Banco Fresco a Torino, un bilancio del primo anno a quota due pdv

Interni scenografici, con l'ortofrutta a sfoggiare tutti i colori tra gli espositori, ecco come Banco Fresco ha lanciato il verticale del freschissimo anche in Italia

Banco Fresco, il format italiano verticale del fresco e del freschissimo, di chiara “ispirazione transalpina” nell’insegna Grand Frais, ha iniziato a muovere i primi passi in Piemonte con due punti di vendita.

Interni scenografici, con il fresco, soprattutto ortofrutticolo, che fa sfoggio di tutti i colori tra i banconi nella parte centrale, a sottolineare ancora di più il core business e solo lungo le pareti si trovano prodotti confezionati, quasi a rimarcare la scelta di campo di sostenibilità nel limitare l’utilizzo di imballaggi.

A distanza di quasi un anno dalla prima apertura di Beinasco, facciamo il punto con Lisa Nizzo, responsabile marketing e comunicazione di Banco Fresco.

Il primo pdv di Banco Fresco ha aperto a Beinasco nel settembre 2017

A quasi un anno dalla prima apertura di Banco Fresco in Italia, possiamo tracciare un bilancio?
Abbiamo lanciato un format totalmente nuovo per l’Italia: Banco Fresco è un mercato coperto moderno dove trovare tantissimi prodotti alimentari freschi di qualità a prezzi ottimi. Siamo specializzati nella commercializzazione di prodotti alimentari freschi: ortofrutta, formaggi, pescheria, macelleria, salumeria. Abbiamo anche il reparto grocery che rappresenta un servizio, completando la spesa del cliente.
Siamo pienamente soddisfatti di questi primi mesi e contiamo di attirare sempre più clienti che dimostrano di apprezzare la grande qualità dei prodotti, la varietà che offriamo e la nostra proposta semplice e innovativa.
Continueremo a portare avanti il nostro format così come è partito, aumentando ancora di più le specialità del territorio, in tutti i reparti.

Qualche mese dopo Beinasco è stato aperto un altro pdv a Torino, ci sono nel futuro prossimo altre aperture?
Da qualche mese stiamo lavorando ad un piano di sviluppo che riguarderà i prossimi 5/6 anni ma al momento non possiamo anticipare nulla.

Su che format di store puntate?
Banco Fresco riprende la struttura dei mercati coperti; ogni negozio ha una superficie di circa 1.000 mq e il core business sono i banchi dell’ortofrutta. Abbiamo creato un mercato coperto moderno in cui si uniscono la possibilità di scegliere tanti prodotti freschi di qualità in uno spazio confortevole (non abbiamo i corridoi e i percorsi obbligati tipici dei supermercati) insieme ad un’esperienza di consumo veloce e semplice (parcheggio comodo, pagamento in cassa centrale e vendita sfusa per la maggior parte dei prodotti per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente).

Qual è il rapporto con i vostri fornitori, criteri di scelta, che requisiti minimi  devono avere
Il nostro obiettivo è quello di proporre prodotti freschi di altissima qualità, selezionati con cura, al giusto prezzo. Siamo specializzati nella selezione e vendita di prodotti freschi ed ultrafreschi: scegliamo sempre la qualità migliore, senza compromessi: i nostri fornitori devono quindi essere in grado di soddisfare queste condizioni.
Un fornitore di Banco Fresco diventa partner del progetto, nella vera accezione del termine. L’obiettivo, nostro e dei nostri fornitori, è sempre quello di dare al cliente la garanzia della migliore qualità; prediligiamo sempre un rapporto di collaborazione duraturo e costruttivo che tenda a trovare soluzioni positive e a risolvere così eventuali problemi.
In tutti i nostri reparti abbiamo inoltre scelto di non proporre marchi conosciuti a livello nazionale ma di cercare produttori piccoli e medi che propongono prodotti ricercati e di qualità ma con un’attenzione al prezzo in modo che possa essere accessibile a tutti.

Passiamo ora ai prodotti, siete specialisti nel mondo dei freschi, ci può dare una percentuale in volumi e in valore di quanto conti l’ortofrutta rispetto agli altri comparti?
L’ortofrutta rappresenta sicuramente la maggiore attrattiva del negozio, essendo il core business di Banco Fresco. Al di là delle cifre di incidenza, per noi quello che conta è mantenere lo standard che abbiamo oggi (ossia una penetrazione clienti del 90%).

Quante referenze indicativamente avete nei pdv e quante varietà per ogni prodotto
È difficile dare dei numeri precisi perché le referenze variano a seconda della stagione. In media, abbiamo circa 300 referenze ortofrutta in negozio. In relazione alla stagione, riusciamo ad avere fino a 10 varietà per prodotto (ad esempio, pomodori in estate o zucche in autunno. Riusciamo anche ad avere tante varietà di prodotti esotici –arriviamo fino a 5/6 tipologie diverse di ananas e 4/5 di avocado).

Ci sono trend di consumo significativi, relativi all’ortofrutta, che avete rilevato nei pdv? Ce li potete illustrare?
Non abbiamo ancora controcifre che ci permettono di analizzare un trend in maniera evidente ma possiamo affermare che siamo evolvendo in bene in relazione con la stagionalità.

