È partita la quarta campagna commerciale della Pesca di Verona Igp, con una disponibilità attesa di circa 1.000 tonnellate. I quantitativi sono sostanzialmente in linea con quelli della scorsa stagione, ma il progetto guarda già oltre: le nuove superfici messe a dimora entreranno progressivamente in produzione entro due-tre anni, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo l’offerta certificata.
Ci racconta il percorso Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio per la tutela e la valorizzazione della Pesca di Verona Igp e responsabile commerciale de La Grande Bellezza Italiana, rete che aggrega produzioni ortofrutticole italiane e le accompagna sul mercato della distribuzione moderna.
La campagna è appena iniziata: con quali prospettive si presenta?

La distribuzione è iniziata e proseguirà fino ai primi di settembre. Quest’anno prevediamo circa mille tonnellate, un volume sostanzialmente in linea con la precedente campagna. Il segnale più importante arriva però dagli impianti: dopo anni di riduzione delle superfici, diversi produttori stanno tornando a investire nella pesca.
Le nuove piante richiedono tempo per entrare a pieno regime, ma nell’arco di due-tre anni ci aspettiamo un incremento rilevante delle disponibilità. L’obiettivo è consolidare la presenza della Pesca di Verona Igp e costruire una massa critica in grado di sostenere una crescita commerciale più strutturata.
Che cosa rappresenta l’Igp per la filiera veronese?
L’Igp non è soltanto un marchio per il consumatore. È prima di tutto uno strumento di organizzazione della produzione. Significa avere un Consorzio che aggrega i produttori, definisce regole comuni, tutela la denominazione e lavora per accompagnare le aziende verso il futuro.
Per una coltura come la pesca, il Consorzio è fondamentale anche sul fronte degli investimenti. Negli ultimi anni è stato possibile sostenere interventi importanti, come l’installazione delle reti antigrandine. Oggi una parte significativa della produzione certificata è protetta, con benefici concreti per la continuità produttiva e per la qualità del raccolto.
Quali sono gli elementi distintivi della Pesca di Verona Igp?

La prima leva è la storia. La pesca veronese ha una tradizione secolare e rappresenta una coltura profondamente legata al territorio. A questa identità si aggiunge una pratica produttiva molto precisa: la raccolta avviene a uno stadio di maturazione avanzato, vicino al momento ideale per il consumo.
L’obiettivo è offrire al cliente una pesca pronta da mangiare, con un profilo gustativo riconoscibile e costante. Anche la selezione varietale va in questa direzione: il disciplinare comprende oggi 22 varietà, scelte per garantire maggiore uniformità nella qualità percepita durante tutta la stagione.
Quale contributo offre La Grande Bellezza Italiana allo sviluppo del progetto?
La Grande Bellezza Italiana mette a disposizione una rete commerciale e distributiva già strutturata, capace di dialogare con la grande distribuzione organizzata e di valorizzare produzioni territoriali che, da sole, avrebbero più difficoltà a raggiungere una presenza continuativa sugli scaffali.
Per la Pesca di Verona Igp questo significa poter entrare nei programmi di fornitura di più insegne della gdo, con una proposta organizzata e riconoscibile. Il prodotto stagionale beneficia così di un sistema che lavora tutto l’anno con i buyer e che può sostenere la distribuzione di diverse filiere italiane.
Come si sviluppa la presenza nel retail?

Il progetto commerciale prevede la presenza in quattro insegne della gdo nel Nord Italia. La Pesca di Verona Igp viene proposta sia sfusa, nella caratteristica cassetta rosa registrata dal Consorzio, sia in un pack in carta pensato per rafforzare il legame tra prodotto, origine e qualità.
Il packaging diventa quindi un elemento di valorizzazione a scaffale. Il packaging in carta, già testato nella precedente campagna, viene riproposto per sostenere una comunicazione più distintiva e coerente con il posizionamento della denominazione. L’obiettivo è offrire alla distribuzione uno strumento pratico, riconoscibile e capace di raccontare il prodotto fin dal primo contatto con il consumatore.
A questo si aggiunge una novità prevista per la stagione: il Consorzio punta a dotare la Pesca di Verona Igp di un bollino numerato del Poligrafico dello Stato, applicato come ulteriore elemento di garanzia e riconoscibilità. Il sigillo del Poligrafico sarà associato a sistemi di tracciabilità digitale e consentirà di valorizzare ulteriormente l’origine certificata, offrendo al consumatore un segno immediato di autenticità.
Quanto può incidere l’Igp sulla valorizzazione dell’ortofrutta nel punto di vendita?
L’Igp può dare al reparto ortofrutta un elemento di differenziazione concreto. Origine, stagionalità, gusto e tracciabilità consentono di costruire un assortimento più qualificato e di offrire al cliente una scelta riconoscibile.
La qualità deve però essere mantenuta fino al consumo. Se il prodotto risponde alle aspettative, il consumatore torna ad acquistarlo. Per questo certificazione, gestione della filiera, packaging e comunicazione devono lavorare insieme, con una proposta coerente dal campo allo scaffale.
Qual è oggi il ruolo dei Consorzi nella promozione?
I Consorzi sono sempre più centrali nella creazione di valore per le produzioni certificate. Possono sostenere i produttori, sviluppare progetti di comunicazione, favorire l’accesso ai programmi promozionali e contribuire a una gestione più ordinata dell’offerta.
La loro funzione non riguarda soltanto la tutela del nome. Un Consorzio efficace lavora per dare prospettiva alle aziende agricole, mantenere viva una coltura sul territorio e creare le condizioni per investimenti, innovazione e ricambio generazionale.
La promozione passa anche dagli eventi.

Il 4 e 5 luglio si terrà Aperipesca sul Ponte 2026, iniziativa dedicata alla Pesca di Verona Igp sul ponte che collega Bussolengo e Pescantina. L’evento si svolgerà dalle 18 alle 24 e trasformerà il ponte in uno spazio di incontro e valorizzazione del territorio.
Il programma prevede una mostra fotografica delle pesche, aperitivi e cocktail a base di pesca, street food gourmet, dj set, live band e mercatini. L’iniziativa coinvolge amministrazioni locali, imprese e soggetti del territorio, con l’obiettivo di associare il prodotto a un’esperienza riconoscibile e contemporanea.
Perché eventi come Aperipesca possono aiutare il consumo di ortofrutta?
Gli eventi permettono di raccontare la frutta in modo diverso, più vicino ai linguaggi delle nuove generazioni. Non si tratta soltanto di promozione, ma della costruzione di un’esperienza che unisce prodotto, territorio, convivialità e cultura gastronomica.
Per il comparto ortofrutticolo è importante intercettare i giovani sia come consumatori sia come futuri produttori e operatori. Rendere più attrattiva l’agricoltura, valorizzare le produzioni locali e comunicare qualità e gusto con strumenti contemporanei può contribuire a rinnovare l’immagine dell’intero settore.




