Bellanova si commuove per gli “invisibili”

Con il dl Rilancio la regolarizzazione di braccianti agricoli, colf e badanti. Per Prandini (Coldiretti) e Mercuri (Alleanza coop) soluzione parziale

In quel momento di commozione al termine del Consiglio dei ministri, Teresa Bellanova deve essersi vista passare davanti agli occhi buona parte della sua vita professionale. Prima come bracciante agricola e, poi, come sindacalista in difesa dei lavoratori; comunque, sempre contro lo sfruttamento dei più deboli e contro il caporalato, ancora presente nelle nostre campagne.

“Voglio sottolineare un punto per me fondamentale, l’emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili“, ha commentato la ministra delle Politiche agricole in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando dell’articolo 110-bis, la sanatoria per far emergere dal nero i migranti che lavorano nei campi. “Quelli che sono stati sfruttati nelle campagne o nelle false cooperative non saranno invisibili, potranno accedere a un permesso di soggiorno per lavoro e noi le aiuteremo a essere persone che riconquistano la loro identità e la loro dignità -ha aggiunto la ministra- Abbiamo fatto una scelta chiara, possiamo dire che da oggi vince lo Stato, perché è più forte della criminalità e del caporalato”.

Con il dl Rilancio “il settore agroalimentare ha una dotazione specifica: abbiamo destinato 1,15 miliardi di euro per sostenere la filiera agricola -ha spiegato Bellanova- Gli interventi saranno finalizzati ai settori che hanno più sofferto, il florovivaismo, gli agriturismi, la filiera del vino”.

La sanatoria

“La norma Emersione di rapporti di lavoro”, contenuta nel decreto Rilancio, all’articolo 110 bis, riguarda agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca e lavoro domestico. Viene introdotta, si legge, “al fine di garantire adeguati livelli di tutela della salute” in conseguenza “dell’eccezionale emergenza sanitaria” del contagio da Covid19 e “favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari”.

Due le possibilità previste dal testo, frutto di un lungo braccio di ferro tra i Cinquestelle e le altre forze di maggioranza. Da una lato, i datori di lavoro possono presentare – pagando un contributo forfettario di 400 euro – istanza per regolarizzare lavoratori italiani o stranieri. Questi ultimi devono essere stati fotosegnalati in Italia prima dell’8 marzo 2020 e non devono aver lasciato il territorio nazionale da quella data. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, da determinarsi con un successivo decreto. Costituisce “causa di inammissibilità” la condanna del datore negli ultimi 5 anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, intermediazione illecita, reclutamento di persone da avviare alla prostituzione, sfruttamento del lavoro.

Dall’altro lato, gli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 possono chiedere – dietro pagamento di 160 euro – un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi presentando domanda al questore. La finestra è aperta dall’1 giugno al 15 luglio. Anche loro devono risultare presenti in Italia alla data dell’8 marzo e devono aver lavorato come braccianti, colf o badanti prima del 31 ottobre 2019. Se nei sei mesi di permesso temporaneo lo straniero esibisce un contratto di lavoro subordinato, il permesso viene convertito in permesso per motivi di lavoro. Non sono ammessi gli stranieri nei confronti dei quali è stato emesso un provvedimento di espulsione ed i condannati per una serie di reati, dalla droga al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonchè quelli considerati una minaccia per l’ordine pubblico. La norma sospende i provvedimenti penali e amministrativi nei confronti di datore di lavoro e lavoratore per l’impiego di lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale e per l’ingresso ed il soggiorno illegale nel territorio nazionale. Non sono invece sospesi i provvedimenti per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Nel caso di utilizzazione lavorativa irregolare dei lavoratori che hanno avuto il permesso temporaneo le sanzioni sono raddoppiate.
Il testo invita inoltre Comuni e Regioni, per evitare concentrazioni e contrastare la diffusione del Covid, ad adottare “soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonché ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato”. Per consentire una più rapida definizione delle procedure, infine, il ministero dell’Interno è autorizzato a utilizzare per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabile per ulteriori sei, 900 unità con contratti a termine.

L’accordo politico all’interno della maggioranza di Governo era già stata comunicata ieri mattina e prima Coldiretti e poi l’Alleanza delle cooperative agroalimentari hanno precisato che la regolarizzazione rappresenta solo una parziale soluzione del problema.

Prandini, semplificazione del voucher agricolo

“Va immediatamente aperto un canale di collaborazione con la Romania, da dove viene circa un terzo dei lavoratori stagionali impegnati in agricoltura dove nel tempo hanno costruito rapporti fiduciari con le imprese”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. In questo momento di emergenza nazionale però, per Prandini, è anche importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da coronavirus. Per questo “a livello nazionale – ha precisato Prandini – è ora necessaria subito una radicale semplificazione del voucher ‘agricolo’ che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne”.

Mercuri: “Servono strumenti straordinari di flessibilità”

L’accordo raggiunto dal governo sulla regolarizzazione dei migranti non è che una soluzione parziale al grande problema della mancanza di manodopera nei campi che resta irrisolto”, ha dichiarato il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, nel ricordare di aver denunciato già da due mesi la questione della mancanza di lavoratori nella raccolta dei campi. “Avevamo proposto alcune soluzioni concrete per risolvere il problema – fa sapere Mercuri – ma siamo ancora in attesa che il ministero del Lavoro ci dia risposte ufficiali”. Tra le richieste avanzate dall’Alleanza, quella di introdurre strumenti straordinari di flessibilità e semplificazione, la possibilità di impiegare i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza, come anche consentire forme di codatorialità nei rapporti tra azienda agricola socia e cooperativa. “Gli effetti della regolarizzazione che il Governo si appresta oggi a varare si vedranno più avanti – ha concluso Mercuri – ma le imprese hanno bisogno di risposte che abbiano ricadute immediate. La frutta sugli alberi non può aspettare e la situazione nei campi resta problematica: se non arriva manodopera, sono a rischio tutti i prossimi raccolti ortofrutticoli”.

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