Il tempo delle berries (lucane)

Il Metaponto investe sulle berries. La regione Basilicata investe sul Metaponto. Le berries investono sul Club Candonga.

È il triangolo virtuoso che è emerso nel corso del workshop e forum “Fragole e Berries” che si è tenuto a Policoro il 17 e 18 marzo scorsi.

La strategia politica. «In questo momento – ci ha spiegato Luca Braia, assessore regionale all’agricoltura – la Basilicata brilla di una particolare luce per diversi motivi. Innanzitutto il riconoscimento a Matera di Capitale della cultura ma poi anche i successi che stanno registrando alcune eccellenze agroalimentari sui mercati italiani ed esteri. Tutto ci porta nella direzione di serrare le fila e fare squadra. Questo è il momento giusto per valorizzare tutto il comparto produttivo regionale».

Luca Braia

In questa direzione, entro la fine dell’anno la regione Basilicata indirà dei bandi di gara internazionali per l’individuazione del marchio regionale che farà da ombrello a tutte le produzioni di eccellenza del territorio, non solo fragole ma anche albicocche, ad esempio, o nettarine, solo per dirne alcune.

«Oltre a questo – continua Braia – , a livello politico abbiamo attivato dei gruppi di lavoro per ogni singola filiera produttiva, con l’intento di capitalizzare e replicare l’esperienza di successo registrata dal Club Candonga. Ci siamo riusciti con l’olio ma sull’ortofrutta il discorso è ancora agli inizi».

Il progetto “Berries”. Il momento d’oro della Basilicata è parallelo al momento d’oro delle berries sui mercati (prodotto che garantisce alta redditività anche grazie alla grande richiesta) sicché il Metaponto punta a fare ruotare all’interno dei successi commerciali di Club Candonga, una filiera nascente sulle bacche.

A tal proposito, da qui a luglio la Compagnia delle Primizie, che è una delle aziende che aderiscono al Club Candonga, triplicherà le superfici coltivate a lampone passando da un ettaro attuale a complessivi tre. Certo siamo ben lontani dai volumi che ogni anno realizza quella potenza produttiva in fatto di berries che è il Trentino, ma l’idea è quella di crescere parecchio non solo grazie alle favorevoli condizioni pedo-climatiche ma anche grazie alla presenza di circa 350mila ettari di foreste disponibili.

«La filiera dei frutti di bosco – precisa Braia – insieme alle filiere dei prodotti forestali come il castagno, il miele, i funghi, i tartufi o, ancor di più le erbe officinali, potrebbero diventare le vere occasioni di crescita e sviluppo economico per i produttori lucani. Nel caso dei piccoli frutti, rispondendo così alla crescente domanda degli stessi sui mercati italiani ed europei. In questo quadro positivo si inserisce il progetto strategico della piattaforma logistica dell’agroalimentare a Ferrandina che ci permetterà di intercettare mercati ortofrutticoli nazionali ed esteri».

Produzione Italiana Lamponi 2014

I dati. Attualmente la prima regione italiana produttrice di berries è il Trentino con quasi 14mila tonnellate di prodotto su 137 ettari (dati Istat 2014); segue la provincia autonoma di Trento con altre 8.800 su 92 ettari; Bolzano con quasi 5mila tonnellate (e 45 ettari); il Piemonte (3mila tonnellate su 37 ettari) e la Lombardia con 1.500 tonnellate e 67 ettari. Fino all’anno scorso Basilicata,  Calabria e Puglia erano le ultime in classifica per superfici coltivate a berries con un ettaro ciascuna.

In Metaponto è stata la varietà di lampone Adelita a superare i test di campo e dopo quattro campagne è stata definitivamente promossa l’anno scorso. «Ha una buona shelf-life – precisa Carmela Suriano, Ceo del Club Candonga – un bel colore e propone nuove pezzature. Ma siamo alla ricerca continua di nuove varietà».

Il Psr. In questo senso, la filiera nascente potrebbe trovare un contro-canto nella ricerca applicata attraverso il finanziamento di progetti di innovazione che potrebbero trovare la loro naturale sede all’interno del Psr regionale per il quale starebbero per aprirsi i primi bandi.

«Fra due settimane partiremo con quelli per il Biologico – conclude Braia – mentre entro maggio arriveranno quelli sulla misura 16 dedicata all’innovazione e alla ricerca applicata. All’ortofrutta pensiamo di destinare da 1 a 2 milioni di euro complessivi puntando al coinvolgimento molto forte dalla base. Superata la fase burocratica del Psr adesso tocca concentrarsi sulle filiere».

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