Agrintesa mette radici in Calabria: filiere innovative e investimenti

In un evento promosso con il Gruppo Alegra, la cooperativa romagnola ha raccontato i piani di rafforzamento sul territorio tra i più bio d’Italia dopo l’integrazione di Osas. Al centro del progetto nuove varietà, tra kiwi premium, pesche e nettarine Ondine e nuove sperimentazioni

Agrintesa-Gruppo Alegra. a Castrovillari. Da sinistra, Luigi Nola, Mauro Laghi, Cristian Moretti, Gianluca Gallo e Aristide Castellari
Agrintesa-Gruppo Alegra. Da sinistra, Luigi Nola, Mauro Laghi, Cristian Moretti, Gianluca Gallo e Aristide Castellari

La Calabria resta centrale nella strategia di crescita di Agrintesa per sviluppare produzioni innovative ad alto grado Brix e a minimo impatto ambientale. L’obiettivo è stato ribadito in un incontro tenutosi a Castrovillari (“Radici di Futuro. Progetti, investimenti e sviluppo per una frutticoltura innovativa”) promosso dalla cooperativa insieme con il Gruppo Alegra, soci e produttori, cui hanno partecipato istituzioni e buyer della distribuzione moderna.

Il plus del made in Calabria

La produzione di Ondine in Calabria di Agrintesa
La produzione di Ondine in Calabria

Dal convegno di Castrovillari emerge una linea chiara: il gruppo cooperativo conferma gli investimenti nel territorio dopo la fusione per incorporazione di Osas e punta su produzioni ad alto valore aggiunto, innovazione varietale, sostenibilità e rafforzamento della filiera. Un progetto che si inserisce in una regione già glifosate free da oltre dieci anni e oggi ai vertici in Italia per superficie biologica.

Tra le vette del Pollino e le brezze che scendono dalle montagne nasce un microclima unico: le forti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono aromaticità, zuccheri e profumi dell’ortofrutta. È qui che il terroir calabrese diventa alleato della qualità, permettendo produzioni dal gusto intenso e riconoscibile. Una prova di queste potenzialità si è avuta durante la visita all’azienda agricola Fratelli Nola, soci di Agrintesa, a Castrovillari dove sono coltivate 14 diverse varietà di Ondine: Agrintesa, con 194 ettari a Ondine nel 2026, rappresenta il 17,3% del totale dei partner del progetto europeo. “La zona più vocata in Europa è proprio quella di Castrovillari, dove vediamo che i frutti che raccogliamo esprimono un grado Brix superiore, quindi di gusto, rispetto ad altre zone -ha sottolineato Cristian Moretti, direttore generale della cooperativa-: è un frutto snack, da qui il suo successo”.

Kiwi pilastro delle produzioni

La produzione made in Calabria di Agrintesa
La produzione made in calabria

La cooperativa conta complessivamente 10.500 ettari a frutteto, 7.000 ettari a vigneto, 600 ettari destinati alle orticole. Con 3.500 soci, 2.300 dipendenti e un valore della produzione pari a 450 milioni di euro, Agrintesa considera la Calabria un asset strategico per il proprio sviluppo ortofrutticolo. Sul territorio regionale il gruppo conta 1.282 ettari produttivi, 173 soci e due poli di riferimento tra l’area di Castrovillari e quella di Gioia Tauro-Rosarno. La presenza calabrese si articola su filiere ad alto valore: 647 ettari sono dedicati al kiwi, 442 ettari alle drupacee – pesche, nettarine, pesche piatte e nettarine piatte – 92 ettari agli agrumi e, a completare, altre specie minori.

Il kiwi rappresenta poi uno dei pilastri del progetto. Agrintesa è il primo produttore dell’emisfero nord con 3.300 ettari complessivi e quasi il 20% della superficie è concentrato in Calabria. Accanto alle varietà tradizionali crescono le produzioni premium a polpa gialla e rossa, sia convenzionali sia bio, insieme alle attività di ricerca. La gamma “made in Calabria” comprende Hayward e Dulcis a polpa verde, SunGold e Jin Gold a polpa gialla e Oriental Red a polpa rossa.