Quarta gamma, il valore aggiunto di questo comparto è percepito dai vostri clienti?
Sicuramente sì perché la nostra quarta gamma è di altissimo livello: i prodotti proposti sono esattamente gli stessi che proponiamo sfusi e non sono addizionati di nessun conservante o altro. Abbiamo una quarta gamma innovativa rispetto ai prodotti che si trovano normalmente sul mercato italiano –almeno a quanto ci risulta. Ad esempio, proponiamo un’ampia scelta di frutta già tagliata e di mix di verdure lavate, tagliate e già pronte da cucinare molto originali e di ottima qualità (qualche esempio: il mix per piatti orientali composto da broccoli, carote a bastoncino e funghi shitake freschi oppure la zucca butternut a cubetti, una varietà dal sapore particolarmente dolce e dalla consistenza vellutata che è difficile trovare intera. Noi la proponiamo sia intera che già tagliata e pronta da cucinare). I clienti che hanno provato la nostra quarta gamma continuano ad acquistarla proprio per l’elevata qualità della proposta.

Sfuso o confezionato, cosa scelgono i consumatori nei vostri pdv?
Abbiamo pochissimi prodotti confezionati: proponiamo soprattutto frutta e verdura sfusa quindi il cliente si orienta su questa. La scelta di avere quasi il 95% di prodotti sfusi, oltre a richiamare la spesa che si può fare al mercato, è anche dettata da un’attenzione- che non tutti gli altri attori della distribuzione italiana hanno- nei confronti degli imballaggi in plastica dei prodotti confezionati dell’ortofrutta che normalmente si trovano nella distribuzione organizzata e gdo.

Prodotti a marchio del distributore, ne avete o pensate di averli in futuro?
Al momento la strategia commerciale di Banco Fresco non prevede, per scelta, lo sviluppo di prodotti a marchio insegna.

Biologico, quanto conta nell’ortofrutta e che spazio dedicate nel pdv
La nostra idea è che la qualità dei prodotti che proponiamo corrisponda ai parametri di selezione che ci siamo imposti: ci poniamo infatti requisiti e criteri di qualità molto elevati e non abbiamo la necessità di inserire prodotti biologici perché pensiamo che siano migliori o più sani. I prodotti che proponiamo sono di altissima qualità e il cliente lo percepisce, a prescindere dall’esistenza o meno di una certificazione.

Filiera, quanto è importante comunicarla ai consumatori
Sicuramente è molto importante e stiamo lavorando anche noi per arrivare a trasmetterla ai nostri clienti. In questi primi mesi di apertura ci siamo concentrati principalmente allo sviluppo del nuovo format di vendita in Italia. Il progetto di filiera sarà sviluppato di pari passo con la futura apertura dei nuovi punti vendita.

Qualità, in che modo si può far emergere
Innanzitutto bisogna essere certi della qualità che si sta proponendo e noi lo siamo. E poi questa si deve trasmettere al cliente soprattutto attraverso un racconto, realizzato  tramite cartelli ad hoc o tramite la spiegazione fornita degli addetti vendita. Per noi è fondamentale avere addetti preparati e appassionati, che possono consigliare il cliente, raccontare i nostri prodotti e farli assaggiare. Se un cliente è curioso di assaggiare un prodotto che non conosce (capita spesso con la frutta esotica, che da noi si trova di ogni tipo), può chiederlo ad un addetto vendita che sarà felice di farglielo provare.

Comunicazione: che valore hanno i canali tradizionali (volantino, affissioni e altro) rispetto a quelli digitali e in che modo vi state approcciando al mondo social
I canali tradizionali sono ancora quelli che funzionano di più e da cui non si può prescindere. Noi però utilizziamo questi strumenti di comunicazione tradizionali personalizzandoli. Il nostro volantino è più un catalogo in cui si raccontano i vari prodotti piuttosto che un elenco di prezzi aggressivi. Vogliamo destare curiosità in chi legge il volantino, non attirarlo con prezzi bassissimi. La convenienza per noi non è assoluta ma è in relazione a quanto si sta proponendo: preferiamo di gran lunga proporre un prodotto in promozione raccontandolo e facendo capire che quel prodotto vale davvero il prezzo a cui è proposto piuttosto che presentare un prodotto di qualità talmente bassa da non valere neanche il prezzo stracciato a cui viene proposto. In ambito digital, abbiamo un sito e utilizziamo soprattutto Facebook per veicolare i nostri contenuti e valori.

e-commerce del fresco, ritenete sia un concorrente temibile per gli store, pensate ci sia un futuro online anche per la vostra insegna?
In Italia, almeno per il momento, pensiamo che l’e-commerce del fresco non sia ancora un vero concorrente. Le persone hanno bisogno di vedere quello che acquistano. E poi pensiamo che sia una bella esperienza e non una perdita di tempo guardare i prodotti, scoprire qualcosa di nuovo che magari non si conosceva (da noi capita spesso) e decidere di provarlo. Da uno schermo è un po’ difficile farlo…almeno per ora!
Sicuramente staremo a vedere come evolverà l’e-commerce del fresco e se si presenteranno opportunità interessanti, non ce le faremo scappare.

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