Nasce Efoi-European Federation of Olive Industry, la nuova federazione europea delle olive da tavola promossa da Assom per l’Italia, Pemete per la Grecia e Asemesa per la Spagna. La nuova organizzazione, con sede a Roma, è stata presentata ufficialmente a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura. Alla presidenza è stato nominato lo spagnolo Francisco Torrent Cruz, presidente di Asemesa.
Alla presentazione della federazione sono intervenuti Antonio De Mora, segretario generale di Asemesa e direttore di Efoi, Kostas Zoukas, presidente di Pemete, Angelo Moreschini, presidente di Assom, e Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.
In Europa consumi vicini a 600mila tonnellate, produzione Ue in crescita del 7%
La costituzione della federazione arriva in una fase di espansione del comparto, sostenuto dall’interesse crescente verso la dieta mediterranea e dai consumi orientati al benessere. Negli ultimi cinque anni la produzione europea di olive da tavola è aumentata del 7%, mentre a livello mondiale la crescita si è attestata all’8%. Nella campagna 2024-25, nell’Unione europea sono state prodotte circa 858mila tonnellate di prodotto, a fronte di oltre 3 milioni di tonnellate movimentate ogni anno dal commercio internazionale.
Secondo gli ultimi dati Coi, i consumi europei sfiorano le 600mila tonnellate. Oltre ai principali Paesi produttori, tra i mercati più importanti figurano anche Usa, Brasile e Canada. Il settore riveste inoltre un ruolo sociale rilevante, garantendo occupazione in molte aree rurali del Mediterraneo. Secondo le stime di Efoi, sono circa 80mila le aziende agricole europee coinvolte nella produzione di olive da tavola.
Accordi commerciali sotto osservazione
Tra gli obiettivi della nuova federazione c’è il rafforzamento della rappresentanza del comparto a Bruxelles, soprattutto sui temi legati agli accordi commerciali internazionali. Sul tavolo restano questioni come i dazi statunitensi e il Mercosur, ritenuto penalizzante per l’assenza di una reale reciprocità sugli standard produttivi e sulle tecniche richieste alle imprese europee.
Le aziende dell’Unione europea devono inoltre confrontarsi con la concorrenza di Paesi extra-Ue, in particolare del Nord Africa, che operano con regole differenti sul piano produttivo e lavorativo. Uno scenario che, secondo la federazione, si aggiunge a problematiche già esistenti come concorrenza sleale, controversie commerciali e insufficiente sostegno europeo.
Promozione e strategie condivise
Con la nascita di Efoi, le tre principali associazioni nazionali puntano a costruire una rappresentanza unitaria capace di elaborare strategie condivise e iniziative a supporto delle imprese, coinvolgendo anche la filiera olivicolo-olearia. Tra i temi prioritari rientrano i programmi europei di promozione agroalimentare, considerati finora poco efficaci nel rafforzare competitività e posizionamento internazionale delle olive made in Europe.







