The Italian pear finally arrives in China

The opinion of Augusto Renella, export coordinator marketing R&D manager of Naturitalia

Phytosanitary agreements are today one of the keys to expanding the destinations of Made in Italy fruit and vegetable exports. The opening of China, for the first time, to Italian pears is a long-desired agreement, which opens up new perspectives in the East.

Augusto Renella NaturitaliaAugusto Renella, export coordinator marketing R&D manager of Naturitalia, one of the commercial branches of Apo Conerpo group, explained: ‘It is an interesting agreement. Belgium and Holland have already been exporting pears to China for some years, Italy never did it. We have been exporting kiwis to China for years with good results in terms of volumes and value; this is the only product for which there is a phytosanitary agreement. There is greater growth for the yellow-fleshed fruit, because it is sweeter and meets Asian tastes.’ Of the 210 million Euros of Naturitalia’s turnover in terms of sales volume, 70 million derive from exports.

The reference markets are the European ones, with a presence for some products in such other markets as North America, South America, Asia. ‘Among the next destinations for which an opening is hoped for there are Japan for kiwis, South Africa and China for apples: the latter Country has an ongoing trade war with the USA and interesting scenarios could open up for Italy. In recent years two markets have been opened for the Italian apple: Thailand and Vietnam. In the Far East area, we have started a collaboration with Melinda’. Naturitalia is the brand for fruit and vegetables, but an important part of the production is also for Italian or foreign private labels. Other specialized brands, in which the commercial branch participates, are Opera pear, Jingold kiwifruit (green, yellow, and red ones), Selenella potato, and Melapiù. ‘Distinctive character is fundamental today: aesthetics, taste and sustainability. Any international market with these three requirements opens’. 


La pera italiana arriva finalmente in Cina

L’Italia esporta già kiwi in Oriente, ora servono accordi fitosanitari anche per le pere made in Italy, come sottolinea Augusto Renella

Gli accordi fitosanitari sono oggi una delle chiavi per ampliare le destinazioni dell’esportazione ortofrutticola made in Italy. L’apertura della Cina, per la prima volta, alle pere italiane è un’intesa da tempo auspicata che apre nuove prospettive a Oriente. “È un accordo interessante -spiega Augusto Renella, export coordinator marketing R&D manager di Naturitalia, una delle filiali commerciali del gruppo Apo Conerpo-. Belgio e Olanda esportano già da qualche anno pere in Cina, non l’Italia. Da anni esportiamo in Cina kiwi con buoni risultati come volumi e valore, l’unico prodotto per cui c’è un accordo fitosanitario. C’è maggiore crescita su quello a polpa gialla perché più dolce e incontra i gusti asiatici”. Dei 210 milioni di euro maturati da Naturitalia come volume di vendite, 70 milioni di euro derivano dalle esportazioni.

I mercati di riferimento sono quelli europei con una presenza per alcuni prodotti in altri mercati come Nordamerica, Sudamerica, Asia. Il paniere è composto soprattutto da prodotti frutticoli, pesche, nettarine, albicocche, susine, uva da tavola, pere, kiwi. “Tra le prossime destinazioni per i quali si auspica un’apertura c’è il Giappone per il kiwi, Sudafrica e Cina per le mele: quest’ultimo paese ha in corso una guerra commerciale con gli Usa e si potrebbero aprire scenari interessanti per l’Italia. Negli ultimi anni sono stati aperti due mercati per la mela italiana: Thailandia e Vietnam. Nell’area del Far Est abbiamo avviato una collaborazione con Melinda: distribuiamo le loro mele a Taiwan, Hong-Kong, Malesia, Vietnam e Thailandia”. Naturitalia è il brand  per l’ortofrutta, ma una parte importante della produzione è anche per la mdd italiana o estera. Altri marchi specializzati, cui la filiale commerciale partecipa, sono la pera Opera, kiwi Jingold, la patata Selenella e Melapiù. “Il carattere distintivo è oggi fondamentale: estetica, gusto (grado brix, sapore) e sostenibilità (sicuro per ambiente e consumo). Qualsiasi mercato internazionale con questi tre requisiti apre”. •

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