiziano. Di fatto l’Egitto negli ultimi 20 anni ha compiuto passi da gigante per quanto riguarda la produzione ortofrutticola, imponendosi sulla scena internazionale. Nonostante le recenti vicissitudini geo-politiche è inoltre una importante piazza di riferimento commerciale per tutto il Medio Oriente oltre che per i Paesi africani. Storicamente infatti molti questi si rivolgono all’Egitto che assume un ruolo di interfaccia con l’Europa ed il mondo intero. Le potenzialità del mercato medio-orientale sono note a molti e già oggetto di diverse manifestazioni che mirano ai prodigiosi petroldollari.

La crescita africana. Meno note ai più sono le potenzialità del continente africano, che viene considerato oggi dagli analisti economici internazionali il vero centro di sviluppo mondiale dei prossimi decenni. Di fatto la percentuali di sviluppo economico in Africa stanno vistosamente crescendo: si è passati dall’1,8% nel 1980-89 al 2,6% nel 1990-2000 fino al 5,3% dal 2000 al 2010. È tuttavia interessante verificare come siano ben 12 le nazioni africane ad avere un tasso di incremento superiore al 6,1% che è il tasso medio di crescita delle economie in via di sviluppo. In due nazioni poi (Angola e Guinea Equatoriale) la crescita è a due cifre. Nonostante vi siano stati dei rallentamenti durante i recenti anni di crisi economica globale il tasso di sviluppo annuo dei Paesi africani è sempre stato di due punti percentuali superiore al tasso di sviluppo medio mondiale (dati statistici ONU-UNCTAD).

La cooperazione. In molti quindi pensano che l’Africa possa oltrepassare di slancio nel prossimo futuro gli endemici problemi di povertà, instabilità politica, sottosviluppo e disagio sociale, come è già accaduto e sta accadendo per molti Paesi asiatici e sud-americani. Di certo la sempre più forte cooperazione con le economie emergenti (leggi Cina e India, ma non solo) e il netto incremento degli investimenti dall’estero (FDI – Foreign Direct Investment) stanno di molto giovando alle economie di diversi Paesi africani, che paiono assai più coscienti nella amministrazione pubblica e nella lotta alla corruzione e che possono contare su ricchezze naturali assolutamente formidabili.

Le prospettive. Dal punto di vista agroalimentare il mercato africano è già oggi uno dei più cospicui del pianeta e oggetto di esportazioni da tutto il mondo. Le capacità produttive di molti Paesi del continente sono però incalcolabili. Capacità produttive che potrebbero essere indirizzate come in passato sempre a rifornire i mercati mondiali (si pensi a prodotti quali la frutta tropicale, il cacao, ecc.) ma anche a provvedere ai bisogni alimentari della popolazione del continente, in prodigiosa crescita demografica.

I bisogni. L’Africa ha quindi bisogno di tecnologie e macchinari – magari appropriati alle sue particolari condizioni economiche e ambientali. Questa è oggi una sfida che viene raccolta da due organizzazioni fieristiche di paesi del Sud Europa, Paesi – giova ricordarlo – privi di particolari debiti coloniali e quindi sempre ben graditi ed accetti in terra africana. Paesi che possono e dovranno giocare assieme ruoli di maggiore rilevo sulla scena mediterranea e internazionale: si cominci dall’ortofrutta.

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