Per le etichette compostabili della frutta la prossima sfida non riguarda più soltanto i materiali, ma il modo in cui il consumatore li conferisce. È su questo passaggio che si concentra Sinclair, specialista globale nell’etichettatura dei prodotti ortofrutticoli freschi, che sta lavorando a indicazioni più immediate sul fine vita, come Smaltire nel compost. L’obiettivo è trasformare la compostabilità da caratteristica dichiarata dell’etichetta in un’azione facilmente comprensibile al momento dello smaltimento.
Istruzioni che orientano il comportamento
La necessità di intervenire sulla comunicazione trova conferma nelle ricerche citate da Sinclair. Uno studio condotto negli Stati Uniti nel 2023 dal Composting Consortium e dal Biodegradable Products Institute ha rilevato che fino al 49% dei consumatori fatica a distinguere tra le indicazioni “compostabile” e “biodegradabile”. Nel Regno Unito, una sperimentazione della Compostable Coalition ha invece evidenziato che il numero di famiglie che smaltivano correttamente gli imballaggi compostabili è aumentato di cinque volte quando sono state fornite indicazioni e istruzioni chiare e coerenti.
“Abbiamo dimostrato che l’etichettatura compostabile della frutta funziona a livello commerciale e su larga scala, nei principali formati e mercati- ha dichiarato Duncan Jones, senior marketing manager di Sinclair-. La prossima sfida sono quei tre secondi davanti al contenitore dei rifiuti, quando i consumatori hanno bisogno di un’indicazione chiara, non di un’altra dichiarazione, simbolo o marchio sull’imballaggio da interpretare”.
T55, oltre 400 clienti nel mondo
Fondata nel 1982 e con sedi a Fresno, in California, e a Norwich, nel Regno Unito, Sinclair gestisce nove stabilimenti per la produzione di etichette nel mondo.
L’azienda ha sviluppato T55, un’etichetta per la frutta con doppia certificazione per il compostaggio industriale e domestico, oggi utilizzata da oltre 400 clienti a livello globale. Lanciata nell’ottobre 2024 in collaborazione con Zespri, è descritta da Sinclair come la prima etichetta per la frutta al mondo con doppia certificazione, sia per il compostaggio domestico sia per quello industriale. Le certificazioni riguardano il prodotto finito e non soltanto il singolo componente.
Il quadro normativo europeo accelera il processo. Il Ppwr, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e divenuto generalmente applicabile nell’Ue il 12 agosto 2026, stabilisce che le etichette per frutta e ortaggi applicate direttamente sui prodotti dovranno essere compostabili industrialmente in tutta l’Ue entro il 12 febbraio 2028. Un’etichetta armonizzata a livello Ue, prevista non prima del 12 agosto 2028, dovrà aiutare i consumatori a identificare se un imballaggio è riciclabile, riutilizzabile o compostabile.
Piccoli formati, indicazioni da adattare
Per le etichette destinate alla frutta la comunicazione presenta una difficoltà specifica: si tratta di formati di piccole dimensioni, spesso impiegati nell’ambito di strategie di riduzione degli imballaggi. Le indicazioni sullo smaltimento dovranno quindi essere visibili e comprensibili senza compromettere le informazioni essenziali per il consumatore, il marchio e il retailer.
Sinclair sostiene quindi l’esigenza di indicazioni più semplici e pratiche, ma sottolinea la necessità di un approccio flessibile, anche perché le norme sul compostaggio possono variare a livello locale.
“Un’etichetta armonizzata a livello Ue sarà di aiuto. Ma ci vorrà tempo perché le abitudini dei consumatori cambino. Poiché le norme sul compostaggio variano a livello locale e le etichette per la frutta sono di piccole dimensioni, sarà necessario un meccanismo agile che consenta di adattare le indicazioni sullo smaltimento ai requisiti dei singoli mercati locali, così da guidare i consumatori in tutta l’Ue e nei mercati globali”.
Sinclair sarà presente con un proprio stand a Fruit Attraction dal 6 all’8 ottobre, nel padiglione 10, stand B21, dove i visitatori professionali e i buyer potranno incontrare il team.





