Patate, campagna positiva nonostante le criticità del mercato europeo

Patata di Bologna Dop, Selenella e Iodì trainano i risultati della filiera. Al centro del confronto promosso dal Cepa anche programmazione produttiva, sostenibilità e prospettive per il 2026-2027

Coltivazioni di patate a marchio Selenella
Coltivazioni di patate

La filiera della patata archivia la campagna commerciale 2025-2026 con risultati complessivamente positivi, nonostante le criticità produttive e le tensioni del mercato europeo. È quanto emerso dall’incontro promosso dal Cepa, coordinatore della Borsa Patate di Bologna, in collaborazione con Agripat, che ha riunito a Villanova di Castenaso i rappresentanti di Unapa, della Regione Emilia-Romagna e gli operatori firmatari del Contratto Quadro per la cessione delle patate da consumo fresco. Sul tavolo anche le prospettive della nuova stagione e le difficoltà che interessano il comparto della cipolla.

Volumi, remunerazione e tenuta della filiera

Con la chiusura della campagna commerciale delle patate conferite in conto deposito, i volumi hanno raggiunto 1,3 milioni di quintali, pari a circa il 9% della produzione nazionale. Un risultato ottenuto in un’annata complessa, nella quale il sistema del Contratto Quadro ha consentito agli operatori di lavorare in un contesto più stabile e programmato.

I produttori hanno beneficiato, a partire da febbraio, di acconti minimi pari a 0,34 euro/kg, mentre la liquidazione finale si avvicina a 0,42 euro/kg, in linea con il prezzo minimo previsto per le produzioni certificate Globalgap Grasp.

A sostenere le performance della campagna sono stati soprattutto i segmenti premium della Borsa, tra cui Patata di Bologna Dop, Selenella e Iodì, che continuano a rappresentare un elemento distintivo e competitivo sul mercato. Rimane invece aperta la questione della riduzione delle superfici coltivate in Emilia-Romagna, compensata solo in parte dalle produzioni provenienti da altri territori.

Sul fronte agronomico persistono inoltre alcune problematiche strutturali, come i danni causati dal ferretto (Agriotes spp.) e la diffusione crescente del Cyperus esculentus, infestante ormai presente in diversi areali europei.

Mercato e prospettive per la nuova stagione

La campagna 2025-2026 è stata influenzata dalla sovrapproduzione registrata nei principali Paesi europei, fattore che ha esercitato una forte pressione sui prezzi del mercato del fresco. Nonostante questo scenario, gli operatori guardano con maggiore fiducia alla stagione 2026-2027, partita sotto segnali favorevoli, pur in presenza di alcuni eventi meteorologici avversi.

Nel corso dell’incontro, Unapa ha evidenziato come la crisi del mercato europeo sia stata determinata principalmente dall’assenza di adeguata pianificazione agricola e commerciale e da una sottovalutazione della congiuntura economica. In Italia, invece, il comparto ha mostrato una buona capacità di tenuta grazie a una più efficace programmazione degli investimenti e a politiche di filiera integrate, mantenendo competitività nonostante l’aumento dei costi produttivi e di confezionamento.

“Incontri come questo dimostrano che rappresentiamo una delle filiere più evolute”, ha dichiarato il dottor Bosca, sottolineando inoltre la necessità di rinnovare l’Intervento settoriale per le patate anche nella prossima programmazione.

Il rappresentante di Unapa ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle Organizzazioni dei produttori, considerate uno strumento fondamentale per concentrare l’offerta, migliorare la qualità e rafforzare la competitività commerciale del settore. In vista della nuova Pac, è stata ribadita l’esigenza di consolidare il sistema e garantirne la continuità finanziaria.

La sfida dell’organizzazione per il comparto cipolla

Più complessa la situazione della cipolla, che continua a scontare sia difficoltà agronomiche sia criticità commerciali. A differenza della patata, il comparto non dispone infatti di un sistema strutturato di programmazione delle superfici e delle produzioni, con conseguenze dirette sull’equilibrio del mercato.

La qualità dello stoccato si è rivelata inferiore alle aspettative e la forte competitività degli esportatori del Nord Europa ha contribuito a deprimere le quotazioni, scese sotto i costi di produzione. Una situazione che ha spinto gli operatori a ricorrere anche all’importazione di prodotto proveniente da Paesi extraeuropei.

Per affrontare queste criticità, Agripat, in collaborazione con Cepa, ha presentato alla Regione Emilia-Romagna un progetto Goi (Gruppi operativi per l’innovazione) finalizzato a trasferire nel comparto della cipolla il modello organizzativo già adottato per la patata attraverso l’introduzione di un Contratto Quadro dedicato.

L’obiettivo è migliorare la programmazione produttiva, sviluppare strumenti scientifici per l’analisi dei costi, ottimizzare le tecniche colturali e distribuire in modo più equilibrato il valore lungo la filiera. Un’iniziativa che ha ricevuto l’apprezzamento della Regione e che potrebbe contribuire a dare maggiore stabilità a un settore che, a livello nazionale, interessa circa 7.000 ettari.

I lavori si sono conclusi con l’impegno condiviso di mantenere aperto il confronto tra tutti gli attori coinvolti, nella convinzione che la collaborazione lungo la filiera rappresenti uno degli strumenti chiave per affrontare le sfide future dell’agricoltura italiana.

 

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