Gli scioperi degli autotrasportatori nel Sud Italia hanno già provocato 30 milioni di euro di danni stimati per il solo kiwi giallo in cinque giorni, di cui circa 5 milioni a carico dei soci produttori di Apofruit Italia. A lanciare l’allarme è Ernesto Fornari, direttore generale della cooperativa, che chiede un intervento immediato del Governo e delle forze dell’ordine per sbloccare la circolazione delle merci deperibili.
La mobilitazione, iniziata giovedì 15 ottobre, interessa Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania. Dopo cinque giorni di blocchi, la protesta potrebbe concludersi soltanto nella serata del 20 ottobre, ma sulla sua effettiva fine non ci sono ancora certezze.
“È una situazione insostenibile. Non si tratta soltanto di impedire la partenza dei camion: gli autotrasportatori vengono fermati anche quando sono già in viaggio, persino in autostrada, con carichi di prodotti agricoli deperibili che devono raggiungere rapidamente i mercati o le celle frigorifere. È inaccettabile che questo possa accadere per giorni senza che nessuno riesca a intervenire”.
Raccolti a rischio tra ritardi e deperibilità
Il blocco della circolazione compromette il lavoro di un’intera annata agricola, perché impedisce di trasportare prodotti con tempi di raccolta, conservazione e commercializzazione molto rigidi. Per il kiwi giallo, le prime stime di Apofruit indicano 30 milioni di euro di danni complessivi, dei quali circa 5 milioni riguardano direttamente i soci produttori della cooperativa. Le cifre, precisa Fornari, non comprendono il mancato reddito e le conseguenze indirette.
“Il kiwi giallo deve essere raccolto in una finestra temporale precisa: se non si riesce a farlo, il prodotto si perde. L’uva da tavola non possiamo spedirla. Ci sono produttori che non riescono neppure a far passare i camion destinati a portare il raccolto in refrigerazione. Per gli ortaggi, i ritardi nella commercializzazione si sommano alle difficoltà delle nuove semine e alle condizioni climatiche. Dopo una settimana, tanti di questi prodotti diventano invendibili”.
Uva da tavola e ortaggi, magazzini pieni
Le criticità riguardano diverse produzioni ortofrutticole. In Puglia e Basilicata, i magazzini sono pieni di uva da tavola e parte del prodotto già collocato nelle celle frigorifere non può essere spedita. In Calabria, soprattutto nell’area di Reggio, i produttori sono preoccupati per l’impossibilità di conservare a lungo le partite raccolte.
Sono inoltre fermi o rallentati i flussi di agrumi, piantine di fragole destinate al trapianto e ortaggi di serra siciliani, tra cui zucchine, melanzane e pomodori. Per queste produzioni, i ritardi nelle consegne rischiano di compromettere la commercializzazione e di aggravare le difficoltà operative delle aziende agricole.
Fornari sottolinea anche le ricadute della protesta sugli altri comparti economici, pur riconoscendo le difficoltà delle imprese di trasporto. “Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori e le loro rivendicazioni, ma non si può scaricare il peso di questa battaglia su altri lavoratori che sono altrettanto in difficoltà. Se si fermano merci non deperibili, si possono creare disagi e perdite economiche per le imprese di trasporto. Ma quando si impedisce a un camion con prodotti agricoli di proseguire il viaggio, si rischia di cancellare un intero anno di lavoro di un agricoltore”.
L’appello alle istituzioni
Tra le criticità evidenziate da Apofruit c’è anche l’assenza di un coordinamento e di interlocutori in grado di affrontare concretamente l’emergenza. La cooperativa riferisce di aver cercato un confronto anche a livello politico, senza che la situazione si sia risolta.
“Non è accettabile che cinque regioni siano paralizzate e che non si riesca a trovare una soluzione. La riunione convocata dal governo il 27 ottobre prossimo per la questione del blocco dell’autotrasporto, è decisamente fuori tempo massimo”.





