Il blocco dei trasporti nel Sud Italia minaccia oltre 40.000 tonnellate di kiwi, insieme alle produzioni autunnali di insalate della Piana del Sele, clementine calabresi e uva pugliese e siciliana. A lanciare l’allarme è Fruitimprese, l’associazione delle imprese ortofrutticole, che denuncia una situazione fuori controllo dopo il mancato accordo tra il governo e le associazioni degli autotrasportatori. I danni al comparto, secondo l’associazione, ammontano già a centinaia di milioni di euro.
Il presidente Marco Salvi chiede un intervento delle istituzioni per garantire la circolazione delle merci deperibili, anche attraverso la creazione di corridoi privilegiati. Il blocco, infatti, non compromette soltanto le consegne ai punti di vendita, ma rischia di rendere inutilizzabile il prodotto che non riesce a raggiungere i centri di condizionamento e i magazzini refrigerati.
Produzioni ferme tra campagna e magazzini
Le conseguenze della protesta si estendono lungo tutta la filiera, dalla raccolta alla commercializzazione. Salvi sottolinea che i vettori sono già tutelati da un meccanismo di adeguamento dei contratti di trasporto al costo del carburante in presenza di oscillazioni superiori al 2%, il cosiddetto fuel surcharge. Il problema, secondo Fruitimprese, è l’assenza di una strategia capace di conciliare le rivendicazioni degli autotrasportatori con la tutela degli altri settori produttivi e dell’ordine pubblico.
“Al Sud è in atto una corsa al massacro e a creare il maggior danno possibile ai cittadini. Si bloccano le forniture di prodotto fresco per far trovare gli scaffali vuoti sui punti di vendita. Tuttavia i danni al settore ortofrutticolo non si limitano a una semplice mancata fornitura: chi decide di fermare i trasporti deve sapere che bloccando i camion che vanno dalla campagna al centro di condizionamento il prodotto è perduto. Si pensi alle insalate della Piana del Sele che non arrivano nei magazzini refrigerati, alle clementine e ai kiwi calabresi, per non parlare dell’uva pugliese e siciliana, tutti prodotti che hanno un valore economico e che verranno lasciati sulle piante”.
Kiwi gialli e uva senza semi sotto pressione
Tra le produzioni più esposte figurano i kiwi, soprattutto delle varietà gialle, per i quali i produttori hanno lavorato un’intera annata. Il quantitativo a rischio distruzione supera le 40.000 tonnellate. A essere compromesse sono anche le consegne programmate di uva senza semi di alta qualità, mentre il mancato trasferimento delle insalate verso i magazzini refrigerati può determinare la perdita del prodotto raccolto.
A pesare sul comparto è inoltre il progressivo deprezzamento delle merci già stoccate nelle celle. Secondo Fruitimprese, la distribuzione si sta orientando sempre più verso i mercati esteri.
“I danni sono ingentissimi e ammontano già a centinaia di milioni di euro, anche perché il prodotto presente nelle celle perde continuamente di valore; con la distribuzione che si sta sempre più rivolgendo ai mercati esteri, vanificando, di fatto, l’obiettivo di lasciare i cittadini senza il prodotto fresco”.
L’appello alle istituzioni
Fruitimprese richiama alla responsabilità le istituzioni e le associazioni di categoria degli autotrasportatori, chiedendo di individuare soluzioni che consentano di salvaguardare le merci deperibili senza ignorare le ragioni della protesta. L’associazione riferisce inoltre di essersi attivata con le Prefetture competenti per promuovere corridoi privilegiati destinati al transito dei prodotti ortofrutticoli.





