Il mercato ortofrutticolo evidenzia un andamento contrastato, con rialzi per clementine e pomodori, mentre diversi prodotti registrano una flessione delle quotazioni per l’aumento dell’offerta o una domanda ancora debole. A incidere sul mercato sono anche le temperature miti di ottobre, che frenano i consumi di alcuni prodotti tipicamente autunnali, e le difficoltà logistiche legate allo sciopero degli autotrasportatori.
Tra la frutta, le clementine registrano un lieve aumento delle quotazioni, in una fase in cui i prezzi del prodotto spagnolo e di quello del Sud Italia sono ancora in via di stabilizzazione. Lo sciopero degli autotrasportatori e i blocchi stradali e autostradali in Campania, Calabria e Sicilia hanno penalizzato la disponibilità, senza provocare particolari rialzi, complice una domanda ancora contenuta. Restano stabili i fichi d’India siciliani, con un buon equilibrio tra domanda e offerta, mentre la campagna si avvia verso la conclusione e iniziano a scarseggiare le pezzature più piccole. In calo le castagne, penalizzate da una domanda debole, dalle temperature ancora elevate e dai danni del caldo estivo alla resa e alla qualità dei frutti.
Tra le orticole, spiccano i pomodori rossi, le cui quotazioni continuano a salire per effetto della produzione ridotta dal clima dei mesi precedenti e delle difficoltà logistiche. I datterini delle partite migliori superano gli 8 euro/kg, mentre ciliegini e piccadilly oltrepassano i 6 euro/kg, con aumenti superiori al 200% rispetto allo scorso anno. In calo le batate, grazie all’aumento dei quantitativi italiani che riduce la richiesta di prodotto egiziano, e i cavoli broccoli, con l’incremento dell’offerta legato all’avanzamento della campagna e una domanda ancora sottotono. Scendono anche le quotazioni della cicoria catalogna, per la maggiore disponibilità, mentre le puntarelle mantengono prezzi elevati a causa dell’offerta limitata. In diminuzione le melanzane ovali, per la saturazione della domanda nel Sud Italia e il conseguente spostamento di maggiori quantitativi verso gli altri mercati nazionali, e le zucchine, sostenute da una buona disponibilità e dalla sovrapposizione delle produzioni del Centro-Sud e della Sicilia. Restano infine stabili i porri, con un interesse in crescita nel mese di ottobre e quotazioni lievemente superiori a quelle dello scorso anno.
Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) e Italmercati pubblichiamo la rilevazione dei prezzi dell’ortofrutta presso i mercati all’ingrosso al 19 ottobre 2026. Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie di frutta e ortaggi in commercio. Nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.
Scarica i prezzi dell’ortofrutta in Italia al 19 ottobre 2026 in PDF cliccando qui
Batate: prezzi in lieve calo
Prende quota la campagna italiana delle batate o dette anche patate dolci americane. L’interesse per questo tubero è cresciuto negli ultimi anni. Con l’aumento di quantitativi di prodotto italiano è calata la quotazione e la richiesta verso il prodotto egiziano. La batata riscontra una domanda più forte nei mercati del Nord Italia, fattore che porta i prezzi nella piazza di Roma su livelli più bassi rispetto gli altri mercati.
Castagne: prezzi in calo
Avvio sottotono per la campagna delle castagne, caratterizzato da prezzi più alti rispetto allo scorso anno e da una domanda debole. Il caldo estivo ha penalizzato sia la resa della produzione sia la qualità dei frutti. Inoltre le temperature ancora sopra la media di questo ottobre continuano a scoraggiare i consumi, solitamente stimolati dal freddo. Per favorire il collocamento del prodotto sul mercato, si registra comunque un lieve calo dei prezzi.
Cavoli broccoli: prezzi in discesa
Prende il ritmo la campagna dei cavoli broccoli, con conseguente aumento dei quantitativi e discesa dei prezzi. Domanda ancora sottotono con le temperature miti. Calo più deciso nel mercato di Roma grazie al buon ingresso di prodotto locale e dell’Abruzzo.
Cicoria: prezzi in timido calo
Aumentano i quantitativi della cicoria catalogna. Prezzi in lieve calo a eccezione del mercato di Roma in cui si registra una domanda alta essendo un prodotto tipico della cucina tradizionale. Si avvia anche la produzione della cicoria a puntarelle, con prezzi ancora alti con la disponibilità contenuta.
Clementine: prezzi in lieve aumento
Incalza la stagione delle clementine. I prezzi si stanno ancora stabilizzando, sia per il prodotto spagnolo che del Sud Italia, mentre la domanda è parzialmente frenata dal caldo diurno nonostante un buon interesse da parte dei consumatori. In questo avvio di settimana la disponibilità nei mercati è stata penalizzata dallo sciopero degli autotrasportatori e dai blocchi stradali e autostradali che hanno interessato Campania, Calabria e Sicilia. Ciononostante, i prezzi non registrano particolari scossoni proprio a causa di una richiesta ancora contenuta.
Fichi d’India: prezzi stabili
Resta regolare con un buon equilibrio tra domanda e offerta, il mercato dei fichi d’India siciliani. Iniziano a mancare le pezzature minori con la campagna che si sta incamminando verso la conclusione. Quest’anno si è avuto una partenza anticipato della raccolta, fattore che ha portato a un veloce esaurimento del frutto a calibro piccolo.
Melanzane: prezzi in calo
Scendono le quotazioni delle melanzane ovali portandosi su livelli lievemente inferiori allo scorso anno. La saturazione della domanda nel Sud Italia, in particolare in Calabria e Sicilia, ha spinto maggiori quantitativi di prodotto verso gli altri mercati nazionali, determinando una lieve flessione dei prezzi. Presenti ancora partite di prodotto in piena area con un buon livello qualitativo grazie al clima favorevole.
Pomodori: prezzi in ulteriore rialzo
Non si arresta la corsa al rialzo per i pomodori rossi. A influire oltre alla produzione decimata dal clima dei mesi precedenti con temperature altissime, in questo avvio di settimana pesano le difficoltà logistiche per lo sciopero degli autotrasportatori. I datterini delle partite migliori raggiungono prezzi record, superando anche 8,00 €/Kg, mentre i ciliegini e i piccadilly superano tranquillamente i 6,00 €/Kg, registrando un incremento superiore al 200% rispetto allo scorso anno. Per far fronte alla carenza di merce, in alcuni mercati si segnala l’ingresso straordinario di prodotto turco, esteso anche a varietà come il ciliegino. Di riflesso, anche le ultime partite di pieno campo mantengono quotazioni molto elevate, nonostante una qualità compromessa dal caldo. Di fronte a prezzi così vertiginosi, la domanda mostra inevitabilmente i primi segnali di contrazione.
Porri: prezzi stabili
Aumenta l’interesse per i porri in ottobre, spinto anche dalla nuova stagione delle zucche, particolarmente apprezzate in ottobre. I prezzi si mantengono stabili rispetto la scorsa settimana senza particolari sussulti, ma lievemente più alti in confronto allo scorso anno, in cui incide l’aumento dei costi di produzione.
Zucchine: prezzi in calo
Scendono i prezzi delle zucchine grazie a una buona disponibilità e la sovrapposizione di diverse produzioni, Centro Sud in pieno campo e le nuove partite di prodotto siciliano di qualità alta. Prezzi su livelli inferiori rispetto lo scorso ottobre. Domanda statica.





