Almaverde Bio, il progetto cresce e rafforza la marca

Il modello basato sulle imprese socie, sull’innovazione e sull’ampliamento dell’offerta consolida il percorso del brand: 39,5 milioni di euro di fatturato nel 2025, con un incremento di +5,3 rispetto al 2024

Almaverde Bio è il brand del biologico
Almaverde Bio è il marchio del biologico

Un biologico che amplia l’offerta, intercetta nuovi stili di consumo e rafforza la propria presenza sul mercato. È questa la direzione nella quale si muove Almaverde Bio, che in occasione della Giornata europea del biologico fa il punto sul proprio percorso, sui risultati raggiunti e sulle prospettive future. La solidità del progetto trova riscontro anche nei risultati economici: nel 2025 Almaverde Bio ha raggiunto 39,5 milioni di euro di fatturato, con un incremento di +5,3 rispetto al 2024. Un risultato che accompagna il rafforzamento della marca e l’evoluzione dell’offerta.

Un comparto in ripresa

Il percorso di Almaverde Bio si inserisce in una fase particolarmente dinamica per il mercato biologico italiano. I dati dell’Osservatorio Sana, curato da Nomisma e presentati a Bologna nel febbraio 2026, indicano un mercato biologico italiano che nel 2025 ha raggiunto 6,9 miliardi di euro di vendite. I consumi domestici rappresentano circa 5,5 miliardi di euro, mentre il fuori casa supera 1,35 miliardi.

La distribuzione moderna si conferma il principale canale di acquisto, con 3,5 miliardi di euro di vendite bio e una crescita del 6,1%, pari al 64% dei consumi domestici. Crescono anche i negozi specializzati, che valgono il 20% dei consumi interni con un +7,5% a valore.

Secondo i dati dell’Osservatorio Ismea-NielsenIQ, nel 2025 gli acquisti domestici di prodotti biologici delle famiglie italiane hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro, crescendo del 9,2% a valore e del 7,2% in volume. È il miglior risultato degli ultimi cinque anni e una progressione più che doppia rispetto all’intero comparto agroalimentare. La crescita dei volumi evidenzia un aumento reale delle quantità acquistate e non soltanto del valore della spesa.

Anche sul fronte produttivo l’Italia mantiene una posizione di primo piano, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati con metodo biologico, pari al 20,2% della superficie agricola nazionale, rispetto a una media dell’Unione europea dell’11,1%. Secondo il rapporto The World of Organic Agriculture 2026 di FiBL e Ifoam, l’Italia è il primo Paese europeo per incidenza della Sau biologica e per numero di operatori, oltre 87.000, in un mercato continentale che ha raggiunto il record di 58,7 miliardi di euro.

Un sistema costruito sulle competenze

Almaverde Bio rappresenta un modello particolare nel panorama agroalimentare italiano. La sua base sociale riunisce imprese specializzate in differenti settori merceologici, accomunate dal forte legame con il territorio, dal rapporto diretto con la produzione e da una consolidata esperienza nel proprio comparto e nel biologico.

Almaverde Bio Società Consortile sviluppa le strategie comuni di comunicazione e promozione del brand attraverso le risorse messe a disposizione dalle imprese socie (Canova, Fruttagel, Molino Spadoni, Circeo Pesca, Eurovo, Futura), licenziatarie in esclusiva del marchio nei rispettivi settori, mentre ciascuna azienda gestisce autonomamente la commercializzazione dei propri prodotti.

La pluralità delle aziende e dei comparti rappresentati consente inoltre ad Almaverde Bio di proporsi non attraverso una singola categoria merceologica, ma con un paniere ampio e diversificato di prodotti, capace di entrare in differenti momenti della spesa e del consumo quotidiano.

Uno degli elementi centrali del progetto è la politica di marca. Per Almaverde Bio una marca forte, coerente e riconoscibile ha il compito di dare valore al prodotto biologico, rassicurare il consumatore e contribuire a portare il bio nel carrello di tutti.

