Derivati del pomodoro, obbligatoria l’origine in etichetta

I due ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico hanno firmato il decreto interministeriale che introduce l'obbligo di indicare l'origine in etichetta in via sperimentale per due anni

pomodoro a cubetti

Dopo i prodotti lattiero caseari, la pasta e il riso ora tocca ai derivati del pomodoro: i due ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico hanno firmato il decreto che introduce l’obbligo di indicare l’origine in etichetta. Il provvedimento prevede la sperimentazione per due anni del nuovo sistema di etichettatura per conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. E’ comunque già in vigore dal 2008 l’obbligo dell’originein etichetta per la passata di pomodoro.

“Rafforziamo il lavoro fatto in tema di etichettatura in questi mesi – ha dichiarato il ministro, Maurizio Martina -. Come ho ribadito anche oggi al Commissario europeo Andriukaitis crediamo che questa scelta vada estesa a livello europeo, garantendo la piena attuazione del regolamento europeo 1169 del 2011. Il tema della trasparenza delle informazioni al consumatore è un punto cruciale per il modello di sistema produttivo che vogliamo sostenere. L’Italia ha deciso di non attendere e fare in modo che i cittadini possano conoscere con chiarezza l’origine delle materie prime degli alimenti che consumano. Soprattutto in una filiera strategica come quella del pomodoro l’etichetta aiuterà a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma”.

 

Sull’obbligo dell’origine in etichetta potrebbe intervenire la Commissione europea

Il decreto potrebbe decadere se venisse pienamente attuato l’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento Ue n. 1169/2011. Stabilisce infatti che debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

 

Ecco le istruzioni per la nuova etichetta d’origine sui derivati del pomodoro

Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  1. a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
  2. b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi Ue, Paesi Non Ue, Paesi Ue e non Ue. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

I provvedimenti prevedono una fase per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte.

 

Positivi i commenti del mondo agricolo e agroalimentare

“L’obbligo di etichettatura – ha commentato Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari – è un ottimo strumento per la tutela dell’eccellenza Made in Italy. Nel tavolo di confronto abbiamo insistito molto perché diventasse strumento reale a tutela del nostro pomodoro”.

Soddisfatto per l’arrivo del decreto sull’etichettatura d’origine dei derivati del pomodoro anche  Ettore Prandini, presidente di Confagricoltura Lombardia: “Anche perché con un aumento del 36% degli arrivi dalla Cina per un totale 92 milioni di chili di concentrato di pomodoro da spacciare come Made in Italy nel 2016, l’obbligo di indicare la provenienza rappresenta un’attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori”.

Positivo il commento di Antonio Ferraioli, presidente di Anicav l’Associazione nazionale Conserve alimentari vegetali. “Il decreto sembra condividere a pieno la nostra posizione formalizzata nelle Linee di indirizzo sull’etichettatura d’origine dei derivati del pomodoro approvate all’unanimità nel corso dell’Assemblea dei soci dello scorso giugno. L’indicazione di origine in etichetta completa il percorso già avviato dalle aziende Anicav in materia di trasparenza e sicurezza alimentare, rendendo obbligatorio ciò che volontariamente, nella quasi totalità dei casi, le imprese già fanno indicando sull’etichetta la provenienza italiana del pomodoro”.

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