Pomodoro, ricorso dell’Italia contro misure antidumping in Australia

«Abbiamo accolto con soddisfazione l’iniziativa intrapresa ieri dal governo italiano che ha presentato un ricorso per contrastare le misure restrittive introdotte dalle autorità locali nei confronti delle esportazioni italiane di pomodori in conserva». Lo ha dichiarato il presidente del settore ortofrutticolo di Fedagri-Confcooperative Davide Vernocchi commentando l’iniziativa del governo, annunciata dal vice ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda.

L’Australia rappresenta un mercato extra-Ue storico e importante per le aziende del settore delle polpe e dei pelati, in virtù anche della forte presenza di immigrati di origine italiana, che presenta interessanti prospettive di crescita. Nel corso del 2013 le esportazioni di polpe e pelati nel paese australiano sono ammontate a 45mila tonnellate.

«Anche alcune nostre primarie cooperative associate molto attive in quei mercati avevano avviato nelle scorse settimane iniziative legali analoghe. Auspichiamo che il ricorso avviato dal governo italiano possa portare in breve tempo a una soluzione positiva della questione rimuovendo le barriere tariffarie che penalizzano le aziende italiane nel settore».

Questa mattina intanto è stato presentato a Milano il programma del Congresso mondiale del Pomodoro, che si svolgerà a Sirmione dall’8 all’11 giugno, organizzato dall’Amitom, dal World processing tomato council e da Ishs e che sarà ospitato da Fedagri-Confcooperative e dall’Aiipa.

«Il sistema cooperativo, in assoluta sintonia con tutte le altre componenti della filiera, concorda sull’esigenza di rendere nota in etichetta l’origine della materia prima sui trasformati del pomodoro», ha dichiarato, intervenendo in rappresentanza di Fedagri-Confcooperative Sergio Tondini, presidente del gruppo consultivo Ortofrutta della Commissione europea.

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