Apofruit, il biologico sale a 141 milioni nel 2025 (+8%)

ll bio rafforza il peso strategico della cooperativa, sostenuto da una rete commerciale integrata. Quota al 30% del fatturato e al 25% dei volumi, il kiwi traina la crescita

Isola Bio Apofruit a Seriate, in provincia di Bergamo
Isola Bio Apofruit a Seriate

Crescono valore e incidenza del biologico in casa Apofruit. Nel 2025 il Gruppo ha commercializzato 56.500 tonnellate di prodotto bio per un giro d’affari complessivo di 141 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto ai circa 130 milioni del 2024. Numeri che rafforzano il posizionamento della cooperativa in un contesto di mercato complesso e confermano la solidità del modello organizzativo e commerciale.

Circa 500 aziende socie

Il comparto rappresenta oggi il 25% dei volumi complessivi e il 30% del fatturato, configurandosi come una leva strategica sia sul piano commerciale sia per la valorizzazione della base sociale. “Il biologico -spiega il presidente, Mirco Zanotti– è un pilastro della nostra cooperativa. Parliamo di un segmento che incide per un quarto dei volumi e per il 30% del fatturato complessivo. È una scelta strategica che negli anni abbiamo rafforzato, perché consente di valorizzare il lavoro di circa 500 aziende socie impegnate nel bio”.

“Il biologico richiede profondità di gamma, continuità di fornitura per dodici mesi l’anno e una grande capacità commerciale, perché nei punti di vendita incide mediamente tra il 3% e l’8% del reparto ortofrutta -aggiunge il direttore generale, Ernesto Fornari -. Per questo abbiamo costruito nel tempo una struttura articolata e specializzata”,

Canova, il motore commerciale del gruppo

Cuore della commercializzazione è Canova, società del Gruppo attiva da 28 anni. “Ha chiuso il 2025 con 97 milioni di euro di fatturato, in crescita del 5 %” ha sottolineato il direttore di questa società, Cesare Gridelli.

Nel dettaglio, le controllate estere mostrano dinamiche particolarmente brillanti:

  • Canova France arriva a 5,76 milioni di euro (+30%)
  • Canova Spagna (con Portogallo) a 7,55 milioni (+30%)

Sul territorio italiano, Vivi Toscano tocca 9,88 milioni (+9%), mentre Mediterraneo Group si attesta a 7,6 milioni (+17%). A questi si aggiungono 12,85 milioni di euro di prodotto biologico commercializzato direttamente da Apofruit, in gran parte legato ai trasformati.

L’integrazione dell’offerta

Accanto a Canova, il sistema si completa con società partner e collegate che ampliano la gamma. Tra queste, Coltor gioca un ruolo strategico su carote, patate e cipolle, operando sia nella prima gamma evoluta sia nella quarta gamma in sinergia con Canova e Mediterraneo Group.

Contributi rilevanti arrivano anche da Coop Sole (fragole, meloni e ortaggi) e Op Terre di Bari (uva), che permettono di rafforzare la profondità assortimentale, incluse nuove varietà come le seedless.

Questa integrazione consente al Gruppo di presidiare i mercati con continuità, rispondendo alle esigenze della gdo italiana ed estera.

Le referenze più performanti

Tra i prodotti bio del Gruppo a maggiore valore spicca il kiwi, che supera complessivamente i 15 milioni di euro: 12 milioni per il verde, 2,2 milioni per il giallo e circa 5 milioni legati al kiwi a marchio Zespri.

Seguono:

  • banane: 8,5 milioni
  • prima gamma evoluta e quarta gamma: 5,6 milioni
  • uva: 5,5 milioni
  • carote: 5,3 milioni
  • limoni e albicocche: 4,5 milioni ciascuno
  • nettarine: 4,1 milioni
  • clementine: 3,7 milioni
  • pomodoro ciliegino: 3,3 milioni

Le Isole bio aumenteranno di 10 unità 

Un ulteriore driver di crescita è rappresentato dalle 75 Isole bio attive nella gdo italiana, destinate ad aumentare di circa dieci unità nel 2026.

“Le isole bio -ha evidenziato il direttore generale, Ernesto Fornari– ci permettono di offrire un assortimento ampio, continuità e una forte identità di marca. consumatore bio cerca varietà – come il nuovo kiwi Dulcis, il mandarino Tang Gold, le uve seedless o le pesche e nettarine piatte – ma anche sicurezza. Il nostro marchio Almaverde Bio, insieme a certificazioni come Bio Suisse, Naturland e Demeter (quest’ultima per il biodinamico), ci consentono di presidiare anche i mercati più esigenti, come Svizzera, Germania e Austria”.

Radicamento territoriale e visione internazionale

Il biologico di Apofruit è diffuso lungo tutta la penisola – dalla Sicilia al Piemonte – garantendo copertura dell’intero calendario produttivo. Un elemento chiave per sostenere una domanda che richiede continuità e ampiezza di gamma.

“È un comparto complesso e frammentato -conclude Zanotti– dove per fare volumi occorre una grande capacità di ramificazione commerciale e di gestione dell’assortimento”.

Una struttura di gruppo articolata che consente ad Apofruit di servire clienti in tutta Europa e anche oltre, dal Canada agli Emirati Arabi, consolidando il ruolo del biologico come asse portante della crescita.

 

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