Una strategia che ha prodotto risultati significativi. Secondo la ricerca Havas Media Network, Almaverde Bio raggiunge una notorietà sollecitata dell’83%, mentre la notorietà spontanea si attesta al 16% e la Top of Mind al 9%. Il brand viene associato dai consumatori all’italianità, alla qualità dei prodotti e all’attenzione verso l’ambiente e il territorio.

“La marca nel biologico ha una funzione fondamentale -rimarca Ernesto Fornari, presidente di Almaverde Bio-. Deve trasformare valori complessi in una promessa semplice e riconoscibile. Almaverde Bio deve rappresentare una garanzia per chi acquista, ma nello stesso tempo deve essere capace di i rendere il biologico sempre più vicino alla quotidianità delle persone”.

Le imprese socie: tante specializzazioni

La crescita di Almaverde Bio nasce soprattutto dal contributo delle imprese che compongono la sua base sociale. Aziende diverse per storia, dimensioni e specializzazione produttiva, ma unite dalla volontà di sviluppare insieme il mercato del biologico.

Giorgio Alberani, direttore commerciale e marketing di Fruttagel, sottolinea il ruolo dell’innovazione e dell’ampliamento dell’offerta: “Siamo riusciti a sviluppare prodotti capaci di coniugare qualità, servizio e innovazione, mantenendo saldi i valori che sono alla base della produzione biologica -sottolinea Giorgio Alberani direttore commerciale Fruttagel-. Ci siamo riusciti. per esempio, con le bevande ad altissimo contenuto di frutta (85%) senza zuccheri aggiunti, con porzioni di kcal ridotte, e i nuovi contorni surgelati con busta compostabile (no plastica)”

Per Gabriele Longanesi, amministratore delegato di Futura, la capacità di interpretare i cambiamenti nei consumi è centrale nello sviluppo futuro: “La crescita del biologico dipenderà sempre di più dalla capacità di interpretare i bisogni emergenti dei consumatori. Per  Almaverde Bio abbiamo proposte coerenti e innovative capaci di interpretare nuovi stili di vita e nuove occasioni di consumo, lavorando su ricette, formati e soluzioni sempre più pratiche e contemporanee. I risultati ci sono e vediamo performance ottime con prodotti di tendenza come Kefir a marchio Almaverde Bio o le nostre polpe di frutta o ancora la gastronomia vegetale caratterizzata da packaging contenuto, prodotti sani, accessibili e a basso impatto ambientale”

Leonardo Spadoni, amministratore delegato di Molino Spadoni, ricorda invece la scelta di investire nel biologico e l’ingresso nel progetto Almaverde Bio: “Abbiamo da sempre creduto nel biologico tanto che nel 2010 abbiamo deciso di acquisire un molino a Savio di Ravenna da dedicare esclusivamente a questa tipologia di produzioni e fare così il nostro ingresso nella grande famiglia Almaverde Bio -spiega Leonardo Spadoni, amministratore delegato Molino Spadoni-. Un’operazione che ci ha permesso di offrire ai consumatori che prediligono il biologico una gamma di prodotti ampia, variegata e in continua evoluzione”.

Un laboratorio di idee

Guardando avanti, la sfida per Almaverde Bio è allargare ulteriormente i confini del biologico. “Abbiamo una base sociale fatta di imprese che conoscono profondamente i propri prodotti e le proprie filiere, un marchio riconosciuto e un mercato che sta mostrando una nuova vitalità -conclude Fornari-. Il nostro obiettivo è continuare a fare di Almaverde Bio un laboratorio di innovazione per il biologico, sviluppando prodotti sempre più vicini alle esigenze delle persone in tante categorie merceologiche a partire dall’ortofrutta fresca. Il bio del futuro dovrà essere sostenibile e garantito, ma anche buono, accessibile e capace di sorprendere.”

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