Pesca e Nettarina di Romagna Igp, la stagione 2026 parte con volumi in recupero 

Produzione regionale di pesche e nettarine stimata a 174mila tonnellate, mentre il sistema certificato coinvolge 500 aziende agricole e rafforza gli investimenti sul marchio

Nettarine di Romagna Igp, un prodotto in forte ascesa
Nettarine di Romagna Igp

Parte la campagna commerciale 2026 della Pesca e Nettarina di Romagna Igp, che si presenta ai mercati con prospettive positive sul fronte della qualità e in un contesto produttivo in recupero. I prodotti saranno disponibili sui mercati dal 10 giugno al 20 settembre.

I dati

Secondo le stime di Cso Italy, la produzione europea di pesche, nettarine e percoche dovrebbe superare i 3,4 milioni di tonnellate, in crescita del 9% rispetto al 2025. In Italia i volumi sono attesi intorno alle 912mila tonnellate, mentre in Emilia-Romagna la produzione complessiva di pesche e nettarine dovrebbe raggiungere circa 174mila tonnellate, con incrementi del 16% per le nettarine e del 13% per le pesche da consumo fresco.

In questo scenario, il sistema della Pesca e Nettarina di Romagna Igp guarda alla nuova stagione facendo leva sul rafforzamento del marchio, sull’innovazione varietale e su una domanda che continua a premiare i prodotti certificati.

Una filiera che consolida il percorso di rilancio

Paolo Pari, alla guida del Consorzio della Pesca e Nettarina Igp di Romagna
Paolo Pari, presidente del Consorzio

La campagna 2026 si inserisce in un quadro di recupero produttivo dopo anni difficili per il comparto. In Emilia-Romagna si registra una sostanziale stabilità delle superfici coltivate dopo una lunga fase di ridimensionamento, con una flessione limitata alle sole pesche.

Per quanto riguarda il sistema Igp, il Consorzio gestisce oltre 1.100 ettari certificati nelle province di Ferrara, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, coinvolgendo circa 500 aziende agricole. La Romagna rappresenta circa un quinto della produzione nazionale di pesche e nettarine, una leadership storica rafforzata dal riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta ottenuto nel 1998.

Secondo il presidente del Consorzio, Paolo Pari, il settore sta attraversando una fase di rilancio. “La campagna 2026 si apre in un momento di concreta ripresa per il nostro settore. Dopo anni in cui la peschicoltura romagnola ha attraversato fasi molto difficili, oggi vediamo segnali chiari e confortanti: la domanda cresce, il marchio Igp è sempre più riconosciuto — il 70% dei consumatori associa la Pesca e Nettarina di Romagna alla nostra certificazione — e le aziende socie hanno dimostrato una resilienza straordinaria, tenendo la barra dritta anche negli anni più bui.

Nel 2024 abbiamo aumentato le vendite del 21% e la campagna 2025, nonostante qualche difficoltà climatica nella fase iniziale, si è chiusa positivamente sia in Italia che in Germania. Questo ci dà fiducia e responsabilità. La fiducia che il percorso intrapreso sia quello giusto. La responsabilità di non fermarci.

La sfida davanti a noi è chiara: dobbiamo consolidare la crescita, rinnovare costantemente il parco varietale del disciplinare con cultivar più performanti e più vicine al gusto del consumatore, e investire ancora di più in comunicazione. Il valore del marchio Igp non si difende da solo: va raccontato.

Come Consorzio continueremo a lavorare in stretta sinergia con i soci, con la Regione Emilia-Romagna e con Cso Italy. La stagione 2026 parte con le premesse migliori: qualità eccellente, produzione in ripresa, mercati attenti”.

Le aspettative degli operatori

Tra i soci del Consorzio prevale un clima di fiducia, sostenuto dall’equilibrio tra disponibilità di prodotto e standard qualitativi elevati.

Enrico Bucchi, di Alegra, evidenzia il valore del territorio e delle produzioni certificate: “Siamo all’esordio di una stagione che ha tutte le premesse per confermare questo prodotto come riferimento per qualità e riconoscibilità nel comparto peschicolo nazionale”.

Anche Mirco Zanelli, di Apofruit, sottolinea i segnali incoraggianti provenienti dal mercato: “Dopo anni difficili, finalmente il mercato ci restituisce segnali più che positivi: i volumi ci sono e le prospettive per l’estate sono buone. L’anticipo della stagione calda ha favorito uno sviluppo ottimale del prodotto, con una qualità che quest’anno si preannuncia davvero eccellente”.

Per Massimiliano Moretti, di Agribologna, la distribuzione moderna resta il principale banco di prova: “La grande distribuzione è il banco di prova di ogni annata produttiva. La presenza costante del prodotto in gdo con continuità e con riscontri positivi dei consumatori, è la nostra risposta alla stagione 2026 che si preannuncia molto buona sia sotto l’aspetto produttivo che qualitativo”.

Qualità, innovazione e origine certificata

Tra i temi strategici della stagione emerge il continuo rinnovamento varietale, considerato essenziale per rispondere alle nuove richieste del mercato.

“Il rinnovo varietale non è solo una scelta tecnica, è una scelta di campo -afferma Antonio Zani, di Granfrutta Zani-. Restare legati al territorio romagnolo e, al tempo stesso, portare varietà più performanti e più buone: è la scommessa che facciamo ogni anno”.

Per Vincenzo Finelli, di Orogel Fresco, il legame con il territorio resta un elemento distintivo: “Una pesca di Romagna porta con sé un territorio: il clima, la terra, le mani di chi la coltiva. Questo legame non è uno slogan: è quello che il consumatore sente quando la assaggia. Le regole che ci siamo dati come Consorzio sono finalizzate alla qualità”.

Anche Gabriele Ferri, di Naturitalia, guarda con fiducia alla stagione: “Una stagione che parte con una produzione adeguata e una qualità eccellente”.

Il tema della qualità è richiamato anche da Cristian Tozzi, di Tozzi Frutta: “Dopo quindici anni, trascorsi in campagna e oggi con la responsabilità in azienda, della qualità e della sicurezza alimentare nel post-raccolta, so quanto contino rigore e trasparenza per portare ai consumatori un frutto integro, buono e tracciabile”.

Sulla stessa linea Andrea Bini, di Aop Italia: “Quest’anno è il primo degli ultimi sei con una produzione equilibrata e dove c’è equilibrio c’è qualità. Consistenza, grado zuccherino, aroma al top”.

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