
Non solo l’ingresso delle varietà senza semi: il nuovo disciplinare dell’Uva da tavola di Puglia Igp introdurrà anche parametri qualitativi differenziati per ciascuna varietà, basati sull’equilibrio tra grado brix e componente acida. Le novità sono state presentate durante Regina di Puglia, manifestazione che ha accolto buyer provenienti da otto Paesi e favorito nuovi contatti commerciali, in un contesto di crescita della denominazione, testimoniata dall’aumento dei volumi di vendita e delle aziende aderenti.
Più operatori e nuove varietà per la crescita della denominazione

“L’Igp Uva da Tavola di Puglia ha raddoppiato i volumi di vendita l’anno scorso -ha dichiarato Michele Laporta, presidente del Consorzio dell’Uva da Tavola di Puglia Igp-. E quest’anno, al 31 maggio, scadenza imposta dall’organo di controllo, tante aziende nuove si sono iscritte. Importante per la nostra crescita è la modifica del disciplinare che è stato esteso alle nuove varietà prodotte dalla ricerca italiana, con risultati decisamente positivi soprattutto in Puglia, che è il primo areale europeo per produzione e uno dei principali al mondo”.
La modifica del disciplinare, già presentata al ministero dell’Agricoltura, entrerà in vigore dalla prossima campagna e comprenderà le varietà senza semi sviluppate dalla ricerca italiana, oltre a una caratterizzazione qualitativa specifica per ciascuna varietà.
Le priorità indicate da Ismea

Nel corso dell’incontro Mario Schiano Lomoriello, analista Ismea per i mercati agroalimentari, ha evidenziato tre fattori strategici per lo sviluppo dell’Uva da tavola di Puglia Igp: qualità distintiva, inserimento delle uve senza semi e iniziative territoriali capaci di sostenere il prodotto e l’economia locale. Secondo l’analista, la crescita di Regina di Puglia rappresenta uno degli strumenti su cui puntare per raggiungere quest’ultimo obiettivo.
L’ortofrutta è il comparto italiano con il maggior numero di indicazioni geografiche. L’Uva da tavola di Puglia Igp, oggi oltre il ventesimo posto nella graduatoria nazionale per valore economico, è tra le produzioni che stanno guadagnando terreno. In Puglia le produzioni certificate del comparto food sono 22, coinvolgono oltre 4.500 operatori e generano un valore di 112 milioni di euro.
L’uva da tavola conquista i giovani e sfiora il miliardo di euro di export
L’uva da tavola si conferma il frutto preferito dai più giovani e, contemporaneamente, mette a segno un risultato storico sui mercati esteri. Sono i due principali messaggi emersi dal convegno conclusivo di Regina di Puglia 2026, dove l’Osservatorio di mercato di Ismea ha evidenziato come le famiglie con figli under 16 abbiano registrato i maggiori incrementi negli acquisti di uva da tavola confezionata (+14% nel 2025 rispetto all’anno precedente e +35% sul 2023), in controtendenza rispetto ai consumi di frutta in generale. Sul fronte estero, nel 2025 il valore dell’export italiano ha raggiunto 973 milioni di euro, avvicinandosi per la prima volta al miliardo e consolidando il secondo posto dell’uva da tavola tra i prodotti ortofrutticoli più esportati dal Paese, dopo le mele e prima del kiwi.
Produzione e mercati in crescita
Nel 2025 la produzione nazionale è stata di 978 mila tonnellate, di cui il 44% destinato all’export, il 37% al mercato interno e il 15% alla trasformazione. La distribuzione ha assorbito il 74% del prodotto fresco commercializzato in Italia, con il 72% venduto dalla distribuzione moderna e il restante 28% dal dettaglio tradizionale. Le importazioni si sono fermate al 2%.
L’Italia conta poco meno di 47 mila ettari coltivati a uva da tavola. Le esportazioni hanno raggiunto 437 mila tonnellate, in crescita del 16% rispetto al 2024, mentre il valore è aumentato dell’8,5%. Oltre il 90% delle spedizioni è diretto in Europa, con Germania, Francia e Polonia come principali mercati di destinazione. Dall’analisi di Ismea emerge inoltre l’aumento delle famiglie che acquistano uva da tavola più di cinque volte all’anno.
Opportunità tra turismo, benessere e sostenibilità
Sul fronte ambientale, Basf ha illustrato il progetto sviluppato con il Comune di Noicàttaro per contrastare lo stress termico causato dai cambiamenti climatici. L’iniziativa utilizza i dati raccolti da tre stazioni meteo installate nei vigneti per realizzare un bollettino fitosanitario settimanale destinato ai produttori, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione agronomica.
Il convegno ha approfondito anche le prospettive di valorizzazione del prodotto sul territorio pugliese, attraverso collaborazioni con la ristorazione durante la stagione turistica e lo sviluppo di impieghi nel settore del wellness, con applicazioni cosmetiche e farmaceutiche.
Business internazionale e bilancio dell’evento
L’edizione 2026 ha registrato anche un’intensa attività commerciale, con 150 incontri business che hanno coinvolto, per la prima volta, importatori di Paesi Bassi e Svezia, oltre a operatori provenienti dai Paesi Baltici, dalla Polonia, dalla Germania e dalla catena della distribuzione Lulu della regione del Golfo, già presente nelle precedenti edizioni.



