L’Ue accelera sull’e-commerce

«Se riuscissimo ad abbattere le barriere nazionali attualmente esistenti che ostacolano lo sviluppo del commercio elettronico all’interno dei confini dell’Unione Europea, ne ricaveremmo benefici significativi a cominciare da un importante volano per la crescita economica e la creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro». Così Věra Jourová, commissario europeo per la giustizia, i consumatori e l’uguaglianza apre alla possibilità di arrivare presto ad un mercato unico digitale europeo commentando, a tal proposito, le proposte allo studio della Commissione.

Gli ostacoli. Il principale ostacolo allo sviluppo del commercio elettronico rimane la mancanza di fiducia non solo da parte dei consumatori ma anche delle aziende stesse che operano nella vendita online che spesso escludono dal proprio catalogo le merci provenienti da Paesi diversi da quelli in cui ha sede la propria società.

«Ho depositato una proposta in Commissione – continua la Jourová – che servirà a regolamentare i contratti digitali, la vera priorità di questo tema. Alcuni passi importanti sono già stati fatti in materia di diritto all’informazione pre-contrattuale del consumatore e di diritto al recesso che sono stati uniformati su tutto il territorio dell’Unione. Tuttavia senza un impianto normativo organico e coordinato, continueremo a parlare sempre di un sistema difettoso».

Le priorità. Nel mese di maggio, la Commissione ha indirizzato un documento al Parlamento europeo che riassume diversi elementi della strategia del mercato unico digitale europeo che sarà basato su tre pilastri fondamentali.

Innanzitutto ottimizzare l’accesso online ai consumatori e alle aziende che producono beni e servizi in tutta Europa. In secondo luogo, creare le condizioni per lo sviluppo di network e servizi digitali e, infine, massimizzare la crescita potenziale dell’economia digitale europea.

Il piano d’azione. Il piano d’azione prevede, per il 2016, la riduzione degli oneri amministrativi per le aziende derivati dall’essere sottoposte a diversi regimi di Iva. Allo studio inoltre, una proposta per eliminare il cosiddetto geo-blocking ossia quella pratica di limitare l’accesso ai contenuti in base alla posizione geografica dell’utente attraverso l’uso di tecniche di geo-localizzazione. Per incentivare i consumatori, infine, si sta studiando un sistema efficiente di compensazione dei clienti insoddisfatti la cui mancanza rappresenta uno dei motivi che scoraggiano gli acquisti online. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli acquirenti online che non sono contenti dell’acquisto, scelgono di non agire per il recupero delle perdite per lo più scoraggiati dalle lunghe procedure o dalla bassa probabilità di successo.

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