Fragole italiane, serve l’ok al principio attivo per evitare il rischio tracollo

Si tratta di non posticipare ulteriormente il via libera da parte del ministero della Salute per l'utlizzo della Cloropicrina nei campi

L’allarme per un potenziale “rischio tracollo” è stato lanciato da Francesco Nicodemo, coordinatore del Comitato di Prodotto Fragola istituito presso il ministero delle Politiche Agricole, a causa di una possibile preponderanza di fragole spagnole sul mercato, dal momento che i Paesi europei hanno già dato il via libera all’utilizzo della Cloropicrina, principio attivo essenziale per assicurare i livelli produttivi, utilizzato in diverse regioni, per proteggere i terreni dai parassiti.

La posizione della Basilicata

Fragole a marchio Candonga top quality

Visto il peso della fragolicoltura in Italia, la Basilicata è in prima fila nel supportare questo appello. “Senza via libera, -dice Luca Braia, assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata- non saremo in grado di produrre gli stessi quantitativi di un prodotto riconosciuto come eccellenza e richiesto dai consumatori, che oggi ci consentono di controllare anche il prezzo della fragola sul mercato, ledendo nel complesso all’intero comparto fragole made in Italy”.

“Consegneremo entro domani -continua Braia- per i tramite del presidente pro-tempore della Giunta Regionale Favia Franconi che martedì incontrerà il ministro per la Salute, una nota della Regione Basilicata. Presenteremo, inoltre, richiesta di approvare un Odg sul tema nella prossima Commissione Politiche Agricole prevista per il 24 luglio prossimo, da far veicolare ai ministeri Ambiente e Salute per sottolineare la necessità di autorizzare il principio attivo utile a mantenere sostenibili e competitive sul mercato le fragole italiane”.

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