Aop Gruppo Vi.Va, approvati bilancio 2025 e modifica al Programma operativo da 61,9 milioni

Rinnovato il consiglio di amministrazione: confermati Mirco Zanotti e Cristian Maretti ai vertici dell’associazione

Aop Gruppo Vi.va, nuoivo cda
Aop Gruppo Vi.Va, nuoivo cda

Aop Gruppo Vi.Va ha approvato il bilancio 2025, la prima modifica del Programma operativo 2026 e il rinnovo delle cariche sociali.

L’assemblea generale dell’associazione ha confermato Mirco Zanotti presidente e Cristian Maretti vicepresidente, dando continuità alla governance degli ultimi anni. Via libera anche alla revisione del Programma operativo 2026, che prevede un fondo di esercizio superiore a 61,9 milioni di euro e un aiuto complessivo di oltre 33,2 milioni di euro.

L’unico avvicendamento nel consiglio di amministrazione riguarda l’ingresso di Stefano Zavoli al posto di Lauro Guidi, uscito per motivi anagrafici. Il nuovo cda, composto da 11 consiglieri, comprende Michele Bertoli, Marco Casalini, Pietro Paolo Ciardiello, Cristiano Detratti, Ernesto Fornari, Manuel Gherardi, Sergio Giardina, Cristian Maretti, Luigi Rizzo, Mirco Zanotti e Stefano Zavoli. Contestualmente è stato nominato anche il nuovo collegio sindacale.

Aggregazione e peso produttivo

Nata nel 2014, Aop Gruppo Vi.Va riunisce oggi 14 organizzazioni di produttori attive in quasi tutte le regioni italiane, con circa 4mila soci produttori, oltre 30mila ettari coltivati – di cui circa 12mila frutticoli – e una produzione vicina a 1 milione di tonnellate di ortofrutta. Il valore della produzione commercializzata è compreso tra 660 e 700 milioni di euro. Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Puglia rappresentano le principali aree produttive.

“Aop Gruppo Vi.Va. -spiega il presidente Mirco Zanotti– è una realtà giovane, ma che in pochi anni ha saputo diventare un punto di riferimento nazionale per il sistema ortofrutticolo organizzato. Il rinnovo delle cariche rappresenta un segnale di continuità e fiducia nel percorso intrapreso, in una fase storica in cui il settore ha bisogno di stabilità, programmazione e strumenti adeguati ad affrontare le sfide dei mercati e del cambiamento climatico”.

Investimenti e contributi europei

Elemento centrale dell’attività dell’associazione è il Programma operativo unitario, attraverso cui vengono coordinati investimenti e progettualità comuni per le Op associate.

“Il Programma operativo -spiega il direttore Mario Tamanti – rappresenta uno strumento fondamentale per il futuro delle imprese agricole. Ogni anno il gruppo sviluppa investimenti per circa 65 milioni di euro, con contributi a fondo perduto che arrivano a oltre 33 milioni di euro. Parliamo di risorse che ricadono direttamente sui circa 4mila produttori soci e che sostengono innovazione, ricerca, sostenibilità ambientale, ammodernamento tecnologico e competitività dell’intera filiera ortofrutticola”.

Le risorse approvate per il 2026 saranno destinate a pianificazione della produzione, concentrazione dell’offerta, ricerca e sviluppo, adozione di tecniche rispettose dell’ambiente, mitigazione dei cambiamenti climatici, promozione e prevenzione delle crisi.

Focus su ambiente e Pac

Gli interventi riguarderanno efficientamento energetico, reti antigrandine, sistemi di difesa dalle gelate e agricoltura integrata e biologica. “Particolare attenzione -sottolinea il vicepresidente Cristian Maretti– viene riservata agli interventi ambientali e alla ricerca. Oltre il 20% delle risorse viene infatti destinato a misure agroambientali, superando ampiamente il vincolo minimo del 15% previsto dalla normativa europea, mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo restano sopra la soglia minima richiesta del 2%”.

Nel corso dell’assemblea è stato affrontato anche il tema della futura riforma della Politica agricola comune 2028-2034 e delle possibili revisioni al sistema di finanziamento dell’ortofrutta organizzata.

“Per il comparto ortofrutticolo -conclude Zanotti– è fondamentale mantenere un quadro normativo stabile e risorse dedicate. Serve continuità negli strumenti e certezza della programmazione pluriennale, perché il modello organizzato dell’ortofrutta rappresenta un elemento essenziale per garantire competitività, sostenibilità e prospettive di crescita alle imprese agricole italiane”.

 

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