Il bilancio di Renzo Piraccini su Fruit Logistica 2016

RENZO PIRACCINI

«La sua grandezza che è il suo punto di forza rappresenta anche il suo punto di debolezza che lascia spazio ad altri eventi a dimensione più umana»


«Anche quest’anno Fruit Logistica si è confermata come una fiera leader di mercato. È la più grande d’Europa. Ma paradossalmente proprio nella sua grandezza, che è la sua forza, sta dimostrando il suo punto di debolezza dato dal fatto che ormai è diventata una fiera despecializzata».

Abbiamo incontrato Renzo Piraccini, patron di Macfrut, alla fiera berlinese, nello stand Piazza Italia organizzato dal Cso. In una chiacchierata veloce a margine dei tanti incontri di affari traccia per noi un primo bilancio a caldo dell’edizione 2016.

In che senso, punto di debolezza?

«Che è diventata talmente grande che un qualsiasi operatore che arriva, il 70% della fiera non riesce a vederlo. Ma questo va accolto come un fatto positivo perché apre delle possibilità per altri operatori fieristici».

In che modo?

«In questi giorni sono capitato più spesso nel padiglione spagnolo ed ho notato che la Spagna ha ridimensionato parecchio la loro presenza alla fiera. Un buyer nordeuropeo va a Fruit Attraction, la loro fiera nazionale, piuttosto che venire qui. E spero che sarà così anche per l’Italia e per gli altri Paesi del Mediterraneo. Insomma, le imprese spagnole qui a Berlino sono sempre presenti ma hanno dimostrato di preferire, sia qualitativamente che quantitativamente, una presenza nella loro fiera di Madrid con cui abbiamo fatto una partnership societaria».

Gli italiani però continuano a preferire Fruit Logistica. Con oltre 450 espositori, l’Italia si è confermato come il Paese più presente alla fiera di Berlino.

«Gli italiani anche hanno una loro fiera dell’ortofrutta che è Macfrut. L’anno scorso l’abbiamo tolta da questo involucro che correva il rischio di farla morire e che era la location di Cesena totalmente inadeguata e l’abbiamo trasferita a Rimini. L’ultima edizione è stata una bellissima edizione ma siamo appena all’inizio di un percorso di internazionalizzazione perché il futuro delle fiere è solo per quelle che sono capaci di internazionalizzare».

Su quali piattaforme logistiche internazionali si appoggia Macfrut?

«Abbiamo siglato l’accordo con Fruit Attraction, una partnership societaria con cui andremo insieme in Egitto e stiamo progettando di andare anche, sempre con il brand Macfruit Attraction, in Sudamerica e Asia. Ma la differenza tra noi e loro è che mentre gli spagnoli hanno una fiera di prodotto, come pure Fruit Logistica è soprattutto una fiera di prodotto, il Macfrut è una fiera di filiera e questo è un valore importante che fa parte della nostra storia. Noi vogliamo essere un’opportunità per l’intero settore. Noi non organizziamo fiere. Noi organizziamo la fiera dell’ortofrutta».

Interpoma a Fruit Logistica si è aperta al dialogo su una fiera unica. Cosa ne pensa?

«Che siamo sempre disponibili a dialogare. Intanto, però, Assomela ha scelto Mcfrut come la sua fiera di riferimento. E non è poco. Anche altri stanno facendo dei tentativi ed il mio approccio ai nuovi progetti è di tipo liberista. Perché impedire ad altri di fare delle cose? Noi continuiamo sulla nostra strada e rimaniamo sempre aperti a valutare tutte le opportunità che si presenteranno. Faremo tutto quello che si deve fare e dialogheremo con tutti».


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