Future of Food: parla (anche) Citrus

L’azienda romagnola è l’unica rappresentante del settore ortofrutticolo nel report che analizza i macro e micro trend dell’alimentare a livello globale

Come cambierà il futuro dell’alimentare? La domanda è al centro del report “The Future of Food 2020/21” e, a commentare le nuove tendenze per il settore ortofrutticolo, è stata chiamata Marianna Palella, Ceo di Citrus l’Orto Italiano.

Realizzato dalla sede italiana del network internazionale FutureBrand, specializzato in brand consultancy, lo studio propone una lettura dei macro- e micro-trend del settore a livello globale. Anche per l’ortofrutta.

L’azienda romagnola, specializzata nella riscoperta e valorizzazione delle produzioni tipiche del territorio nazionale, è stata scelta insieme a società del calibro di Barilla, Parmigiano Reggiano, Deliveroo Italia e altre importanti realtà del continente asiatico per raccontare come i nuovi stili di vita – comprese le restrizioni imposte dal Covid-19 – stiano influenzando l’alimentazione del futuro. E, di conseguenza, le risposte del settore per soddisfare le nuove esigenze.

“L’industria alimentare è oggi dinamica e propensa al dialogo – ha detto Marianna Palella – Chi acquista non vuole semplicemente soddisfare un bisogno primario, ma arricchirsi di valori aggiunti, di esperienze. Per questo diventa imprescindibile orientarsi verso un’idea di cibo fatto bene e capace di fare bene. Il che significa parlare di prodotti buoni sia dentro che fuori, e valorizzare la riscoperta di sapori perduti, alla luce di filiere produttive brevi, rispettose dell’ambiente e dei suoi lavoratori. Proprio la sostenibilità intesa a 360 gradi è il pilastro portante delle nostre scelte strategiche”.

Per la Ceo di Citrus sempre più importanza avranno i prodotti a residuo zero: “Si tratta di una coltivazione rispettosa dell’ambiente, capace di garantire elevati standard qualitativi a un prezzo accessibile. Lavorando sul tempo di carenza degli agrofarmaci possiamo proporre sugli scaffali prodotti privi di residui chimici in grado di soddisfare consumatori attenti a ciò che mangiano. Una vera e propria democratizzazione del biologico”.
In tempi di pandemia, poi, restare immuni è diventata la principale preoccupazione. “Per questo motivo – ha osservato Marianna Palella – torna attualissimo il detto mens sana in corpore sano ed ecco che diventano (e diventeranno) sempre più protagonisti i cibi che nutrono il corpo e lo spirito, probiotici, prebiotici, post biotici, fibre”.

Tra i professionisti del food interpellati anche Alessandra Corsi (Conad), Andrea Malservisi (Barilla), Carlo Mangini (Consorzio Parmigiano Reggiano). Il Report può essere richiesto via email a: contact-milan@futurebrand.com

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