“In Calabria si riesce a praticare l’agricoltura biologica con facilità e dove non si fa bio si adottano sistemi di lotta integrata molto spinti, glifosate free ormai da 10-15 anni. Abbiamo anche tante varietà di kiwi nei nostri campi sperimentali, oltre che di pesche e nettarine, albicocche, alcune varietà di ciliegie e susine: oggi bisogna lavorare su susine super dolci, super rosse. Cerchiamo anche di ‘svecchiare’ la pera facendo ricerca in modo da realizzare un prodotto che attragga i giovani”.

Protezione delle colture, autonomia energetica e aumento della capacità frigorifera a Castel Bolognese

In tema di investimenti il direttore generale ha ribadito il ruolo fondamentale della protezione delle produzioni in un contesto climatico sempre più instabile, con reti antigrandine e antipioggia. Strategico anche il ruolo dello stoccaggio. Lo stabilimento di Castrovillari dispone di 10 mila tonnellate di capacità frigorifera e 180 tonnellate giornaliere di confezionamento, consentendo la refrigerazione delle produzioni provenienti sia dalla Calabria sia da altri areali del gruppo. L’impianto è dotato anche di pannelli fotovoltaici che consentono una copertura del 40% del fabbisogno dello stabilimento. “Nel 2022 la nostra bolletta si era triplicata, con un incremento di quasi il 300%, pari a 12-13 milioni di euro di costi aggiuntivi non sostenibili. Siamo allora andati verso autoproduzione e autoconsumo per ridurre il rischio della dipendenza dai prezzi energetici”.

Ma gli investimenti continuano. Quello più importante riguarda l’ampliamento dello stabilimento di Castel Bolognese. “Stiamo realizzando un importante intervento sul nostro magazzino di Castel Bolognese, uno dei più grandi di Agrintesa, con 20.000 tonnellate di capacità frigorifera specializzata nel kiwi. Il progetto prevede 10.000 tonnellate aggiuntive di capacità frigorifera, il revamping della struttura esistente e un investimento superiore ai 25 milioni di euro che ci permetterà di gestire l’incremento produttivo atteso nei prossimi anni dai nostri produttori. Sarà inaugurato il 3 settembre ed entrerà in funzione a metà settembre”.

Il Gruppo Alegra: “Calabria strategica, il bio darà soddisfazioni”

Mauro Laghi e Cristian Moretti
Laghi e Moretti

Con oltre 300 clienti serviti in 55 Paesi, un fatturato complessivo che supera i 310 milioni di euro tra Alegra, Valfrutta Fresco e Brio e più di 60 professionisti dedicati all’attività commerciale, il Gruppo Alegra rappresenta il motore di valorizzazione delle produzioni dei soci Agrintesa sui mercati italiani ed esteri.

“La Calabria è per noi un’area strategica per il Gruppo”, ha sottolineato Mauro Laghi, direttore generale del Gruppo Alegra, ricordando l’opportunità di ampliare il calendario commerciale, presidiare nuove finestre di mercato e offrire prodotti distintivi e premium sempre più richiesti dalla distribuzione moderna, prodotti bio come le Clementine Igp, kiwi, arance bionde, kaki, commercializzati a marchio Alce Nero. La Calabria è anche un punto di riferimento importante per alcuni progetti di filiera del gruppo, come il kiwi Dulcis (80 ettari in Calabria), e le Ondine (77 ettari in Clabaria). Sul biologico il direttore ha sottolineato che dopo “qualche anno difficile, il biologico sta tornando a crescere, perché c’è sempre più ricerca di prodotto salubre e sensibilità verso temi ambientali e di sostenibilità. Un settore che darà soddisfazioni nei prossimi anni”.

Cooperazione e presidio del territorio

Il convegno ha ribadito anche il valore sociale della cooperazione. Il presidente di Agrintesa, Aristide Castellari, ha definito il modello cooperativo “uno strumento per aggregare i produttori, garantire rappresentanza democratica e creare sviluppo sano sui territori”.

L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha collegato il progetto Agrintesa alla crescita economica e civile della Calabria, evidenziando come iniziative di questo tipo rappresentino “un presidio di legalità”, capace di creare lavoro, contrastare il caporalato e valorizzare un’agricoltura moderna e sostenibile.

 

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