Nel 2024 in Italia sono state vendute oltre 14 mila tonnellate di banane certificate Fairtrade, in crescita dell’1,5% sull’anno precedente, secondo il Bilancio sociale di Fairtrade Italia. Il commercio equo si conferma leva concreta nella filiera ortofrutticola globale.
Il prodotto ortofrutticolo più venduto nella gdo
La banana è il frutto più diffuso nei carrelli della grande distribuzione italiana, acquistato dall’86% delle famiglie. Un primato che si inserisce però in una filiera interamente extraeuropea, con approvvigionamenti da America Latina e Africa e una logistica che copre migliaia di chilometri.
L’Europa, con oltre 5,5 milioni di tonnellate importate ogni anno, rappresenta il principale mercato mondiale. Questo scenario evidenzia fragilità strutturali: volatilità dei prezzi, impatti della crisi climatica e compressione dei margini per i piccoli produttori. In parallelo, persistono criticità sociali rilevanti, tra cui il lavoro minorile che, secondo Unicef, coinvolge circa 160 milioni di bambini nel mondo.
Normative europee e rischio di esclusione dalla filiera
L’evoluzione normativa europea, in particolare la nuova direttiva sulla due diligence (Csddd), introduce nuovi obblighi per le imprese lungo le catene di approvvigionamento. Se da un lato rafforza la trasparenza, dall’altro aumenta il rischio di “cut and run”, ovvero l’abbandono dei fornitori più vulnerabili incapaci di adeguarsi rapidamente agli standard richiesti.
In questo contesto, i modelli organizzati di filiera assumono un ruolo chiave nel mitigare tali rischi e garantire continuità commerciale.
Il ruolo delle certificazioni nella tenuta del sistema
Fairtrade Italia opera dal 1994 nella costruzione di filiere trasparenti, con una presenza consolidata nelle aree produttive. Il sistema prevede strumenti economici come il prezzo minimo Fairtrade e il premio Fairtrade, destinato a progetti locali gestiti dalle cooperative.
La certificazione è verificata da Flocert, organismo indipendente che garantisce la conformità agli standard. I risultati economici evidenziano l’impatto del modello: nel 2024 gli acquisti italiani hanno generato 743 mila euro di premio destinato alle comunità agricole.
Fiducia dei consumatori e prospettive di mercato
Secondo una ricerca Nielsen realizzata per Fairtrade Italia, 8 consumatori su 10 dichiarano fiducia nel marchio, indicando come la domanda di prodotti sostenibili stia evolvendo da nicchia a tendenza strutturale.
“La banana è il prodotto che meglio racconta cosa significa il commercio equo nella vita quotidiana: ogni acquisto è un atto concreto che restituisce valore a chi coltiva -racconta Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia-. Ma i numeri di quest’anno ci dicono anche altro: le aziende italiane – dai produttori e trasformatori alle insegne della distribuzione – stanno capendo che scegliere Fairtrade non è solo una questione etica, è una scelta strategica. In un mercato che chiede tracciabilità, trasparenza e conformità normativa, trent’anni di presenza nelle filiere ci rendono il partner più attrezzato per affrontare le sfide che vengono”.







