Maltempo, Confcooperative Emilia-Romagna chiede lo stato di calamità

L’appello del presidente di Confcooperative-Fedagripesca della regione, Carlo Piccinini

Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia-Romagna, chiede aiuto alle istituzioni, governo e Regione
Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative-Fedagripesca Emilia-Romagna, chiede aiuto alle istituzioni

“Chiediamo alle Istituzioni, Governo e Regione in primis, di intervenire subito, attivando lo stato di calamità e lo stato di emergenza nazionale”. L’appello è del presidente di Confcooperative-Fedagripesca Emilia-Romagna, Carlo Piccinini, a seguito dei danni, causati dal maltempo a maggio, subiti dall’agricoltura regionale.

Gravi danni alla frutticoltura: ciliegie, albicocche, pere, pesche e nettarine

C’è timore per le oltre 400 cooperative agricole e agroalimentari associate in regione, in rappresentanza di 55.500 soci agricoltori. “I 10 milioni di euro di danni con mille aziende agricole coinvolte, comunicati dalla Regione il 17 maggio scorso, sono purtroppo destinati ad aumentare in maniera considerevole, visto quanto accaduto nelle settimane successive” ha rimarcato Piccinini.

Gravi i danni alla frutticoltura, con la pressoché completa distruzione delle raccolte precoci di ciliegie (soprattutto nella zona di Modena) e albicocche, presenti sopratutto in Romagna. Si sono intensificati i casi di caduta precoce delle pere, a partire dalla zona di Ferrara. Problemi anche alle fragole del comprensorio di Cesena. Si registrano poi, a causa delle intense piogge, casi di patologie fungine. Inoltre, i campi di pesche e nettarine sono invasi dallo straripamento dei fiumi Montone nel Forlivese e Savio nel Cesenate, con il rischio di perdere parte dei raccolti.

Danni anche alle orticole, dal pisello al pomodoro da industria

Ingenti sono i danni anche alle colture orticole: gli allagamenti dei campi hanno ritardato la raccolta del pisello negli areali piacentino, parmense e ferrarese. Per quanto riguarda il pomodoro da industria, concentrato soprattutto nelle province di Piacenza, Parma, Modena, Ferrara e Ravenna, le frequenti bombe d’acqua hanno interrotto le fasi di trapianto delle piante (arrivate circa al 50%),

Nessuna coltura è stata risparmiata – conclude il presidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna, Carlo Piccinini –. Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di attivare quanto prima la richiesta al Governo per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per consentire agli agricoltori di ottenere i giusti risarcimenti per i danni provocati dagli eventi atmosferici di maggio. Inoltre, chiediamo al Governo che autorizzi lo stato di emergenza nazionale già richiesto il 14 maggio scorso dalla Regione, da estendere anche alla seconda parte del mese”.

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