Patate tra premiumness e varietà: cosa c’è ancora da fare?

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Chi osserva l’evoluzione che negli ultimi 20 anni ha riguardato lo scaffale delle patate, nota un evidente miglioramento. Il prodotto, da sempre senza un ruolo definito, quasi una commodity per le famiglie, con l’avvento delle referenze premium ha visto cambiare il proprio vissuto e anche il prezzo.

“Con il tempo, addirittura -spiega Roberto Chiesa, direttore commerciale di Romagnoli F.lli- la referenza Selenella del Consorzio Patata Italiana di Qualità, la prima patata premium, è diventata il riferimento su cui viene ricalibrato l’intero listino, con il conseguente aumento di valore di tutte le altre patate”. Contestualmente, si è anche affinato l’intero scaffale che pian piano sta selezionando e razionalizzando le referenze proposte, anche per una riduzione degli spazi a favore di nuove categorie di prodotto. Oggi si ritrovano, oltre alle premium, le private label, il prodotto locale, quello certificato Igp e Dop e il Residuo Zero, che acquista sempre più quote di mercato.

Tutto completato, dunque? Dal punto di vista della notorietà della categoria è certamente stato compiuto un buon lavoro. Occorrono però delle precisazioni: ancora oggi la patata è identificata per colore, per destinazione d’uso e per territorialità. “Quasi sempre viene omessa la varietà, che è il vero valore distintivo e che per serietà e onestà dovrebbe essere sempre indicata in etichetta”.

La promessa al consumatore

La “buccia rossa” non è una varietà e non è un aspetto che identifica una destinazione d’uso, così come l’indicazione “a polpa gialla”: sono modi semplici e riduttivi per fare scegliere al consumatore il prodotto sulla base della sua esigenza in cucina. Dietro a queste informazioni spicciole c’è però il vero mondo varietale che merita di essere raccontato. “Noi siamo impegnati nell’opera di ricerca e sviluppo di nuove varietà e quindi di divulgazione sia verso la produzione, sia verso le insegne, in rapporto di partnership, le quali possano fare portatrici di contenuti al consumatore. La gdo potrebbe, per esempio, chiedere una pianificazione assortimentale di carattere varietale ai propri fornitori tale da coprire l’offerta per l’intero anno commerciale e garantire caratteristiche organolettiche costanti, elemento questo imprescindibile per fidelizzare il consumatore e favorire il riacquisto. Questa nostra visione trova realizzazione nella nostra nuova linea èVita Armonia Gourmet, pensata per il segmento premium. Per questo progetto abbiamo selezionato varietà di patata con caratteristiche organolettiche distintive, capaci di trasformare ogni piatto in un’esperienza di gusto e bontà. Il successo tra i consumatori ha spinto alcune insegne a inserire questa varietà nelle loro linee private label gourmet. In questo modo si può arrivare a una vera nobilitazione della categoria, esattamente come è stato realizzato nel mercato delle mele”.•

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Potatoes between premiumness and variety: what remains to be done?

The path to adding value to potatoes is not yet concluded. The offering in large-scale retail is being optimized, but better knowledge regarding the varieties of this important tuber is needed

Anyone observing the evolution that has characterized the potato shelf over the last 20 years will notice a clear improvement. The product, which historically lacked a defined role—being almost a commodity for families—has seen its perception and price change with the advent of premium references. “Over time, in fact,” explains Roberto Chiesa, Commercial Director of Romagnoli F.lli, “the Selenella reference from the Consorzio Patata Italiana di Qualità (Consortium for Quality Italian Potato), the first premium potato, has become the benchmark upon which the entire price list is recalibrated, with a consequent increase in value for all other potatoes”.

Concurrently, the entire shelf has been refined, slowly selecting and rationalizing the proposed references, also to reduce space in favor of new product categories. Today, in addition to premium items, one can find private labels, local products, PGI and PDO certified products, and “Zero Residue” products, which are gaining increasing market share. So, is everything complete? From the perspective of category awareness, a good job has certainly been done. However, some clarifications are necessary: even today, potatoes are identified by color, intended use, and territoriality. “The variety, which is the true distinctive value and which, for the sake of seriousness and honesty, should always be indicated on the label, is almost always omitted”.

The promise to the consumer

“Red skin” is not a variety, nor is it an aspect that identifies an intended use, just as the indication “yellow flesh” is not: these are simple and reductive ways to help the consumer choose the product based on their culinary needs. However, behind this basic information lies the true varietal world that deserves to be told. “We are committed to the research and development of new varieties and, therefore, to dissemination towards both production and retailers, in a partnership relationship, so that they can convey content to the consumer. Large-scale retail could, for example, request a varietal assortment planning from its suppliers to cover the offer for the entire commercial year and guarantee constant organoleptic characteristics—an essential element for building consumer loyalty and encouraging repeat purchases. Our vision is realized in our new line, èVita Armonia Gourmet, designed for the premium segment. For this project, we have selected potato varieties with distinctive organoleptic characteristics, capable of transforming every dish into an experience of taste and goodness. The success among consumers has prompted some retailers to include this variety in their gourmet private label lines. In this way, a true elevation of the category can be achieved, exactly as was realized in the apple market”.

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