Agribologna amplia lo stabilimento di Fresco Senso, per crescere nel mercato della IV gamma

Un impianto ampliato e pieno di automazione e tecnologia per Fresco Senso, la divisione di Agribologna che lavora e commercializza frutta in quarta gamma

È stato inaugurato il 29 maggio 2018 il nuovo impianto di lavorazione di Fresco Senso, la divisione che si occupa della quarta gamma nel Gruppo Agribologna, di cui avevamo visto le novità allo scorso Macfrut.

Ampliato negli spazi, con nuovi macchinari e una capacità produttiva che può arrivare a 30mila kg al giorno, 4 milioni di kg all’anno, ma con possibilità di crescita al crescere della tecnologia dei macchinari adottati.

Investimento da 3 milioni di euro da parte di Agribologna

Proprio l’automazione, legata a una forte componente di manualità degli addetti, è il fiore all’occhiello di questo impianto, che può contare, nell’ultimo ampliamento, su un investimento da 3 milioni di euro di cui 2 milioni sugli immobili e 1 in impianti e macchinari, che si vanno ad aggiungere a quelli già effettuati in passato per un valore totale di circa 9 milioni di euro

Notevoli i risvolti occupazionali: l’impianto occupava circa 75 unità nel 2017, ora può arrivare a circa 110 addetti, con presenza importante di giovani e donne nella linea produttiva. “In quest’impianto -sottolinea Lauro Guidi, presidente Consorzio Agribologna- non spostiamo un bullone da un punto all’altro, serve manualità e artigianalità nella lavorazione, il tutto coniugato con alta tecnologia e automazione, ciò vuol dire che possiamo garantire un’occupazione stabile”.

Lo stabilimento Fresco Senso è completamente coibentato, per garantire un range di temperatura ottimale tra -2 e +6 gradi così da preservare shelf life e qualità del prodotto fresco, che non subisce shock termici.

I prodotti lavorati e una linea specifica per il biologico

Più della metà di frutta e ortaggi che arriva allo stabilimento Fresco Senso viene conferita dai 140 soci del Gruppo Agribologna, in particolare nell’impianto si lavorano: cocomero, clementina, fragola, kiwi, caco, mela, melagrana, melone, mirtillo, nettarina, pera, uva, oltre a frutti tropicali come ananas, papaya, mango e cocco.

“La trasformazione della frutta in quarta gamma è un valore aggiunto -ha commentato Simona Caselli, assessora all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna- e dato che l’impianto è di una cooperativa che ha 140 soci agricoltori conferenti con 3.100 ettari di superfici coltivate, tutto questo valore aggiunto può arrivare anche ai produttori“.

L’impianto di Fresco Senso ha un nuova area dedicata alla lavorazione dei prodotti biologici, separata dal trattamento del prodotto convenzionale e completamente dedicata alla lavorazione a seconda della stagione. Il confezionamento manuale a cura di operatori specializzati, completa il processo produttivo per il più alto controllo qualitativo sui prodotti in uscita.

Le tappe dell’ampliamento dell’impianto di Fresco Senso

Un impianto, quello di Fresco Senso, che ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni, si sviluppa su 4.000 mq di superficie coperta, su un lotto fondiario di 8.000 mq, ed è dunque in grado di stare al passo con i tempi.

Dal 2007 anno di acquisto del terreno al 2018, anno del terzo rinnovamento, ci sono state almeno altre tappe fondamentali: nel 2009 l’avviamento della produzione, nel 2013 è avvenuto un primo ampliamento che ha preceduto l’attuale. Quest’ultimo ha visto l’inizio lavori ad aprile 2017, che si sono conclusi circa un anno dopo e che hanno aggiunto 1.600 mq all’impianto esistente.

I possibili sviluppi nei prossimi anni

Sarà soprattutto la fase di confezionamento a fare grandi passi nei prossimi anni. Con tutto ciò che offre la tecnologia e che esiste già, tra sensoristica, sistemi di rilevazione del peso e soluzioni di automazione è molto probabile che gli sviluppi nei prossimi anni si concentreranno in questa ultima fase,  con l’idea di base di mantenere un livello qualitativo della frutta lavorata sempre molto alto.

 

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