In Austria cresce il bio e il fresh-cut

Gli austriaci consumano sempre più frutta verdura di qualità ma sono sempre più ricercati anche i prodotti di convenience food, ossia quelli pronti per l’uso, come le insalate in busta o la frutta già tagliata. Le nuove tendenze di consumo hanno inoltre scalzato, nell’alimentazione quotidiana, i tradizionali crauti, che sono stati sostituiti con un eccellenza tutta italiana: i pomodori.

La ricerca. Secondo l’analisi di mercato RollAMA 2014 presentata a Vienna lo sorso 24 marzo, il fatturato dei prodotti freschi venduti nel canale del commercio al dettaglio è in crescita, tra il 2014 e il 2013, dell’1,7% assestandosi, alla fine dell’anno scorso, su un giro d’affari da 4,7 miliardi di euro.

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«Nonostante i consumatori austriaci abbiano un’elevata sensibilità sul prezzo – ha spiegato Micaela Schantl, ricercatrice di mercato -, l’analisi registra una crescente domanda di prodotti freschi di alta qualità. Mentre l’appeal del convenience food deriva dal cambiamento dello stile di vita degli austriaci che chiedono pasti sempre freschi ma con tempi di preparazione brevi».

I dati. In continuo aumento la spesa annua delle famiglie per i prodotti biologici. Dal 2011 al 2014 è crescita del 24% passando da 93 euro a famiglia a 115 euro. I dati rivelano anche il grande appeal esercitato sui consumatori austriaci del fresh-cut che registrato, inoltre, l’incremento maggiore tra tutta la gamma del “convenience food” (i prodotti pronti per l’uso) del settore freschi.

Il fresh-cut. L’incremento di spesa per l’acquisto di insalate in busta o frutta già tagliata è stato, tra il 2014 e il 2013, del 3,6%, ossia da un fatturato di 147 milioni a 153 milioni di euro. Più leggero l’incremento registrato per il consumo di frutta e verdura congelata e sempre pronta per l’uso (+3,2%, da 100 milioni a 104 milioni di euro).

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La classifica. Ai primi posti nella classifica dell’ortofrutta più venduta, svettano le eccellenze italiane. L’ortaggio più popolare in Austria, infatti, è il pomodoro (con 32 mila tonnellate vendute nel 2014) che surclassa i tradizionali crauti (il cui consumo è di appena 6mila tonnellate). Segue la cipolla (29mila tonnellate), le carote (24mila tonnellate), i cocomeri (18mila tonnellate). New entry nella classifica, il cavolo cinese di cui sono state vendute circa 7mila tonnellate.

Tra i frutti il più apprezzato è la mela (oltre 67mila tonnellate vendute), seguono le banane (60mila tonnellate), le arance (30mila tonnellate), l’uva (17mila tonnellate). Agli ultimi posti le nettarine (11mila tonnellate), le pere (10mila tonnellate) e i limoni (9mila tonnellate)

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