Candonga, la Gdf sequestra 82mila confezioni “tarocche”

Più di 82mila confezioni “tarocche” di fragole Candonga sono state sequestrate dalla Gdf di Policoro lo scorso 30 marzo ed un imprenditore cesenate è stato denunciato per contraffazione ed uso improprio di un marchio registrato (reato privisto dall’articolo 473 del codice penale).

È questo il risultato dell’operazione delle fiamme gialle che ha gettato, per la prima volta, un faro sul giro d’affari illecito che ruota intorno all’uso improprio del brand Candonga la cui titolarità, per la commercializzazione sul mercato italiano, è in capo alla lucana Planitalia srl.

Il giro d’affari. Secondo le stime degli operatori, il “mercato nero” delle fragole a marchio (Candonga e Candonga Top Quality) riguarderebbe circa 6mila tonnellate di prodotto, pari a oltre 20 milioni di euro, che verrebbero messe in commercio in aggiunta alle circa 30mila commercializzate legittimamente.

La Candonga è un prodotto che fa gola anche in considerazione delle ottime performance di mercato registrate che quest’anno hanno fatto volare le quotazioni anche al di sopra delle 6 euro al chilo.

Titolare del marchio Candonga è l’azienda spagnola Planasa che con questo brand commercializza la sua varietà di fragole denominata Sabrosa. In Italia, la licenza esclusiva per la commercializzazione del marchio Candonga è affidata all’azienda vivaista Planitalia srl la quale, può accordare l’uso del marchio solo a quei produttori/commercializzatori di fragole (rigorosamente) Sabrosa che possono essere acquistate solo nel circuito dei vivaisti della Planasa o da Planasa direttamente.

I controlli. «In questa operazione – ci spiega il maggiore Antonio Taccardi che ha condotto l’operazione – abbiamo individuato un carico di fragole della varietà Sabrosa che utilizzava il brand Candonga senza avere avuto la relativa autorizzazione. Quello che pensavamo fosse un semplice controllo a campione, ci ha portato a scoprire un vero e proprio traffico di fragole “tarocche” di cui, fino ad oggi, non conoscevamo l’esistenza e che ci spinge ad aumentare la nostra attenzione in questa direzione. Non escludiamo che oltre all’uso improprio del marchio ci possano essere delle aziende che commercializzano con questo brand anche delle varietà diverse dalla Sabrosa. In questo caso entreremmo nel campo di un reato più grave che è quello di frode commerciale».

La guerra italiana per la tutela del brand Candonga arriva da lontano. Risalgono infatti, all’anno scorso le diffide che Planitalia ha fatto a tre aziende emiliano-romagnole, tutte piccole realtà a conduzione familiare, che utilizzavano impropriamente il marchio. Una guerra che viaggia (in parallelo) a suon di atti giudiziari e sui quali ancora si attende la sentenza definitiva del giudice che dovrà decidere se confermare la tutela al brand oppure se annullarla per volgarizzazione del marchio accogliendo, quindi, le opposizioni delle tre aziende diffidate.

I danni. «Allo stato attuale – spiega Carmela Suriano, general manager di Planitalia nonché ceo del Club Candonga – non siamo in grado di dare una misura del danno economico che l’uso improprio del marchio possa generare. In questo senso aspettiamo la fine delle indagini della Gdf per avere un quadro completo e capire come agire». E sulla campagna di quest’anno che aveva visto un ribasso delle quotazioni di mercato, subito dopo Pasqua, aggiunge: «Nella prima parte della stagione i prezzi erano stati elevati perché mancava il prodotto a causa delle sfavorevoli condizioni meteorologiche. Il miglioramento del clima ha determinato un aumento della produzione e quindi anche lievi ribassi nei prezzi ma, nei prossimi giorni, prevediamo, una normalizzazione di volumi e prezzi».

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