Innovazione e specializzazione punti di forza della frutticoltura

Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese, parla delle necessità del comparto al convegno su “Mutamenti climatici e frutticoltura di domani”

Giancarlo Minguzzi (primo da destra) al convegno faentino su “Mutamenti climatici e frutticoltura di domani” organizzato da Confagricoltura

Serve una frutticoltura sempre più specializzata per affrontare i mutamenti climatici. Lo ha ricordato  Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, l’associazione  che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione,  e dell’Op Minguzzi di Alfonsine, al convegno faentino su “Mutamenti climatici e frutticoltura di domani” organizzato Confagricoltura del 28 novembre scorso.

Circa il contrasto ai mutamenti climatici Minguzzi ha detto che “il futuro della frutticoltura regionale, che vede superfici calanti per pesche e nettarine, in crescita per albicocche, stabili per mele, pere, susine e kiwi, è nel segno di innovazione e specializzazione”. 

Servono quindi, come ha spiegato Minguzzi,  terreni adatti ad accogliere impianti frutticoli sempre più specializzati. E’ necessario infatti operare su terreni ben drenati con possibilità di irrigazione di soccorso, per limitare vari marciumi nelle cultivar, soprattutto nelle drupacee.

 

Minguzzi, Fruitimprese: “No a nuovi marchi”

Sul fronte del rinnovamento varietale, Minguzzi ha ricordato che “i costitutori di nuove varietà dovranno ben sperimentare varietà resistenti ai marciumi e alla cimice asiatica che quest’anno si è rivelata un vero flagello per tutta la nostra frutticoltura, in particolare per il raccolto di pere”.

Infine la qualità: “Non servono nuovi marchi. Per la tutela della qualità sarebbe sufficiente integrare strumenti che esistono già quali le produzioni a marchio Igp, adeguando i parametri minimi di qualità e integrandoli con indicazioni minime di brix (contenuto zuccherino) e acidità”.

 

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