La Commissione revisione degli usi della Camera di commercio di Trento ha certificato l’esistenza di due consuetudini profondamente radicate nel territorio, la tradizionale “ganzega” (o regalia), ovvero l’aiuto prestato da amici, parenti e conoscenti durante vendemmia e raccolta della frutta senza alcun riconoscimento di retribuzione economica, e il lavoro solidale tra imprenditori agricoli, il cosiddetto “aiuto di soccorso“, attivato quando un produttore si trova in difficoltà o impossibilitato a svolgere la propria attività.
Il riconoscimento delle due pratiche è arrivato a poca distanza dall’approvazione, da parte della Giunta provinciale di Trento, dei criteri per lo scambio di manodopera in agricoltura, una modalità ammessa in base all’art. 2139 del codice civile e secondo gli usi risultanti presso le Camere di commercio locali.
Un altro passo a sostegno delle piccole aziende agricole, che potranno contare su un quadro più chiaro per legittimare forme di collaborazione e aiuto reciproco da sempre diffuse nelle campagne trentine che, non trovando applicazione nell’attuale contesto normativo, erano oggetto di contestazioni e sanzioni da parte degli organi di controllo.
Una tradizione che racconta la solidarietà nel mondo agricolo
Negli aspetti meramente pratici la questione riguarda figure come fidanzati, conviventi, parenti acquisiti o di altra natura che, nella vita quotidiana di un’azienda agricola, sono considerate a tutti gli effetti parte della famiglia, ma che non erano espressamente contemplate dalla normativa.
Una lacuna che, nei momenti più delicati dell’attività agricola come la raccolta, si traduceva spesso in incertezza, timori di contestazione e soprattutto sanzioni.
C’è da dire che a livello nazionale e regionale, il lavoro occasionale e gratuito dei parenti (entro il quarto grado) è già ampiamente tollerato e normato dalla legge al fine di evitare sanzioni sui controlli del lavoro.
Ma la vera novità del modello trentino è di aver esteso e tutelato legalmente questa gratuità anche ad amici, vicini e conoscenti non legati da vincoli di sangue.
Questi riconoscimenti, frutto di un attento lavoro di studio svolto dalla Commissione della Camera di commercio di Trento, rappresentano quindi un momento importante per le aziende agricole trentine strutturalmente frammentate e di piccole dimensioni.
Un iter durato due anni
La richiesta di aggiornare la Raccolta degli usi e delle consuetudini della provincia di Trento, includendo pratiche come la ganzega e il mutuo aiuto in agricoltura, è stata avviata presso la Camera di commercio di Trento circa due anni fa. Un elemento a sostegno della richiesta è arrivato dal confronto con l’Alto Adige, dove è emerso che una consuetudine analoga, l’aiuto sporadico e occasionale durante la vendemmia, era già inserita dal 2018 nella Raccolta degli usi della provincia di Bolzano, e aveva trovato conferma anche in una sentenza del Tribunale di Bolzano che aveva annullato una sanzione a un’azienda agricola riconoscendo proprio la natura di consuetudine di questo tipo di collaborazione.
Da quel confronto è partita una ricerca per documentare le radici storiche della tradizione trentina, fotografie di famiglia, lettere, diari e testimonianze scritte, con il supporto di studiosi ed enti di ricerca del territorio, che ha permesso di ricostruire questa forma di solidarietà agricola attraversi la storia trentina da secoli, dalle carte di famiglie nobili del Seicento fino agli archivi fotografici del Novecento.
Dopo l’approvazione da parte della Giunta camerale, il testo della nuova Raccolta degli usi sarà trasmesso ai comuni che avranno tempo per raccogliere eventuali osservazioni nel periodo di pubblicazione di 45 giorni negli albi (entro il 19 settembre). Terminato l’iter, il documento sarà approvato in via definitiva e diventerà operativo su tutto il territorio della provincia di Trento.
Un esempio virtuoso per altre regioni
Altre regioni italiane si stanno muovendo nel solco del riconoscimento promosso dal Trentino. Veneto e Friuli Venezia Giulia, particolare, stanno sollecitando le Camere di Commercio affinché attivino pratiche di riconoscimento analoghe.
L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Dario Bond, richiamando il modello adottato dalla Provincia Autonoma di Trento, ha rivolto un appello alle Camere di commercio, in particolare a quella di Treviso e di Belluno, affinché valutino l’avvio della raccolta e la registrazione degli usi relativi allo scambio di manodopera tra imprenditori agricoli, con un percorso coordinato e criteri condivisi.
L’obiettivo è chiaro e concreto per tutti: meno burocrazia, meno rischi di contestazioni per chi si aiuta reciprocamente secondo forme genuine e più certezza per le imprese agricole, sempre nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.





