Patata di Bologna Dop, oltre 13mila tonnellate per la campagna 2026-27

La qualità della Primura e i primi riscontri commerciali confermano le prospettive della filiera, che punta a rafforzare la riconoscibilità della denominazione e la remuneratività per le aziende

Il presidente Martelli con lo chef Davide Puleio a + Gusto
Il presidente Martelli con lo chef Davide Puleio

La Patata di Bologna Dop apre la campagna commerciale 2026-27 con una produzione superiore a 13mila tonnellate, ottenuta su circa 390 ettari. Nonostante le difficoltà climatiche che hanno caratterizzato la stagione, il prodotto mantiene le caratteristiche qualitative previste dal disciplinare. Positivi anche i primi segnali dal mercato, mentre per la filiera resta centrale la questione della redditività, alla luce dell’aumento dei costi di produzione, logistica, conservazione, preparazione e confezionamento.

Le prospettive della filiera

La produzione certificata riguarda esclusivamente la Primura, unica varietà ammessa dal disciplinare della denominazione. Le temperature particolarmente elevate e persistenti registrate durante l’estate hanno richiesto un’attenta gestione agronomica delle coltivazioni, senza compromettere le caratteristiche distintive del prodotto.

“Guardiamo con soddisfazione all’avvio della nuova campagna commerciale, innanzitutto per la qualità del prodotto ottenuto in un’annata tutt’altro che semplice -afferma Davide Martelli, presidente del Consorzio di Tutela Patata di Bologna Dop-. È un risultato che nasce dal lavoro quotidiano dei nostri agricoltori, dalla loro esperienza e dall’attenzione riservata a ogni fase della coltivazione. Anche il mercato sta fornendo segnali positivi, riconoscendo il valore di una produzione certificata che richiede impegno, professionalità e rispetto di regole precise. La sostenibilità economica delle aziende agricole e di confezionamento è una condizione essenziale per garantire continuità e prospettive alla filiera. Il nostro obiettivo è continuare a difendere e valorizzare una denominazione che unisce qualità, identità e territorio, rafforzando la riconoscibilità della Primura e il rapporto di fiducia con i consumatori”.

La redditività al centro delle prospettive

Patata Bologna Dop, Festival Molinella
Festival Molinella

La risposta iniziale del mercato è soddisfacente e conferma il rapporto di fiducia con i consumatori. La filiera guarda tuttavia al medio periodo con attenzione: all’aumento dei costi si aggiungono l’instabilità climatica e gli investimenti necessari per mantenere gli standard della certificazione. Per questo il Consorzio sottolinea la necessità di un riconoscimento più stabile e diffuso del valore della produzione, in grado di remunerare adeguatamente sia il lavoro agricolo sia le attività successive alla raccolta.

Promozione tra gastronomia e territorio

Accanto alla produzione e alla commercializzazione, il Consorzio porta avanti un programma di promozione per rafforzare la conoscenza della denominazione, raggiungere nuovi pubblici e raccontare origine, filiera e versatilità gastronomica della Primura.

Tra gli appuntamenti più significativi figura la partecipazione a C’è +Gusto, evento organizzato a Palazzo Re Enzo a Bologna da La Repubblica e Il Gusto. L’iniziativa, finanziata nell’ambito dell’intervento regionale Srg10 con il supporto della Regione Emilia-Romagna, ha visto la Patata di Bologna Dop protagonista di due appuntamenti nei Teatri del Gusto. Gli chef Niccolò Palumbo e Davide Puleio hanno presentato due preparazioni dedicate alla Primura. Un piano di comunicazione digitale e sulla stampa ha accompagnato la partecipazione.

Positivo anche il bilancio del Festival della Patata di Bologna Dop, svoltosi a Molinella, uno dei territori più rappresentativi della produzione. Organizzata dal Comune con il contributo della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con il Consorzio, la manifestazione ha proposto degustazioni internazionali, show cooking, incontri divulgativi, la presenza dei produttori e attività per bambini e famiglie.

“Le iniziative realizzate a Bologna e a Molinella, insieme a quelle in programma nei prossimi mesi, confermano quanto sia importante affiancare alla tutela della produzione un’attività continuativa di informazione e valorizzazione. C’è +Gusto ci ha permesso di presentare la Primura attraverso il linguaggio contemporaneo della cucina, mentre il Festival di Molinella ha riportato il prodotto nel cuore della comunità e del territorio produttivo. Sono due modalità differenti, ma complementari, di raccontare la stessa identità: quella di una Dop che nasce dal lavoro degli agricoltori, è garantita da una filiera controllata e trova nella cucina uno spazio privilegiato per esprimere qualità e versatilità. La nostra strategia parte da qui: rendere sempre più chiaro ciò che distingue la Patata di Bologna Dop e trasferire al consumatore il valore concreto della sua origine certificata”.

Il percorso di valorizzazione proseguirà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 con iniziative rivolte agli operatori del trade e ai consumatori, nell’ambito dei progetti Srg10 e della Legge regionale 16/95, entrambi sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna.

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