Fruitimprese Emilia-Romagna: ridurre la produzione per salvare la peschicoltura

nettarine

In vista del 27° Convegno peschicolo nazionale (Ravenna, Pala De Andrè, 23-24 ottobre), Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna, l’associazione  che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione per un fatturato di 900 milioni di euro/anno e il 60% di export, e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (Ra) dichiara:

«Il perdurare di prezzi insufficienti a coprire i costi di produzione di pesche e nettarine va affrontato programmando la produzione. Occorre una sterzata decisa che deve partire dalla produzione avendo come obbiettivo la soddisfazione del consumatore. Gli agricoltori,  le strutture di lavorazione e commercializzazione hanno capito che occorre togliere urgentemente dal mercato, quindi dalla produzione, oltre il 30% di prodotto che sia dal punto di vista varietale, ma anche come calibro, colore, sapore e conservazione sono inaffidabili. Occorre urgentemente non produrre varietà inaffidabili, poiché queste bloccano la strada anche a quelle di qualità; già da qualche anno, ma troppo lentamente, gli agricoltori stanno riconvertendo gli impianti.

Un altro punto critico della filiera é la commercializzazione che é troppo frammentata  e troppo spesso indiretta. Le pesche e nettarine prodotte in Romagna, se aggiornate nelle varietà, non devono temere concorrenza, ma c’é troppa frammentazione commerciale, che vede solamente una parte di aziende cercare di coordinarsi il venerdì, ma poi spesso il martedì vedono spegnere ogni obbiettivo, soprattutto quello di permettere agli agricoltori di  sopravvivere. Anche la Gdo ci chiede di fornirle una qualità di pesche e nettarine buona e costante, affinché il consumatore ritorni a fidelizzarsi. In questo la grande distribuzione deve considerare pesche e nettarine di Romagna un punto di forza del reparto frutta. Fruitimprese auspica un coinvolgimento più ampio della filiera, compresi gli intermediari che spesso hanno il rapporto commerciale con il cliente. Non dimentichiamo infine che la peschicoltura nel nostro territorio crea un indotto importante, per cui chi è protagonista nella filiera ha grandi responsabilità».

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