Camst group, Agribologna e Conor avviano Scelti perché buoni, progetto di filiera che punta a valorizzare ortaggi di stagione pienamente commestibili ma penalizzati da difformità esclusivamente estetiche. Nei primi sei mesi di sperimentazione, l’iniziativa prevede il recupero e l’impiego di circa 16 tonnellate di prodotto, con l’obiettivo di prevenire lo spreco già a monte della catena del valore.
Dal primo luglio saranno coinvolti sei ristoranti Tavolamica a Bologna e provincia: Villanova, Corticella, Centergross, Zola Predosa, Minerbio e Casalecchio. Nei menu entreranno in particolare melanzane, zucchine, cetrioli e carote che, pur non rispondendo ai canoni visivi richiesti dal mercato, mantengono qualità, sicurezza e caratteristiche nutrizionali.
Un’intesa tra produzione, distribuzione e ristorazione

Il progetto mette in relazione aziende agricole, piattaforme distributive e ristorazione collettiva e commerciale. Camst group acquista da Agribologna gli ortaggi non conformi dal punto di vista estetico, garantendo continuità economica alle aziende produttrici. Agribologna e Conor, dal canto loro, assicurano l’approvvigionamento e la gestione del prodotto, evitando che produzioni di qualità vengano declassate o escluse dai canali commerciali.
L’iniziativa è stata presentata a Bologna presso lo storico Bass’otto, alla presenza di Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, Franco Linguerri, presidente di Agribologna, e Mattia Grillini, vicepresidente di Camst group.
“Scelti perché buoni è un progetto importante perché interviene prima che lo spreco si formi – commenta Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market-. Siamo portati a pensare allo spreco alimentare solo quando il cibo arriva alla fine del suo percorso: nei magazzini, nei punti di vendita, nelle mense, nelle case. Qui, invece, il messaggio è ancora più forte: il valore del cibo va riconosciuto fin dall’origine, nei campi, nel lavoro agricolo, nelle risorse naturali utilizzate per produrlo”.
Risorse salvaguardate e valore per i produttori
Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher-Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, il recupero delle 16 tonnellate previste può corrispondere a un impatto di 28,3 tonnellate di CO₂, a un’occupazione di suolo pari a 1.892 metri quadrati e a un consumo idrico di 368.163 litri d’acqua. Il dato conferma come la mancata valorizzazione di un prodotto ortofrutticolo comporti la perdita non solo dell’alimento, ma anche delle risorse impiegate per coltivarlo, raccoglierlo e distribuirlo.
Nel 2025 le perdite nel settore agricolo italiano sono state stimate in 2,09 milioni di tonnellate annue, pari al 40,9% dello spreco complessivo lungo la filiera. In questo scenario, l’accesso al mercato per i prodotti fuori standard estetico rappresenta una leva concreta per rafforzare la remunerazione del lavoro agricolo e migliorare l’efficienza delle produzioni.
“In natura le verdure non nascono ‘con lo stampino’, basta un colpo di vento o un po’ di pioggia di troppo per far curvare una carota o segnare la buccia di una mela -commenta Franco Linguerri, presidente di Agribologna-. Questo non tocca minimamente la freschezza, il sapore, il valore alimentare o la sicurezza di quello che mangiamo. Valorizzare questa produzione che è solo esteticamente non conforme significa restituirle il giusto valore e pagare dignitosamente il lavoro dei contadini”.
Informazione al consumatore nei locali Tavolamica
A supporto dell’operazione, Tavolamica attiverà una campagna di comunicazione nei propri locali e sui canali digitali. L’obiettivo è accompagnare l’introduzione dei prodotti nei menu con un messaggio rivolto al consumatore: superare l’associazione automatica tra uniformità visiva e qualità.
“Il nostro impegno contro lo spreco alimentare negli anni ci ha visto promuovere iniziative di educazione alimentare, collaborazioni con realtà come Last Minute Market e progetti di sensibilizzazione e monitoraggio come Sprecometro nelle scuole -spiega Mattia Grillini, vicepresidente Camst group-. Con Scelti perché buoni interveniamo ancora più a monte nella filiera, valorizzando prodotti agricoli che rischiano di essere esclusi dal mercato per ragioni puramente visive. Per Camst group la lotta allo spreco non significa soltanto recuperare ciò che rischia di essere perso, ma anche prevenzione, si tratta di una responsabilità che coinvolge produttori, imprese della ristorazione e cittadini”.




