È stato presentato presso la sede di Cpr System, a Gallo, il progetto pilota dedicato alla tracciabilità di filiera delle casse Redea, un’iniziativa che coinvolge in modo integrato tutti gli attori della supply chain ortofrutticola, dalla produzione al negozio.
Il progetto, sviluppato sotto la guida del professore Marco Melacini, Ordinario di Logistica al Politecnico di Milano, vede la partecipazione del Cedi di Conad Centro Nord con i relativi punti di vendita e di Romagnoli Patate per il comparto produttivo.
Il valore strategico dei dati: ad aprile al via la fase di prova, a giugno i risultati
La sperimentazione, della durata di cinque settimane a partire da aprile, punta a testare e ottimizzare l’intero processo di tracciabilità delle casse Redea lungo tutto il loro ciclo: dal centro di lavaggio alla distribuzione, fino al punto di vendita e al successivo ritorno.
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato cinque anni fa con la progettazione della cassa Redea, oggi standard di riferimento nel sistema Cpr System. Progettata fin dall’origine con tecnologia Rfid, la cassa consente ora di raccogliere e analizzare dati avanzati lungo l’intero ciclo di vita: dal contenuto ai lotti, fino alla shelf-life e ad altri parametri personalizzabili in base alle esigenze degli operatori della filiera.
A supporto del sistema è stato sviluppato un software customizzato da Kfi Srl, realtà specializzata nella digitalizzazione e nella gestione integrata dei processi della supply chain.
“Questo progetto -dichiara Monica Artosi, direttrice generale di Cpr System- rappresenta un passo fondamentale nell’innovazione tecnologica della filiera ortofrutticola. Non solo consente di ottimizzare i processi logistici, ma soprattutto permette di raccogliere dati concreti lungo tutto il percorso dei prodotti, trasformandoli in informazioni strategiche capaci di generare valore. Stiamo procedendo per step progressivi, validati sul campo, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni realmente efficaci e aderenti alle esigenze dei nostri soci”.
“Il progetto pilota -aggiunge Melacini- è un vero abilitatore dell’innovazione tecnologica nella filiera. Entro fine giugno saremo in grado di analizzare i dati raccolti e trarre indicazioni concrete per le fasi successive.”







