La Gdo Russa punta su e-commerce e nuovi fornitori

Se da un lato la Russia sta lavorando verso l’autosufficienza alimentare con il Cremlino che sta dedicando allo sviluppo del settore primario un’attenzione del tutto inedita per contrastare inflazione e scaffali vuoti, dall’altro, la grande distribuzione del Paese si riorganizza per aprirsi, da un lato, a nuovi fornitori e, dall’altro, all’e-commerce che si rivela una delle chiavi con cui la Gdo sovietica si prepara a rispondere alla richiesta di prodotti di qualità.

L’e-commerce. Secondo quanto riferito da una nota dell’Ice di Mosca, Lev Volozh, figlio di Arkadiy Volozh, uno dei fondatori del colosso web russo Yandex, ha lanciato il proprio progetto online per la distribuzione dei prodotti alimentari freschi che nasce, spiega «per risolvere il problema relativo al consumo dei prodotti freschi e salutari a Mosca, poiché nei supermercati si vendono prevalentemente prodotti di scarsa qualità, mentre recarsi al mercato è un’attività che ruba tempo prezioso ed è per questo praticata solo dagli anziani o dalle massaie».

Il portale si chiama Moscow Fresh e presenta tutta la gamma di prodotti venduti nei mercati di Mosca: ortofrutta, formaggi artigianali, carne e pesce. «Abbiamo creato questo servizio – fa sapere un portavoce dell’azienda – per coloro che vogliono sempre avere in casa propria prodotti freschi fatti senza nitrati e conservanti, anche a Mosca e nel periodo invernale».

La cifra minima per un ordine dovrà essere, a regime, di 2 mila rubli (circa 28 euro), ma per il momento è possibile acquistare prodotti per qualsiasi somma al fine di facilitare la diffusione del servizio.

Una nuova catena. Contemporaneamente, il gruppo Tashir ha annunciato il lancio di un nuovo progetto nel settore della Gdo alimentare: una nuova catena che si chiamerà Ferma.RF che avrà una vasta gamma di prodotti agricoli di provenienza nazionale tutti disponibili sin dal debutto per l’acquisto online. Ferma.RF sarà presente nel territorio russo nella modalità di mini (50 mq) e supermarket (120 mq) posizionati prevalentemente nei centri commerciali. Ad oggi sono già aperti due supermercati nei centri commerciali Rio del gruppo Tashir a Mosca ma il piano di sviluppo prevede di ampliare la mappa geografica con l’apertura, entro il 2016, di ulteriori 15 punti vendita in tutto il Paese.

L’inflazione. Sul fronte fornitori, invece, il presidente esecutivo del gruppo Auchan Russia, Jean Pierre Germain oggi ha riportato una certa preoccupazione per il caro prezzi di frutta e verdura a causa della necessità di sostituire i fornitori a fronte all’embargo sulle importazioni dalla Turchia.

Già a fine anno la frutta in Russia ha subito un rincaro del 24% sull’anno precedente mentre la verdura è in controtendenza con cali dei prezzi del 17% ma i timori sono che la situazione possa peggiorare.

Il gruppo ha precisato che per sostituire le forniture turche, si rivolgerà ai produttori di Marocco, Israele e Cina, ma non ha escluso che ci vorrà del tempo per completare la procedura. I prodotti agricoli vietati dal recente embargo comprendono oltre ad arance e mandarini, anche cipolle, scalogno, cavolfiore, broccoli, cetrioli e cetriolini, uva, mele, pere, albicocche, pesche, comprese pesche noci, prugne, prugnole, fragole.

L’espansione di Magnit. In barba all’inflazione e alla carenza dell’assortimento, Serghej Galitskij, direttore generale di Magnit (nonché principale azionista con il 40%), la più grande catena della Gdo russa, ha annunciato un piano di espansione che prevede l’apertura di circa mille nuovi supermercati in tutto il territorio russo entro il 2016.

Attualmente il brand Magnit, che nel 2014 ha registrato un incremento degli utili del 34% superando i 47,6 miliardi di rubli (680 milioni di euro), raggruppa 9.293 negozi di vicinato (in calo), 209 supermercati (che punta a sviluppare), 131 punti vendita Magnit Famiglia, nonché 1.854 drogherie.

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