Ortofrutta Dop e Igp, Coop e Origin Italia lanciano una campagna in oltre mille punti di vendita

Informazione ai consumatori e promozioni per valorizzare le produzioni certificate. Un comparto da 392 milioni di euro alla produzione, tra difficoltà di accesso alla gdo, tutela dell’origine e sostenibilità economica delle filiere

Rafforzare la conoscenza dell’ortofrutta italiana Dop e Igp e offrire maggiore visibilità alle produzioni territoriali, comprese quelle che faticano a raggiungere i canali della grande distribuzione. È l’obiettivo della collaborazione tra Origin Italia e Coop Italia, presentata oggi al Masaf, ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a Roma.

La campagna “Origine, territorio, autenticità a piene mani” coinvolgerà oltre mille punti vendita Coop, affiancando l’informazione nei reparti ortofrutta a iniziative digitali e promozionali. L’accordo interessa un comparto che, secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2025, ha raggiunto nel 2024 una produzione certificata di 537.969 tonnellate (+7,2%), con un valore alla produzione di 392 milioni di euro (+6%), 1,039 miliardi al consumo (+5,1%) e un export di 244 milioni (+25,1%). Dati riferiti alla categoria degli ortofrutticoli e cereali Dop e Igp, che evidenziano un mercato in crescita, ma anche forti differenze dimensionali e commerciali tra le singole denominazioni.

Coop conferma il sostegno alla produzione italiana

Manifesti informativi nei reparti ortofrutta, contenuti sui portali web e sui canali social dell’insegna, approfondimenti nelle riviste distribuite ai soci e una campagna promozionale prevista a novembre. Sono gli strumenti individuati per spiegare ai consumatori e favorire la conoscenza dei prodotti. Albino Russo, direttore generale di Ancc-Coop, ha indicato tre obiettivi: accrescere la conoscenza delle Dop e Igp, favorirne l’accessibilità e offrire opportunità commerciali ai produttori. 

Russo ha richiamato anche le difficoltà di approvvigionamento legate ai recenti blocchi dell’autotrasporto, ribadendo la posizione assunta da Coop: “Preferiamo lasciare gli scaffali vuoti – ha affermato – piuttosto che sostituire le produzioni italiane temporaneamente indisponibili con acquisti dall’estero”. Il direttore generale di Ancc-Coop ha sottolineato come la rinuncia del consumatore “a una mela o a un’arancia per un giorno” abbia conseguenze ben diverse rispetto al danno subito da un agricoltore che vede andare a male le proprie produzioni. Una posizione coerente con quella che Russo ha definito la missione di Coop: “Rendere il mercato un posto migliore e avvicinare le logiche di mercato alle necessità del Paese”.

Albino Russo Ancc Coop: “Preferiamo lasciare gli scaffali vuoti piuttosto che approvvigionarci all’estero”

Una vetrina per le produzioni di nicchia

Durante la conferenza, Ernesto Seppi, coordinatore del Comitato Ortofrutta di Origin Italia, ha richiamato anche le difficoltà che attraversano le aziende agricole, dall’aumento dei costi agli effetti del cambiamento climatico, fino al mancato ricambio generazionale. Criticità che pesano soprattutto sulle produzioni di nicchia e che, nel tempo, possono mettere a rischio la continuità di alcune specialità territoriali. “Attraverso queste iniziative riescono a trovare una vetrina, una vetrina di conoscenza di prodotto e di territorio”. Dietro ogni denominazione ci sono infatti caratteristiche produttive, tradizioni e specificità locali che non sempre riescono a essere adeguatamente raccontate al consumatore.

L’aggregazione rappresenta una risposta ai limiti dimensionali del sistema produttivo italiano. “I Consorzi di tutela – osserva Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia – permettono alle piccole e medie imprese di individuare obiettivi comuni e sviluppare iniziative condivise, rafforzandone la capacità di affrontare mercati sempre più internazionali”. Alla riconoscibilità deve accompagnarsi anche un’adeguata remunerazione. Disciplinari e controlli comportano costi che devono trovare riconoscimento lungo la filiera. “Ormai siamo tempestati da una comunicazione sull’agroalimentare che parla solo di prezzi bassi”, ha ribadito, invitando a valorizzare maggiormente le garanzie offerte dalle produzioni certificate.

Origine e autenticità, il ruolo dei controlli

Sul fronte della tutela, Felice Assenza, capo del Dipartimento Icqrf del Masaf, ha illustrato le attività di vigilanza sull’origine dei prodotti e il rafforzamento dei controlli sulle importazioni, anche attraverso il coordinamento tra diverse autorità. Tra gli sviluppi più significativi, il lavoro sulle analisi genetiche, per verificare le varietà utilizzate, e sulle analisi isotopiche, per accertare la corrispondenza tra prodotto e territorio. Strumenti destinati ad affiancare i controlli documentali e a rafforzare le garanzie di autenticità delle Indicazioni Geografiche.

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